Irruzione sede PD, COBAS contro Nesladek: «Si cerca di criminalizzare il dissenso»

Non si placa la polemica seguita dall'irruzione pacifica di alcuni esponenti dei COBAS Scuola all'interno della sede del PD triestino, a cui è seguita un'infuocata presa di posizione del segretario PD Nerio Nesladek

«Il segreterio del PD Nesladek ricostruisce in modo bizzarro la nostra visita alla sede provinciale del PD triestino, definendola “ irruzione” e “raid”. In realtà abbiamo colto l'invito presente sulla loro pagina web (“venite a trovarci nella nostra sede...”) ed abbiamo suonato semplicemente il campanello». È quanto riferiscono una nota i COBAS Scuola.

«Abbiamo consegnato - continua la nota -  copia del discorso di Piero Calamandrei in difesa della scuola pubblica vista come “organo costituzionale”: per i padri costituenti era completamente estraneo il concetto di “scuola- azienda”, essi inoltre ribadivano il rifiuto del finanziamento alle scuole private (art. 34 Costituzione)».

«Non crediamo  - sottolineano i COBAS - che il PD voglia dialogo e confronto sulla nefasta “riforma” e lo ha dimostrato non rispettando la volontà dell'80% di lavoratori e lavoratrici della scuola in sciopero il 5 maggio né la presenza di 600.000 persone nelle piazze italiane a chiedere il ritiro del disegno di legge».

«Ogni manifestazione pacifica di dissenso  - spiegano - o addirittura la consegna di un documento significativo della storia della democrazia italiana diviene occasione per accuse indebite ed infondate. Mentre si sta facendo strame della nostra Costituzione, si cerca di criminalizzare il dissenso».

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«Invitiamo il signor Nesladek - conclude la nota -  a ripensare l'uso azzardato di termini guerreschi che risultano incongruenti e paradossali nei confronti di coloro che sono impegnati nella difesa della scuola pubblica come bene comune».

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