La Comunità Ebraica si scaglia contro le parole di Felluga: "Fallimento della nostra cultura"

Nel mare di reazioni suscitate dalle grave affermazioni dell'ormai ex responsabile della Protezione Civile di Grado, emerge la dura presa di posizione della Comunità Ebraica del Friuli Venezia Giulia

Anche la Comunità Ebraica del Friuli Venezia Giulia si scaglia contro le gravi affermazioni dell'ormai ex responsabile della Protezione Civile di Grado, Giuliano Felluga, che negli scorsi giorni aveva pubblicato alcuni commenti su Facebook dove menzionava, come soluzione al problema dei migranti ospitati nell'ex caserma Cavarzerani di Udine, "taniche di benzina, forni crematori e squadroni della morte". 

"L’invocazione degli squadroni della morte e dei forni crematori come “soluzione” - si legge in una nota ufficiale - urta profondamente la Comunità Ebraica non solo perché rievoca la soluzione finale, che colpi selvaggiamente gli ebrei durante gli anni bui delle persecuzioni nazifasciste, ma mostra un’immagine del nostro Paese che non vorremmo vedere". 

Cercando di scusarsi - e ottenendo alcuni endorsement da parte anche del sindaco di Monfalcone Anna Cisint - Felluga ha riferito che alla base del suo gravissimo comportamento potrebbe esserci l'assunzione di alcuni farmaci. Uno scivolone che ha avuto una cassa di risonanza nazionale, visto che era stata Repubblica a far emergere il caso. La Comunità Ebraica si è quindi schierata, stigmatizzando le parole di Felluga, nel frattempo silurato dal sindaco di Grado, Dario Raugna. 

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"Nella Torà – il Pentateuco – viene ribadito decine di volte che è dovere accogliere lo straniero ed aiutarlo allo stesso modo della vedova e dell’orfano - continua la nota -. La soluzione rimane l’accoglienza pacifica e un’integrazione decorosa nella società civile. La violenza porta in sé i germi del fallimento della nostra cultura". Pur apprezzando la presa di distanza giunta dai vertici della Protezione Civile e della Regione (lo stesso Riccardi aveva immediatamente preteso l'allontanamento di Felluga ndr) la Comunità Ebraica chiede una "reazione anche da parte delle autorità nazionali e regionali". 

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