Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Istruzione, sindacati: «Per le Università di Trieste e Udine è tempo di fare sistema»

Cgil critica con rettori e Giunta: «La dialettica che si è riaccesa nasce dall'assenza di progetti»

«Dov’è il sistema universitario regionale del Friuli Venezia Giulia?». A chiederlo, provocatoriamente, è la Cgil, che punta il dito sulla dialettica innescatasi tra rettori e Giunta regionale: «Le istanze e le azioni di entrambe le parti paiono, se prese separatamente, tanto ragionevoli e condivisibili quanto stridente la distanza che le separa, chiaro sintomo di una evidente mancanza di progettualità», sostengono in una nota congiunta Franco Belci, segretario uscente della Cgil Fvg, e Adriano Zonta, leader della Flc, il sindacato Cgil della scuola, dell’università e della ricerca. «Ciò che manca – denunciano Belci e Zonta – è un progetto che riguardi il rapporto tra università e territorio, dato che il Fvg non fa eccezione nel rapporto nazionale fra residenti e laureati, uno dei più bassi d’Europa».

Non più interventi tampone, questo il messaggio, ma un progetto che parta da una vera messa a sistema dei due atenei. «In una regione la cui popolazione è pari a quella di una grande città – si legge ancora nella nota  – c’è l’esigenza di un sistema universitario che interagisca con i vari campi del tessuto regionale: formazione, sanità, attività produttive, cultura, relazioni internazionali. Udine e Trieste, invece, continuano a proporsi distintamente e autonomamente nei confronti dell’amministrazione regionale, che continua a fornire servizi e quattrini senza neanche dotarsi del regolamento previsto dalla sua legge sul Sistema universitario, approvata nel 2011, continuando anche a dare sostegno alle sedi decentrate, in un’ottica che pare molto più attenta a interessi particolari che a scelte progettuali».

Da qui l’appello a «offrire migliori opportunità di crescita e di lavoro ai giovani del Fvg, come promesso anche dalla presidente Serracchiani in sede di campagna elettorale». Per rispettare quell’impegno, sostiene la Cgil, serve qualcosa in più del tavolo tecnico promesso dalla Giunta ai rettori: «Serve un un progetto che, attraverso un processo di collaborazione strutturata tra gli atenei, punti a incrementare la qualità e il livello di attrazione del sistema universitario regionale, frutto anche di un percorso di ampia partecipazione e confronto con le forze sociali, perché l’Università è un’istituzione al servizio della società e non uno strumento per favorire le singole fortune».

                               

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