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La Lunga, Dura, ed Esautiva Relazione della Corte dei Conti Fvg sui Controlli nella p.A. Ultima Parte Dedicata all'Accertamento delle Spese dei Gruppi in Consiglio Regionale; E le Istruttorie in Atto

Corte dei Conti Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale Regionale per il Friuli Venezia Giulia.Relazione del Procuratore Regionale Maurizio Zappatori Udienza d’inaugurazione dell’ Anno Giudiziario 2013.Trieste 2 marzo 2013:La funzione...

Corte dei Conti Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale Regionale per il Friuli Venezia Giulia.
Relazione del Procuratore Regionale Maurizio Zappatori Udienza d'inaugurazione dell' Anno Giudiziario 2013.
Trieste 2 marzo 2013:
La funzione fondamentale del Procuratore Regionale è quella di tutelare gli interessi patrimoniali collettivi dei cittadini, che esigono che il loro denaro, che affluisce nelle casse pubbliche attraverso il pagamento de i tributi, venga utilizzato esclusivamente a vantaggio della collettività.
Le pesanti manovre finanziare, effettuate di recente per far fronte al debito pubblico, accumulatosi negli ultimi venti anni a seguito di una crescita irragionevole della spesa pubblica, hanno inciso profondamente sulle tasche dei contribuenti, determinando una situazione estremamente onerosa di eccessivo carico fiscale.

L'inasprimento del prelievo tributario ha indubbiamente contribuito alla riduzione delpotere di acquisto e alla contrazione dei consumi.

La riduzione dei consumi interni, solo parzialmente ed insufficientemente compensata dall'aumento delle esportazioni, ha avuto effetti negativi per le nostre imprese, che hanno dovuto ridurre la produzione con conseguente diminuzione dell'occupazione.

Senza una riduzione del carico fiscale appare difficile l'auspicata ripresa economica del paese.

Ai fini dell'alleggerimento dell'eccessivo peso fiscale si rende necessaria una forte riduzione della spesa pubblica.

Una riduzione, che è possibile effettuare senza sacrificare i servizi importanti per i cittadini, se si agisce sui numerosi rivoli di dispersione e di spreco del denaro pubblico.

Una delle ragioni fondamentali del progressivo aumento nel corso degli anni dellapressione fiscale va forse ricercata nella capacità inventiva di alcuni amministratori pubblici, che hanno aperto nuovi fronti di spesa per perseguire alcune finalità sostanzialmente prive di interesse per la collettività.

Ad ogni incremento ingiustificato di spesa è i nevitabilmente seguito l'aumento del debitopubblico e dei tributi per far fronte alle nuove uscite.

L'attenzione dei cittadini, negli ultimi tempi, si è giustamente concentrata sui sempre più numerosi episodi di spese inutili e prive di effettivi vantaggi per la collettività.

L'opinione pubblica esige l'abbattimento degli "sprechi" e quindi l'eliminazione di tutte le erogazioni ingiustificate di denaro.

Accanto agli sprechi, purtroppo, emergono, sempre più spesso, situazioni di appropriazione ed utilizzo personale di denaro pubblico da parte dei responsabili della pubblica amministrazione.

Anche nel settore dei contributi pubblici, erogati a favore di privati e finalizzati all'attuazione di attività considerate di interesse collettivo, si verificano s
ituazioni di utilizzo del denaro pubblico per finalità diverse da quelle cui è destinato.

Viene da domandarsi come sia possibile che tutto ciò avvenga e che ci si accorga di tali appropriazioni soltanto dopo l'intervento delle forze dell'ordine e della mag
istratura ordinaria e contabile.

Tali eventi, a livello regionale, provinciale e comunale sono di fatto favoriti dallamancanza di efficaci controlli interni.

L'ampio trasferimento di funzioni dallo Stato alle Regioni, introdotto dalla riforma costituzion ale del 2001, ha conferito competenze e poteri di spesa assai ampi, ma che non appaiono contemperati da validi strumenti di controllo, quali quelli previsti una volta perl'Amministrazione Statale, quando le decisioni di spesa erano accentrate.

E' auspicabile la creazione di strutture indipendenti in grado di verificare costantemente e soprattutto in via preventiva l'attività dei funzionari regionali e locali.

Nelle regioni e negli enti locali, negli ultimi due decenni, sono stati di fatto soppressi tutti i controlli preventivi sui provvedimenti di spesa da parte di organi esterni e indipendenti, a volte eliminandoli del tutto, a volte trasferendoli da organi di controllo indipendenti ad organi i cui componenti sono nominati dagli stessi enti controllati.

Si è diffuso, quindi, il fenomeno dei controllati che controllano il controllore.

Una situazione del genere, come ho già ho avuto modo di dire nel passato, non favorisce, di certo, un'efficace prevenzione dei danni, al contrario, pone le condizioni più fa orevoli alla loro produzione.

Le impudenti appropriazioni di denaro pubblico (protrattesi per molti anni) da parte di funzionari infedeli, di cui sono stati accertati di recente alcuni casi nel territorio regionale, sono state possibili per l'inesistenza di efficaci controlli e a volte per la mancata vigilanza da parte di chi avrebbe dovuto esercitarla.

Siamo in una situazione critica di fatti illeciti, che emergono con difficoltà, per le ragioni appena evidenziate, pur costituendo un grave pregiudizio per la finanza pubblica e per lo sviluppo del Paese, che non può più permettersi di bruciare risorse.

L'assenza di controlli inevitabilmente finisce per favorire comportamenti di tal genere.

Soltanto la vigilanza costante e il controllo attento, per la loro funzione di deterrenza, possono prevenire tali situazioni.

