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Lo scontro

Indagine sulla mafia nigeriana stronca traffico di droga, ma sulle intercettazioni è polemica

Il procuratore capo della Repubblica di Trieste Antonio De Nicolo ha sottolineato l'utilità dello strumento di cui da tempo, a livello politico, si discute. "Qui parliamo di un'associazione per delinquere finalizzata a traffici di droga, ma non di mafia in senso tradizionale, perché di etnia nigeriana. Visto che è stata gestita in questo modo e le intercettazioni hanno portato a 48 misure cautelari, dovremmo quindi cancellare anche questo tipo di attività che in realtà è necessaria?"

TRIESTE - "Sento parlare di mafia e terrorismo, qui abbiamo un'associazione per delinquere finalizzata a traffici di droga, ma non parliamo di mafia in senso tradizionale, perché di etnia nigeriana. Visto che è stata gestita in questo modo e le intercettazioni hanno portato a 48 misure cautelari, dovremmo quindi cancellare anche questo tipo di attività che in realtà è necessaria?". E' il procuratore capo di Trieste Antonio De Nicolo ad aggiungere pepe all'annosa polemica, soprattutto politica, sull'utilizzo delle intercettazioni telefoniche. Polemica che in questo ultimo periodo, date anche le posizioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, è tornata alla ribalta.

L'indagine partita grazie alle intercettazioni

L'occasione è stata la presentazione alla stampa della lunga indagine denominata Green Road (ne scriviamo qui). L'operazione, condotta dalla guardia di finanza di Trieste e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo giuliano, è partita proprio grazie ad intercettazioni telefoniche. Nel marzo del 2019 un cittadino nigeriano aveva abbandonato un borsone con dieci chilogrammi di marijuana a bordo di un pullman proveniente da Roma e diretto a Trieste. L'autista del mezzo aveva nutrito dei sospetti e aveva informato le forze dell'ordine che, a quel punto, grazie all'individuazione delle celle telefoniche, erano riuscite ad agganciare i telefoni sospetti. Con una mole di intercettazioni significativa, l'indagine ha quindi portato all'arresto di 48 trafficanti nigeriani e al sequestro di oltre 100 chilogrammi di droga tra marijuana, cocaina ed eroina. 

"E' bene sapere - aggiunge il procuratore capo - che già dal settembre 2020 è in vigore la normativa per cui i fatti privati di questi soggetti intercettati non saranno resi noti. Non sapremo nulla, e non verranno depositati nel fascicolo. Questo in virtù della necessità o meno di discutere del fatto che serva oppure no il doveroso riserbo su circostanze non rilevanti". Secondo De Nicolo, il tema è di grande attualità. "La politica si interroga su questi argomenti e proprio per questo volevo portare il contributo di un importante procedimento". 

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