Jack commemorato in Consiglio comunale: «La donazione degli organi ha aiutato già 10 persone»

Condoglianze espresse dal sindaco e consiglieri dopo il commovente ricordo di Roberto Cason

Dopo l'"Addio rombante" da brividi del 6 marzo, giorno del funerale del 16enne Jack Benvenuti, in viale Miramare dove si è verificato il tagico incidente, ieri sera, giovedì 15 marzo, il Consiglio comunale di Trieste ha voluto commemorare la scomparsa del ragazzo.

La vita di Jack

Un momento di grande commozione, con i genitori e le sorelle di Jack in Aula affiancati dal sindaco Roberto Dipiazza mentre il consigliere della Lista Dipiazza Roberto Cason ha preso la parola e ricordato la vita di «Jack Benevenuti, nato a Trieste il 7 giugno 2001, a soli 16 anni, ci ha lasciati il 28 febbraio 2018 a seguito di un incidente in sella alla sua amata moto. (...) Non beveva, non fumava, non diceva parolacce, non mentiva e non imbrogliava; sempre disponibile ad aiutare tutti e insegnare loro quello che sapeva, difendeva sempre i più piccoli. Ragazzo super sportivo, come tutta la famiglia cui era profondamente legato, soprattutto ai nonni e lo zio, il famoso pugile Nino Benvenuti. Da due anni faceva calisthenics seguito da Gianpaolo e la moglie Barbara, due persone stupende che si sono prese cura di lui come un figlio. Studente modello, assieme alle sorelline Jennie e Jodie frequentava la scuola Intenazionale di Opicina dove aveva imparato 3 lingue. Il suo sogno sarebbe stato quello di laurearsi in scienze dell'alimentazione e diventare allenatore di alto livello per insegnare alle persone come prendersi cura di sè stesse attraverso la ginnastica. Jack, come testimoniano i messaggi ricevuti dalla famiglia in quei terribili 12 giorni in terapia intensiva, era nei cuori di tutti. Amato da tutti. Un angelo».

La moto e l'invito ai giovani motociclisti

«Da neanche un anno aveva ricevuto la sua moto che gli ha dato una gioia immensa - ha proseguito Cason -. Gli ha permesso di conoscere tantissimi nuovi amici. "Un rombo per la vita" ha caratterizzato la festa di addio di Jack. Un momento emozionante, di aggregazione e fratellanza, come solo i motociclisti sanno fare. Pur essendo un momento di tristezza, la grande energia percepita ha trasformato un funerale in una grande festa di addio fino al corteo con decine e decine di moto dirette al luogo dell'incidente dov'è stato rispettato un minuto di silenzio. Un silenzio "rombante" in memoria di Jack».

Dopo i ringraziamenti agli organizzatori e collaborazione della Polizia locale e motosoccorso, Roberto Cason ha voluto rivolgere un invito «a tutti i giovani motociclisti: guidare una moto per un giovane sembra di volare, è una sensazione di massima libertà, sembra di essere grandi. Pure io all'età di Jack guidavo la moto. Ma a volte queste sensazioni ingannano. Sulla moto il rischio è sempre dietro l'angolo, si è sempre esposti. Ragazzi: andate piano, siate prudenti e rispettate le regole. Sono sicuro che anche Jack, da lassù, ve lo sta dicendo».

La donazione degli organi

«Ricevere così tante dimostrazioni d'affetto e solidarietà ha dato ai genitori la forza di sperare fino all'ultimo momento che jack potesse risvegliarsi - ha ricordato Cason -. Il 28 febbraio, il giorno della conferma ufficiale della scomparsa di Jack, si vuole ricordare lo stupore dei medici innanzi alla decisione immediata, come fosse naturale, dei genitori di donare gli organi del loro amato figlio. Per dare un senso a una cosa che senso non ha».

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«I genitori desiderano ora intraprendere una campagna di sensibilizzazione affinchè le persone comprendano che la donazione degli organi è un'azione di grande responsabilità nei confronti di quelle persone che stanno soffrendo e sono in attesa di quella telefonata che può salvare loro la vita - si è avviato verso la conclusione il consigliere della Lista Dipiazza -. È pervenuta la notizia, ancora non ufficiale, che a oggi Jack abbia aiutato ben 10 persone. La prova tangibile di aver fatto tornare la gioia in tante famiglie, facendo del bene come avrebbe voluto Jack, sarà un momento bellissimo».

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