Cronaca

IPASVI: «A Trieste un infermiere su otto è straniero, quattro su cinque sono donne»

L'infermiere è donna, nella provincia di Trieste: lo sono 4 su 5 iscritti al Collegio Ipasvi, che nel 2014 ha registrato 2199 adesioni, in un trend di aumento costante, dai 1034 associati del 1985 ad oggi

L’infermiere è donna, nella provincia di Trieste: lo sono 4 su 5 iscritti al Collegio Ipasvi, che nel 2014 ha registrato 2199 adesioni , in un trend di aumento costante, dai 1034 associati del 1985 ad oggi. «Sono rilevazioni contenute nell’Annuario 2014 Ipasvi predisposto dal Collegio di Trieste – spiega il presidente Flavio Paoletti – Un’iniziativa avviata col mandato dell’ultimo triennio, nel segno di una informazione trasparente alla città e agli iscritti. Ogni anno si apre con il resoconto puntuale dell’attività sociale, degli obiettivi fissati e dei riscontri conseguiti nell’anno appena concluso. Vogliamo testimoniare e aggiornare con dati concreti quel patto ‘infermiere – cittadino’ che ci lega ai fruitori del sistema sanitario, nel segno del diritto alla salute di cui Ipasvi è da sempre sostenitore». 

Se l’81 % degli iscritti Ipasvi Trieste ha una precisa caratterizzazione di genere, altrettanto precisa è l’attitudine professionale: l’89% degli iscritti svolge infatti professione infermieristica, e il rimanente 11% si divide fra l’attività di assistente sanitario e infermiere pediatrico - vigilatrice d’infanzia. Gli iscritti stranieri rappresentano il 13% del Collegio: il 6% di nazionalità extracomunitaria e il 7% proveniente da Paesi dell’Unione Europea. Va detto che all’invecchiamento degli iscritti al Collegio non corrisponde un adeguato turnover anagrafico. Mentre è interessante notare che molti aderenti over 70, pur non esercitando più la professione, rinnovano la loro iscrizione all’albo professionale. «A proposito di turnover – spiega ancora Flavio Paoletti, coordinatore FVG dei Collegi regionali – la laurea in scienze infermieristiche ed ostetriche non è più attiva da anni in Friuli Venezia Giulia. Un dato penalizzante per la regione e il sistema sanitario: i nostri infermieri più giovani sono costretti a spostarsi per gli studi in altre regioni, con ricadute personali e sulle assenze da lavoro. Per questo anche a livello Fvg abbiamo richiesto un adeguamento progressivo delle immatricolazioni in base agli standard e bisogni assistenziali previsti dalla recentissima Riforma del Servizio sanitario regionale». Complessivamente, nell’ultimo triennio IPASVI Trieste ha promosso 16 eventi formativi, in ragione quindi di 5/6 eventi annui per l’erogazione di ben 4.932 crediti ECM. 

«Fra le priorità 2015 di IPASVI Trieste porteremo all’attenzione dell’Assemblea generale di IPASVI Trieste, venerdì 6 febbraio, alcune proposte. Si tratta innanzitutto di due obiettivi per la riorganizzazione del Pronto Soccorso e dei criteri di triage (priorità in base ai codici assegnati). Riteniamo che i codici bianchi, al momento del triage, dovrebbero essere indirizzati ad ambulatori infermieristici e/o medici specialistici. Questo permetterebbe di ovviare concretamente all’intasamento del pronto soccorso attraverso l’utilizzo di nuove figure professionali. Altrettanto importante, per le stesse ragioni, consideriamo l’attivazione a breve termine del pronto soccorso ortopedico e la sperimentazione di modelli ospedalieri organizzati per complessità assistenziale: ogni giorno l’ospedale di Cattinara registra perlomeno 30/40 fuori reparto che si potrebbero collocare in un unico reparto gestito da un responsabile infermieristico, perchè accomunati da bassa complessità clinica». Terza proposta riguarda il progetto legato all’umanizzazione delle cure: un iter a cura di IPASVI per formare e certificare oltre 1000 infermieri professionisti delle Aziende Sanitarie del Friuli Venezia Giulia attraverso Expero4Care, piattaforma europea realizzata in partnership con il collegio IPASVI Ts. «E' fondamentale - afferma Paoletti - una formazione specifica sul processo di umanizzazione del caring:  attraverso centinaia di interviste ne parleremo anche con i cittadini, per acquisire il loro parere nell’ambito del progetto». Venerdì 6 febbraio, dalle 14.20 all’Hotel NH di Trieste è in programma anche il convegno“Umanizzazione delle cure e formazione: analisi di un percorso”, curato e promosso da IPASVI Ts con l’intervento di Maria Sandra Telesca, assessore regionale alla Salute, integrazione socio-sanitaria, politiche sociali e famiglia. Prevista anche la partecipazione di Nicola Delli Quadri, Commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Trieste e dell’Azienza per l’Assistenza Sanitaria n. 1 Triestina, e dei docenti universitari Carlo Chiurco (Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia dell’Università di Verona), Sara Cervai (Dipartimento Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste) e Luigina Mortari (Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia, Università di Verona). In rappresentanza di IPASVI Trieste interverranno il presidente Flavio Paoletti e Franca Masala, responsabile infermieristico, SC delle Dipendenze e Sostanze Illegali, Dipartimento delle Dipendenze, ASS n.1 “Triestina”

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