Beni abbandonati, indennizzi agli esuli: l'Europa dice no

Palese lo sconforto di uno dei protagonisti della battaglia legale, l'avvocato Sardos Albertini, raggiunto dai microfoni di TriestePrima: «La relatrice macedone (ex Jugoslavia) della Corte Europea dei Diritti dell'uomo dice no agli esuli, negando anche le motivazioni»

La Corte Europea dei diritti dell'uomo ha rigettato il ricorso presentato lo scorso anno da parte dell'avvocato Gian Paolo Sardos Albertini, l'avvocato De Pierro e altri legali dopo una battaglia legale durata dieci anni. Precisando la volontà di non produrre alcuna motivazione in merito.

L'avvocato Sardos Albertini, uno dei protagonisti di una vicenda legale che ha attraversato ogni grado di giudizio della legislazione italiana, raggiunto dai microfoni di TriestePrima ha manifestato tutto il suo sconforto per una decisione inappellabile che, a detta dello stesso legale, non ha fornito la benché minima motivazione in merito.

«La Corte dei Diritti dell'uomo, che dovrebbe tutelare appunto i diritti fondanti per l'uomo non lo ha fatto. Per una vicenda che riguarda la giustizia un cittadino dovrebbe conoscere minuziosamente le ragioni di una decisione del genere, altrimenti non siamo in uno stato di diritto» .

Dice con la voce rotta dallo sconforto aggiungendo ancora: 

«Non possono dirmi il tuo ricorso è inammissibile e non hai diritto di sapere nemmeno le ragioni. Soprattutto perché per arrivare a Strasburgo abbiamo dovuto percorrere tutte le vie legali interne italiane: il Tribunale di Trieste, la Corte d'appello di Trieste, la Sessione unita della Corte di Cassazione. Arrivando poi alla Corte Europea con una documentazione di più di cinquanta pagine. Nel nostro ricorso abbiamo citato anche un caso emblematico precedente praticamente identico al nostro e per il quale la Polonia fu costretta a legiferare in merito e a dare ragione ai risarciti. Nel nostro caso non è successo nulla di tutto questo» .

Lei in altre sedi ha dichiarato che forse la nazionalità di una delle relatrici ha avuto influenza sulla decisione finale. Lo crede veramente?

«Noi pensavamo che il ricorso fosse portato almeno in discussione per poi essere dichiarato ammissibile o meno. Invece vederlo rigettare da una relatrice macedone con la precisazione che mai ci sarebbe stata data alcuna ulteriore risposta o chiarimento in merito lo trovo veramente vergognoso. Va a ledere il diritto del cittadino a conoscere le ragioni per le quali un'azione legale intrapresa proprio da un organo che si fa chiamare “Corte Europea dei Diritti dell'uomo”.» 

Avvocato lei oggi si sente sconfitto e impotente di fronte a quanto accaduto?

«Purtroppo sì, perché questa era l'unica speranza per costringere lo Stato italiano a legiferare in merito e rivedere quanto stabilito nel 2001 in merito ai risarcimento degli esuli. Ma sembra oramai che non ci sia nessuna intenzione di cambiare nulla. Per quanto riguarda le vie legali le abbiamo tentate tutte. Ora rimane solo la volontà politica» . 

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