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I sindacati di Insiel promettono battaglia: "Audizione in Regione o ci faremo sentire"

Si è tenuta questa mattina davanti alla sede triestina dell'azienda informatica l'assemblea che ha discusso il nuovo piano industriale. Presenti una quarantina di lavoratori. I sindacati puntano il dito contro "tutta la politica, da destra a sinistra"

I sindacati dell'Insiel mettono sul banco degli imputati tutte le "ultime Giunte regionali" in merito all'assenza di un "reale interesse per il nostro futuro" e chiedono un'audizione in I Commissione. Ad affermarlo è stata l'assemblea dei lavoratori che si è ritrovata oggi 26 novembre di fronte alla sede triestina dell'azienda dopo la "stesura del nuovo piano industriale" che interessa circa 670 dipendenti in tutto il Friuli Venezia Giulia. "Siccome l'assessore Callari non risponde più alle nostre richieste di incontro - ha affermato Alessandro Vecchiet dell'Usb - se non riceveremo risposta in merito all'audizione, organizzeremo un'assembela fuori dal palazzo della Regione".   

Il piano industriale

"I vertici dell'azienda ci hanno mostrato la loro idea di piano industriale - ha introdotto Vecchiet - che inserisce nuovamente, come fatto già dalla giunta Serracchiani, il concetto di integratore nella nostra quotidianità. Ci hanno fatto l'esempio dei prodotti che, secondo loro, devono rimanere nell'ambito di Insiel in cui noi lavoratori informatici possiamo metterci qualcosa sopra: insomma, un integratore puro". Per i sindacati, la situazione è quella di un'azienda non in crisi, ma pur sempre di una struttura che vuole "continuare a lavorare nell'informatica, e non in altri settori". 

"Insiel non è di proprietà della politica"

"Tutte le forze politiche devono rendersi conto che sono responsabili dell'Insiel - ha continuato Vecchiet - perché non apparteniamo a Callari, bensì ai cittadini della regione che sono rappresentati da tutti i partiti. Non ammettiamo che Callari decida di affossare questa azienda informatica di proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia, né tantomeno che l'opposizione se ne stia, troppo comodamente, in silenzio senza esprimersi sul futuro delle centinaia di dipendenti". 

Il commento della Cisl

Secondo i sindacati e sulla base del nuovo piano industriale "sono 55 i dipendenti in entrata e 45 quelli che usciranno dall'azienda". Numeri che non hanno risparmiato l'azienda da critiche feroci da parte anche di Tino Praticò, della Cisl. "Non bastano i piani industriali per il semplice fatto che questa azienda ha bisogno di investimenti forti dal punto di vista della formazione". All'interno di Insiel l'età media, secondo Praticò, "è di 49 anni e questo rappresenta un ulteriore elemento che testimonia come un maggiore investimento sul futuro si renda assolutamente necessario". 

"Non possiamo continuare a sentir parlare esclusivamente di contenimento dei costi - ha concluso il rappresentante della Cisl - anche perché non sembra essere quello il vero problema di questa azienda. Per questo ci faremo sentire in Regione e se non ci vorranno ascoltare, allora andremo sotto il palazzo in piazza Oberdan". 

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