Indipendentista ceceno ritrova la libertà a Trieste ma ora rischia l'estradizione dalla Francia

Boris Abubakarov, il 45enne vice-rappresentante in esilio della Repubblica di Cecenia è accusato di terrorismo dalle autorità russe, ma la Corte d'Appello di Trieste nel 2017 ha negato l'estradizione per prove non convincenti. L'avvocato: "E'stato torturato in Russia, è vivo per miracolo"

Era stato liberato dalla Corte d'Appello di Trieste nel 2017, ora il suo calvario è ricominciato in Francia. Parliamo di Boris Abubakarov, il 45enne vice-rappresentante in esilio della Repubblica di Cecenia, destinatario di un mandato di cattura internazionale da parte della Federazione russa sotto il nome di Alikhan Makhtiev. L'accusa delle autorità russe è quella di terrorismo e di diversi omicidi, tuttavia mai supportata da prove convincenti, motivo per cui la Corte d'Appello di Trieste , presieduta da Pier Valerio Reinotti, nell'anno 2017 aveva negato l'estradizione alla Russia.

La sentenza di Trieste

La procedura era stata patrocinata dall'avvocato Giovanna Augusta de'Manzano del foro di Trieste; la locale Corte d'Appello aveva appunto stabilito che non sussistevano i presupposti per l'estradizione e che non c'erano elementi per collegare l' identità del signor Abubakarov a quella del presunto terrorista Makhtiev. In particolare ben due perizie calligrafiche (una in una precedente estradizione in Polonia e una a Trieste) hanno decretato che la firma sul passaporto consegnato dalle autorità russe non è stata vergata dal ceceno. Quest'ultimo era stato quindi scarcerato per poi scontare gli ultimi due mesi ai domiciliari a casa del suo avvocato.

Le torture in Russia

Abubakarov aveva inoltre dichiarato di essere stato torturato in Russia (il paese che ha accumulato più condanne dalla Corte europea per i diritti dell'uomo), e si è per questo sottoposto a una perizia del medico legale Fulvio Costantinides. Una volta ottenuta la libertà, il vice-rappresentante dell'auto-proclamatasi Repubblica Cecenia- Ickeria si è recato in Francia per chiedere asilo politico e dopo quattro anni dalla domanda è stata avviata una nuova procedura di estradizione, la terza. L'uomo aveva già infatti scontato 10 mesi in carcere in Polonia nell'anno 2009  e cinque in Italia nell'anno 2017. Il tutto si spiega tenendo conto che per i paesi extra Ue, se un'estradizione è stata negata da un paese (come nella fattispecie in Italia), il diniego non è valido in un altro paese, per cui è d'obbligo rifare la procedura. 

In quest'ultimo caso Abubakarov, arrestato a Parigi proprio mentre usciva da un appuntmento all'Ofpra, Ufficio centrale per la Protezione dei Rifugiati, è stato trattenuto in carcere a Parigi soltanto due giorni, per poi essere rilasciato con obbligo di firma. Ora l'avvocato de'Manzano ha nuovamente assunto la co-difesa del ceceno, insieme con il collega in Francia, l'avvocato Donato Sirignano.

"Vivo per miracolo"

"Sono onorata di poter co-difendere il mio assistito anche presso la Corte d'Appello di Parigi – dichiara de'Manzano -, per la sua terza procedura di estradizione in Europa. Il mio assistito non è un terrorista, ma un soldato che ha combattuto durante le due guerre di indipendenza cecene. Confido nel fatto che la Francia non concederà l'estradizione alla Russia. Il rischio di torture, trattamenti disumani e violenze di ogni tipo è una certezza e in questi casi la morte è una liberazione. Il Signor Abubakarov infatti, ferreo oppositore del regime di Kadyrov, è già stato vittima di un tentato omicidio, di cui i porta i segni, ed è vivo per miracolo."

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