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Jotassassina: è made in Trieste il calendario più "arcobaleno”, drag queen protagoniste

Intervista ad Antonio Parisi, direttore artistico della JotAssassina: «Coloro che hanno acquistato il calendario sono rimasti piacevolmente sorpresi dalla qualità delle foto. La chiusura dell'Etnoblog per noi ha significato fermarci un attimo, fare il punto della situazione, confrontarci per proporre in futuro anche nuove forme d'arte»

Sto riscuotendo grande successo a Trieste il calendario arcobaleno della "JotAssassina", lo staff che da circa 10 anni organizza eventi in città e non solo (oltre a prendere sempre parte alle iniziative a favore della comunità Lgbt)

«Sono molto soddisfatto della risposta del pubblico - spiega Antonio Parisi, direttore artistico del gruppo. Coloro che lo hanno acquistato sono rimasti piacevolmente sopresi dalla qualità delle foto e dall'ottimo lavoro che il nostro super fotografo Armando Casalino ha realizzato (una sensibilità ai di sopra della media che ha permesso al calendario di avere non una, ma dieci marce in più) . Le foto sono estremamente di classe, non c'è nessuna volgarità. Ero un po' preoccupato per la foto (solamente uno) di nudo, ma la gente ha capito e ne ha colto il profondo significato. Il calendario vuole anche essere rivolto ad un pubblico adulto, che possa far venire meno quei pregiudizi nei confronti delle drag, e credo che stiamo riuscendo nel nostro intento. Sicuramente lo scatto simbolo dell'intero lavoro è quello relativo al mese di gennaio, in cui io sono fotografato sulla scalinata di piazzale Europa (Università) avvolto dalla maxi-bandiera arcobaleno (simbolo della comunità Lgbt - lesbian, gay, bisex, trans). Mi ricordo molto bene il giorno in cui abbiamo realizzato quella foto. Attorno alla nostra equipe si erano radunati diversi studenti che ci applaudivano contenti durante lo shooting fotografico. Alcuni addirittura sono venuti da noi a complimentarsi in prima persona, davvero una bella soddisfazione personale». ok-2

«Il calendario - continua Antonio - vuole essere anche un omaggio alla famiglia, non solo quella cosiddetta tradizione, ma una famiglia a tutto tondo, considerando che ci sono tantissimi tipi di famiglie. La stessa Jotassassina è una grande famiglia, dove i componenti con maggior esperienza aiutano quelle più giovani. Ci vogliamo bene, c'è molta armonia tra di noi, solidarietà ed affiatamento. tutti gli elementi di una famiglia. A questo proposito voglio dire un grande grazie a tutte le drag (Drakonia Inchain, Merxedes Corona, Rose Victor Grey, Alex - a drag king del gruppo -  Lady Viktoria) che hanno preso parte al progetto (ben due mesi di scatti e successiva post produzione). Alle foto non sono stati apportati ritocchi, in quanto è giusto che ci presentiamo così come siamo senza trucchi».

«il calendario - sottolinea Parisi -  stampato in tiratura molto limitata, non verrà successivamente ristampato e lo si può acquistare in diversi punti vendita quali Kryolan (Corso Italia 39), Boogaloo (via Diaz 13) e Bar Mazzini (via Mazzini 43), oltre nell'edicola in Campo San Giacomo o pre-acquistarlo online mandando una mail a Jotacalendar2016@yahoo.com».

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Grande attesa in città per il ritorno della Jota, le cui serate all'Etnoblog erano un must irrinunciabile per triestini e non «la chiusura dell'Etnoblog per noi ha significato fermarci un attimo, fare il punto della situazione, confrontarci per proporre in furuto anche nuove forme d'arte. Ciò che sta venendo fuori è una "Jota 2.0". Ci saranno anche alcune modifiche allo staff e novità molto interessanti. La prima serata del nuovo anno, la data "zero" della "Jota 2.0" sarà il 6 febbraio al Naima. Poi a marzo, come sempre, è prevista la festa di compleanno dello staff. Insomma i triestini non si libereranno ancora di me!».

ok 2-2-2«Con la chiusura di  Etnoblog - di cui la Jotassassina come detto organizzava una festa al mese già da qualche anno - conclude Antonio - la città ha perso davvero un luogo unico del suo genere, nato dalla volontà di persone che hanno voluto a suo tempo aprire un locale di questa tipo in città, lottando e riuscendo nel loro intento. Sarà davvero dura aprire nuovamente un luogo di ritrovo simile a Trieste, vuoi per la qualità delle serate, vuoi per la musica e piuttosto che per lo staff che ci lavorava».

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