Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Infortuni, incidenti e malattie in agricoltura: in Fvg muoiono 20 persone all'anno

Durante un convegno sono emerse le problematiche legate alla sicurezza nel settore agricolo in Friuli Venezia Giulia: sono 500 gli infortuni nel 2018

Foto di repertorio

Sono oltre 500 i casi di infortunio denunciati in un anno nel settore dell'agricoltura in Friuli Venezia Giulia: se ne è parlato nel corso di una tavola rotonda promossa dalla Fai Cisl Fvg. In totale in Italia sono intorno ai 30mila casi. «Basta davvero un attimo per perdere la vita, un arto, la vista». Bruzio Bisignano e Flavio Frigè di Ocjo non usano mezzi termini perché sulla sicurezza non si scherza e l’esperienza non deve far abbassare la guardia. Sono stati loro ad avviare la tavola rotonda, promossa dalla Fai Cisl Fvg, sul tema della sicurezza in agricoltura, come bene da coltivare.

I dati

E sono numeri da brivido quelli presentati nella sede Cisl di Udine. Stando ai dati esposti da Claudio Bettini della Direzione regionale dell’Inail, in Italia nel 2018 sono stati 30mila i casi di infortunio denunciati, oltre 500 nel solo Friuli Venezia Giulia. Se poi ci si sofferma sugli incidenti mortali, 704 sono quelli verificatisi a livello nazionale, mentre 20 quelli riferiti alla nostra regione, con un aumento del 42% tra il 2013 e il 2018. A questi numeri vanno aggiunti poi quelli sulle malattie professionali, sempre più incidenti.

Le malattie

Se, come riferisce il medico legale del patronato Inas, Franco Capuzzo, attualmente sono circa 20mila (sulle 50mila presentate in tutti i settori) le malattie riconosciute come professionali, in agricoltura, dal 2000 al 2018, i casi sono passati da 930 a 11.500 casi riconosciuti e che si riferiscono, in particolare, alle patologie muscolo-scheletriche.

Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio emergono i macchinari sempre più sofisticati e potenti, l’utilizzo di prodotti tossici e le condizioni climatiche estreme di lavoro, senza contare l’età avanzata degli operatori (in prevalenza tra 45 e i 60 anni) e le diversità linguistiche e culturali degli operatori che rende difficile la formazione e la diffusione e comprensione delle informazioni sulla sicurezza. Ma c’è di più se, come sostiene il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco, uno dei problemi è che spesso e volentieri la sicurezza viene intesa dalle aziende come un costo e non come un investimento.

Prevenzione

Lo confermano i dati dell’Inail sull’accesso delle aziende ai fondi dedicati alla prevenzione e, ad esempio, all’adeguamento o acquisto di macchinari, o, ancora, alcuni monitoraggi effettuati dalla S.O.C. Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro A.S.U.I. di Udine risulta, ad esempio, che su circa 90 imprese “mappate” in Friuli Venezia Giulia, il 46,5% (nel 2017) e il 37% (nel 2018) possedeva trattrici non conformi.

«Serve intervenire sulla formazione sia dei datori di lavoro, sia nelle scuole andando ad incidere soprattutto sulla percezione del rischio, sfatando quel mito secondo cui “tanto a me non capita"» sollecita il medico del lavoro della S.O.C. Prevenzione e Sicurezza, Claudia Zuliani .

Già all’interno del D.Lgs 81/08 vengono introdotti i concetti chiave  per la tutela dei lavoratori agricoli, le disposizioni per i datori di lavoro, le misure preventive tecniche, procedurali ed organizzative, e l’utilizzo dei dispositivi di protezione. «Ma solo le norme purtroppo non bastano», commenta la segretaria regionale Fai Cisl Fvg, Claudia Sacilotto. Il segretario nazionale della Fai, Silvano Giangiacomi, ha spiegato che «serve puntare ancora di più sulla bilateralità e sui modelli partecipativi e di consultazione tra imprese e lavoratori» o, ancora, «lavorare sul settore degli appalti, dove si concentra un altissimo tasso di infortuni: su questo, auspichiamo che il nuovo codice regionale, su cui stiamo da tempo ragionando, trovi definizione entro l’anno», conclude il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco.

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