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Inflitrazioni camorristiche nel Porto: la Procura chiede il fallimento della società "Depositi Costieri"

La Depositi ha accumulato un debito verso l'Amministrazione di oltre 32 milioni di euro e altri 9 milioni di euro di sanzioni

La Procura di Trieste ha chiesto il fallimento della società "Depositi Costieri Trieste S.p.A.". Alla base c'è l'ipotesi di inflitrazioni camorristiche nel Porto di Trieste. Le quote della società erano state vendute alla LIFE s.r.l. dalla vecchia proprietà, la Giuliana Bunkeraggi della famiglia Napp, per 4,5 milioni. Ma la Depositi ha accumulato un debito verso l'Amministrazione di oltre 32 milioni di euro, e altri 9 milioni di euro di sanzioni

Come dichiarato dal Tgr Rai Fvg, proprio per il timore di infiltrazioni criminali, anche la Prefettura ha emesso un provvedimento di interdizione nei confronti della LIFE. Per Mastelloni, procuratore capo di Trieste, alcuni personaggi della nuova proprietà sarebbero sospetti e sarebbe necessario vigilare le attività del porto con maggiore incisività. D'Agostino, presidente dell'autorità portuale, ribatte sottolinendo che nel porto sia forte la difesa della legalità. L'autorità Portuale dell'Adriatico Orinetale, intanto, ha dato il via alla revoca della concessione demaniale nei confronti della società Depositi Costieri.

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