Cronaca

Interrogati Ieri in Procura i Capigruppo Pdl e Lega Nord

Giurano di non saperne niente dell’irregolarità di alcuni rimborsi giudicati spese “allegre” i due consiglieri regionali Daniele Grasso, del PdL e Danilo Narduzzi, della Lega Nord interrogati ieri dal pm Frezza. Per loro l’accusa è di peculato...

Giurano di non saperne niente dell'irregolarità di alcuni rimborsi giudicati spese "allegre" i due consiglieri regionali Daniele Grasso, del PdL e Danilo Narduzzi, della Lega Nord interrogati ieri dal pm Frezza.
Per loro l'accusa è di peculato, per smontarla l'avvocato difensore Luca Ponti gioca la carta della mancanza di regole in merito.
Il primo ad essere interrogato è stato Narduzzi che si è giustificato spiegando come di norma non veda gli scontrini relativi agli acquisti, attività questa delegata alla responsabile amministrativa del proprio partito Paola Pravisani nell'ambito di quello che definisce un sistema basato sulla fiducia reciproca, e si difende inoltre sostenendo che gran parte delle compere sono inerenti l'attività politica del gruppo politico ammettendo solo qualche errore infinitesimale. A giustificare ulteriormente gli acquisti che lasciarono perplessi pure gli elettori leghisti e che sono elencati nel dossier di 30 pagine della Procura, ci sarebbe il fatto che le singole ricevute esibite non dovevano essere accompagnate da un'attestazione esplicativa relativa al tipo di spese e che Narduzzi non disponesse di strumenti per negare i rimborsi di queste "spese pazze".

Spese queste che, come detto, il consigliere sostiene siano di rappresentanza, a partire da quelle riguardanti l'acquisto di abbigliamento tutto rigorosamente verde, comperato non solo per i rappresentati politici ma anche per camerieri e addetti del servizio d'ordine, casual ma anche sportivo legato a premiazioni a cui hanno presenziato i consiglieri.

Medesime spiegazioni per acquisti musicali e profumerie, dove, come si legge nella memoria, venivano comprati piccoli doni di rappresentanza, nonché di casalinghi giudicati indispensabili per le cucine delle feste politiche, ma anche di pupazzi usati come mascotte, mobili, fotografia, ferramenta, termoidraulica e addirittura un ingresso a CastelReggio.

Non mancano anche le voci riguardanti il cibo per animali giustificate con l'omaggio fatto ad associazioni di recupero animali randagi, ma anche prodotti alimentari per umani, sia caseari che di carne.

Sono invece contestati acquisti di pesce durante un viaggio in Liguria, spesato dalla Regione pure questo, all'altro indagato Daniele Galasso che prova a discolparsi spiegando come cercasse spunti interessanti da proporre al suo bacino elettorale di Lignano in questo viaggio che lo ha portato pure in Toscana dove ha acquistato casse di vino nobile di Montepulciano per la somma di 150 euro facendo passare pure questi per omaggi inerenti l'attività politica.

L'indagato, apparso a tutti molto impaziente, ha motivato le sue spese "ittiche" sostenendo di aver inserito per sbaglio la ricevuta in quelle del gruppo promettendo di pagare tutto e si dice ignaro tanto dei rimborsi chiesti per le gomme ei il bollo dell'auto, quanto dell'associazione Dream, dei viaggi estivi a Parigi di Pedicini e del conto per 17 persone pagato da Camber in un albergo di Bruxelles.


Questi i primi responsi di un'indagine che porterà in procura altri indagati del mondo politico.

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