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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Ipasvi, "Calendario buone pratiche": successo per lo shooting fotografico, realizzati 100 scatti

Sono stati ritratti oltre 50 cittadini per un centinaio complessivo di scatti: uno shooting dedicato appunto ai comportamenti "salutari"

Scegliere di raggiungere il centro città a piedi e per una volta lasciare la macchina in garage, condividere una passeggiata con i propri familiari o il proprio cane, nutrirsi in modo sano, adottare stili di vita salutari e rilassanti significa già "fare prevenzione" e promuovere principi importanti di educazione sanitaria. 

E' questo il presupposto della campagna per la prevenzione lanciata da alcuni anni a Trieste dal Collegio provinciale Ipasvi, che raggruppa oltre 2mila infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia. Nella mattinata di sabato 14 maggio, Ipasvi ha realizzato nel centro storico di Trieste lo shooting per il suo calendario 2017 delle buone pratiche, allestendo un vero e proprio set nel cuore della città, fra piazza della Borsa e piazza Unita’.

Sono stati ritratti oltre 50 cittadini per un centinaio complessivo di scatti: uno shooting dedicato appunto ai comportamenti “salutari”, capaci di trasmettere gesti e quindi indicazioni di educazione e prevenzione sanitaria, legati allo stile di vita, all’alimentazione, all’esercizio fisico, alle abitudini personali. 

Ipasvi selezionera’ i 12 scatti piu’ efficaci per il suo calendario 2017 di buone pratiche, che sara’ presentato il prossimo autunno. Attività apparentemente banali come scegliere di camminare piuttosto che andare in macchina, mangiare cibi naturali piuttosto che alimenti industriali conservati, lo svolgere una attività fisica come la corsa, per fare solo alcuni esempi, diventano così attività di prevenzione primaria in grado di incidere in modo determinante sulla nostra salute e quindi capaci, se svolte con costanza e regolarità, di allontanare il rischio delle patologie cardiovascolari e tumorali. 

Lo shooting, curato dal fotografo professionista Giuseppe Galati, ha coinvolto grandi e piccini e persino una madre che allattava il proprio figlio. L’infermiere, dunque, come educatore e di promotore di salute, grazie a un patto di alleanza sempre forte con il cittadino, valore aggiunto della professione.

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