Cronaca

Triestina Calcio, l'alabarda sventola anche in Iraq

Quattro ragazzini cristiano-iracheni hanno ricevuto in dono la maglietta della US Triestina Calcio da parte del triestino Marco Gombacci

L’alabarda sventola in Iraq. Precisamente sul petto di quattro ragazzini cristiano-iracheni che hanno ricevuto in dono la maglietta della US Triestina Calcio da parte del triestino Marco Gombacci che, per motivi di lavoro, si trovava due settimane tra Siria e Iraq. «Per motivi di lavoro e morali seguo le vicende della persecuzione dei cristiani in Medio Oriente e nel mondo. Questi quattro bambini hanno subito la furia dei tagliagole del Califfo e Bartella, la loro città nella Piana di Ninive nel Nord dell’Iraq, è stata totalmente rasa al suolo, inclusa la loro casa», afferma Gombacci, analista politico e consulente di affari europei che si trovava in Iraq e Siria per documentare la situazione dei cristiani che hanno subito la persecuzione dell’ISIS e lo svolgersi delle elezioni irachene.

«Era la mia terza volta in Iraq e la seconda in Siria e finora avevo visto solo magliette di Cristiano Ronaldo e Messi portate con orgoglio dai bambini rifugiati. Non capisco cosa abbia di meno la Triestina», scherza Gombacci. «È così che la disponibilissima dirigenza della Triestina Calcio mi ha dato alcune magliette da regalare a questi ragazzini che ora sono rifugiati a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Le hanno indossate immediatamente andando a giocare una partita tra le strade del quartiere cristiano della città», continua Gombacci. «Dopo che si vede tanta distruzione e violenza, regalare un sorriso a quei bambini regala un’emozione indescrivibile e sapere che ora in un paese così martoriato c’è chi porta sul petto il simbolo della mia città mi inorgoglisce. La prossima volta porterò le magliette dell’Udinese, così giocheranno un derby», conclude Gombacci scherzando.

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