Primo giorno per il nuovo questore: in agenda spicca la Rotta balcanica

La dottoressa Irene Tittoni si è insediata nella mattinata di oggi 30 dicembre ed ha incontrato gli organi di informazione cittadini. Su Rotta e Demenego: "Continueremo a lavorare affinché venga fatta giustizia"

La Rotta balcanica verrà marcata con continuità al fine di individuare soluzioni soprattutto in virtù della necessaria cooperazione internazionale con la Slovenia. Il primo giorno di lavoro per il nuovo questore di Trieste Irene Tittoni si è aperto proprio all'insegna del fenomeno migratorio che interessa la città e che tiene banco anche a livello politico ormai da diversi anni. 

Nella tarda mattinata di oggi 30 dicembre la numero uno della questura ha incontrato gli organi di informazione triestini ed ha risposto alle domande dei giornalisti che si sono focalizzate sulla gestione della Rotta, anche in ragione dell'esperienza maturata dalla Tittoni negli incarichi precedenti sia sul fronte delle migrazioni tra Italia ed Austria, ma anche e soprattutto in relazione al progetto dei pattugliamenti misti italo-sloveni.

Il tema delle riammissioni

In merito al delicato fenomeno delle riammissioni (che per le organizzazioni umanitarie rappresentano invece dei veri e propri respingimenti ndr) la Tittoni ha parlato di "tema complesso che ha a che fare con il rapporto tra regolamenti di carattere europeo (leggasi trattato di Dublino) e quelli di natura nazionale. Ad essere contestata non è la violazione dei diritti umani - ha spiegato il questore - mentre su un altro fronte bisogna capire che la Slovenia, come membro dell'Unione Europea, è lo stato preposto alla trattazione dei migranti. Si tratta di esseri umani e guarderemo con sensibilità al tema, anche in virtù delle osservazioni che verranno avanzate nel futuro".  

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Criminalità ed impegno quotidiano

Sul fronte della quotidianità triestina, la Tittoni ha riferito di essere a conoscenza di "un quadro sociale tranquillo, con alcuni episodi di microcriminalità" slegati tuttavia da contesti significativi. "Lo spaccio di droga resta una piaga - ha riferito rispondendo ad una domanda di un collega - e per questo cercheremo di mettere in campo un'interlocuzione scolastica per far leva sull'educazione e per adottare le dovute cautele nei confronti del fenomeno criminale".

Trieste ha una relazione molto stretta con le forze dell'ordine e la Tittoni ha fatto sapere di voler migliorare "l'interazione con essa". Una questura "aperta alle segnalazioni dei cittadini" è quella che ha in mente la dottoressa, ma non solo. "E' ben strutturata in termini di personale e la presenza in città dei nostri operatori non mancherà". 

Il rapporto con i sindacati

Sul rapporto con i sindacati che a Trieste, soprattuto rivolgendo lo sguardo all'immigrazione, rappresentano una vera e propria spina nel fianco, il nuovo questore ha detto di non conoscere ancora la particolare situazione ma di essere ovviamente disponibile al dialogo. Il Sindacato Autonomo di Polizia già ieri aveva inviato una nota di benvenuto rivolta alla Tittoni ed un ringraziamento al dottor Petronzi per il lavoro svolto.  

Quel maledetto 4 ottobre

Ogni questore che dopo il 4 ottobre 2019 verrà chiamato a ricoprire il ruolo di capo della polizia triestina non potrà non vivere in maniera significativa quello strascico emotivo che l'assassinio degli agenti Rotta e Demenego ha innescato. Per questo motivo, la Tittoni ha fatto sapere che l'impegno della questura per "ottenere giustizia andrà avanti. La morte dei nostri colleghi rappresenta ancora una ferita profonda non solo qui a Trieste ma in tutto il territorio nazionale". 

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