Fucile contro due italiani in Carso, i Servizi segreti sloveni: l'esercito era lì

A riferirlo è il Primorski Dnevnik, quotidiano di lingua slovena di Trieste e primo giornale ad aver fatto emergere la testimonianza dei due giovani

L'incidente avvenuto sul Carso sloveno il 7 maggio tra due escursionisti e alcuni membri dell'esercito di Lubiana non è un'invenzione del Primorski Dnevnik (primo quotidiano ad aver fatto emergere i gravi fatti ndr) bensì è accaduto veramente. A riferirlo è lo stesso giornale di lingua slovena di Trieste che riporta il resoconto di una riunione della Commissione dei servizi segreti sloveni presieduta da Matjaz Nemec, riunione durante la quale è emerso che il rapporto sui fatti è stato inviato alla Procura di Capodistria lo scorso venerdì. Sarà la stessa magistratura del Litorale a decidere se proseguire con le indagini o se il caso verrà portato direttamente in tribunale. 

Il 7 maggio scorso il 32enne triestino Daniel Malalan (con passaporto sia italiano che sloveno ndr) si trovava assieme alla sua ragazza nei boschi vicino al villaggio di Mihele, nei pressi di Kozina. Durante la passeggiata, come raccontato al giornalista del Primorski Jan Grgic, erano stati fermati da due militari che avevano intimato l'alt puntandogli il fucile contro. Dopo il gravissimo episodio, le reazioni del governo sloveno (e persino quelle dell'ambasciatore sloveno a Roma ndr) avevano assunto toni di sdegno nei confronti dello stesso quotidiano di Trieste, mettendone in dubbio la professionalità e la veridicità del resoconto. 

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La macchina del fango era riuscita a mettere in dubbio le testimonianze della coppia e il lavoro del Primorski Dnevnik. Oggi, dopo poco più di due mesi dall'episodio e in conseguenza alla conferma dei fatti, più di qualcuno dovrebbe chiedere scusa. 

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