Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Jobs Act: USB, mercoledì 18 marzo sciopero vigilanza di Inps - Inail - Ministero del Lavoro

Presidio regionale dei lavoratori dell'Unione Sindacale di Base davanti alla sede INPS di Trieste in vi udine 7 a partire dalle 11

«Dopo il 7 marzo 2015, ti hanno assunto? Hanno trasformato il tuo contratto a tempo determinato o di apprendistato in contratto a tempo indeterminato? Cambi datore di lavoro a seguito di un cambio di appalto? Ti licenziano e ti riassumono per usufruire delle agevolazioni contributive triennali?».

È quanto afferma dall'USB, L'Unione Sindacale di base che domani, mercoledì 18 marzo, ha organizzato un presidio di protesta davanti alla sede INPS di Trieste in via Udine 7 a partire dalle 11 da parte degli ispettori di vigilanza di INPS-INAIL-Ministero del Lavoro e del personale amministrativo delle DIL e DTL del Ministero del Lavoro. 

«Se ti è successo - continua la nota - , ti succede o ti succederà una di queste cose, sappi che sul lavoro non hai e non avrai più alcun diritto. Se hai uno dei tanti contratti atipici, sappi che per te non cambierà mai nulla, tranne il fatto che ti hanno sottratto addirittura la speranza. Se chiedi che ti sia pagato quello che ti spetta, che ti siano versati i contributi; se chiedi di lavorare senza mettere a rischio la tua sicurezza e la tua salute, di godere del riposo settimanale, delle ferie e di qualsiasi altro diritto; se ti rivolgi al sindacato, il tuo “padrone” potrà licenziarti con una qualsiasi scusa, per quanto sproporzionata e ridicola».

«Con il Jobs Act e con il contratto a cosiddette “tutele crescenti” - continua l'USB -  (meglio sarebbe parlare di “tutele morenti”) il governo Renzi-Sacconi-Marchionne ha messo il bavaglio alla stessa magistratura, che potrà, al massimo, farti risarcire con una penale ridicola. Con i licenziamenti collettivi il “padrone” potrà impunemente procedere alla decimazione compilando le liste di proscrizione degli indesiderati, cavandosela anche in questo caso con una “buonuscita”. Sempre con il Jobs Act sarà consentito al padrone di demansionarti e di controllarti a distanza e tu resterai indifeso. Sì, perché è vero che ci sono ancora le leggi che stabiliscono quei diritti, ma tu non avrai modo di chiedere il loro rispetto. Il Jobs Act ha previsto anche questo».

«Da una parte - sottolinea il sindacato - , dal cilindro del governo Renzi-Sacconi-Marchionne salta fuori l’Agenzia Unica dell’Ispezione del Lavoro e, dall’altra, si chiudono le Direzioni Territoriali del Lavoro del Ministero del Lavoro. Gli uffici dello Stato, dove un lavoratore può rivolgersi per denunciare il mancato rispetto di quelle leggi che tutelano i suoi diritti, per informarsi su di essi, per avere un tavolo istituzionale in cui confrontarsi sulle mille problematiche collegate al rapporto di lavoro, vengono cancellati con un rigo di legge, dimostrando anche logisticamente come i diritti dei lavoratori siano per questi signori orpelli del passato da rottamare. Sì, perché l’Agenzia Unica dell’Ispezione del Lavoro che viene presentata, senza alcuna reale base funzionale, logistica e strumentale, ha come punti cardine non negoziabili il fatto che sia nazionale con diciotto sedi regionali e che sia diretta dal centro, in stretta osservanza degli ordini del governo».

«Se e come un lavoratore - spiegano -  possa avere modo di rivolgersi all’agenzia (senza magari dover fare un centinaio di chilometri) non è neanche una questione che viene presa in considerazione. Gli ispettori per questi signori sono solo numeri, non sono chiamati a garantire il rispetto delle leggi a tutela del lavoro, ma solo a produrre i…“numeri” che il governo gradirà siano prodotti, per l’equilibrio o lo squilibrio del sistema previdenziale o per reprimere un lavoro nero non più economicamente giustificabile dopo la trasformazione del “diritto del lavoro” in “arbitrio del padrone”».

Lo sciopero, fanno sapere dal Sindaco, 

 è stato organizzato contro 
-    la chiusura degli 85 uffici territoriali del Ministero del Lavoro;
-    la mobilità forzata del personale amministrativo delle DTL verso i 18 uffici regionali dell’Agenzia unica della Vigilanza;
-    la dichiarazione di 1.800 esuberi tra il personale delle DTL che non transiterà nell’Agenzia ma che finirà probabilmente in soprannumero in INPS-INAIL- PREFETTURE senza la sicurezza di mantenere il posto di lavoro;
-    la costituzione di un’Agenzia unica della Vigilanza in applicazione dei principi del Jobs Act;
-    la mancata chiarezza della bozza di decreto attuativo della Legge delega in merito ai veri costi dell’Agenzia relativi a sistemazione logistica, funzionamento, retribuzione e formazione del personale.

Le rivendicazioni invece riguardano
-    un rafforzamento del coordinamento delle funzioni di vigilanza tra INPS-INAIL- MINISTERO DEL LAVORO;
-    investimenti su procedure informatiche comuni e disponibilità di banche dati per un’ottimizzazione di costi e risultati.

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