Chi sa di essere controllato difficilmente si appropria di denaro pubblico, mentre chi è consapevole di non essere controllato potrebbe essere indotto ad appropriarsene.

La diffusa mancanza, nelle pubbliche amministrazioni, specie in quelle locali, di efficaci controlli e la carenza cronica di azioni concrete di vigilanza nei confronti di funzionari e amministratori rischiano di trasformarsi in un'istigazione allo spreco e all'appropriazione del denaro pubblico.

L'attuale situazione finanziaria ed economica sfavorevole rende drammaticamente necessari comportamenti gestori dei pubblici amministratori che assicurino ai cittadini i servizi necessari senza sprecare risorse, ormai limitate e, quindi, molto preziose.

In un tale contesto la Procura della Corte dei Conti, che ha il compito istituzionale di perseguire i responsabili di danni erariali, è chiamata ad un impegno molto importante.

Va detto che l'azione della Procura non è preventiva ma successiva, quindi non previenegli atti produttivi di danni ma sanziona i responsabili.

Il Procuratore della Corte dei Conti con l'azione di responsabilità svolge, comunque, un'utilissima funzione di deterrenza, poiché il timore di subire azioni di risarcimento costituisce un incitamento psicologico per i funzionari pubblici ad evitare che vengano causati danni.

In merito all'attività espletata da questa Procura nel corso dell'anno 2012 possiamo fornire in maniera sintetica i seguenti dati.

I fascicoli giacenti alla fine del 2012 sono 1.663.

Le attività istruttorie espletate sono state 584.

Risultano presentate 910 denunzie.

Il numero delle archiviazioni è stato di 778.

Sono stati emessi 34 inviti a dedurre.

Sono state fatte 88 audizioni.

Sono state depositate 21 citazioni nei confronti di 51 persone.

Sono state emesse 30 sentenze, di cui 17 di condanna, 7 di assoluzione, 2 di nullità, 3 dichiarative di difetto di giurisdizione, 1 di cessazione della materia del contendere.

L'importo complessivo delle sentenze di condanna emesse nel 2012 ammonta a euro 738.537,03.

Sono state inoltre emesse 8 sentenze in materia di conti giudiziali.

Le citazioni emesse nel 2012 contengono richieste di risarcimento danni per un importo complessivo di euro 2.961.492,00.

Questa Proc ura ha impugnato, con cinque atti di appello, presso le Sezioni Giurisdizionali Centrali della Corte dei Conti, decisioni emesse dalla Sezione Giurisdizionale Friuli Venezia Giulia.

E' stato richiesta e ottenuta la revocazione di un immobile ceduto a terzi dalla persona citata in giudizio per appropriazione di denaro pubblico.

La Procura, con un atto di riassunzione, ha chiesto la ripresa di un giudizio di responsabilità rimasto sospeso in attesa della definizione del giudizio penale.

Sono stati esaminati 1.839 conti giudiziali.

Sono stati discussi n. 19 giudizi di conto.

Tra le sentenze emesse nel 2012 deve essere segnalata la sentenza di condanna per un importo di circa 120.000 euro nei confronti dei responsabili dell'Azienda Sanitaria di Trieste, i quali consentirono con delibera del 2006 il comando di alcuni dipendenti presso una Università fuori Regione per il conseguimento di lauree specialistiche con oneri totalmente a carico della struttura sanitaria.

Un'altra sentenza, con una condanna al pagamento di 150.000 euro, ha riguardato l'ex Presidente della Provincia di Udine per il danno di immagine causato da un accordo elettorale stipulato con l'ex Vice Sindaco del Comune di Udine, per conseguire voti in occasione del rinnovo delle cariche politiche dell a Provincia nel 2006, con corrispondente promessa di un incarico dirigenziale.

La Sezione Giurisdizionale ha emesso quattro sentenze di condanna per un totale complessivo di circa 86.000 euro nei confronti del Vice Presidente del Consorzio Turismo FVG, di sciolto e messo in liquidazione, per danni prodotti negli anni tra il 2004 ed il 2007, in conseguenza di contributi erogati dalla Regione ma supportati da fatturazioni per prestazioni inesistenti o da fatture utilizzate illegittimamente due volte.

Una sentenza di condanna di circa 98.000 euro è stata emessa nei confronti dell'ex sindaco e dell'ex responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Lusevera in merito all'aggiudicazione di alcuni appalti di lavori pubblici nel periodo 1998-2004 e per i quali sono stati aperti procedimenti penali per turbativa d'asta.

Una condanna al pagamento di circa 85.000 euro ha riguardato alcuni componenti della Giunta Provinciale di Udine, i quali, con delibera adottata nell'anno 2006, avevano conferito un incarico dirigenziale in violazione dell'obbligo di contenimento delle spese del personaleprevisto dalla legge finanziaria per il 2005.

Una problematica degna di rilievo, per l'incidenza negativa sui bilanci degli enti, è data dall'obbligo per le pubbliche amministrazioni di risarcire le spese di giudizio ai funzionari e agli amministratori, che, coinvolti in processi civili o penali per fatti attinenti il proprio ufficio o mandato amministrativo, ne escano assolti con formula piena.

Nell'ottica di limitare il riconoscimento del rimborso ai soli casi in cui è lecito che tali oneri siano sostenuti dalla comunità amministrata, nel corso del 2012 è stata emessa una citazione nei confronti dei componenti di una Giunta comunale e di alcuni funzionari, per il rimborso corrisposto ad un ex Sindaco a seguito della sua assoluzione da una querela per diffamazione per un'intervista al quotidiano locale (intervista ritenuta dal giudice espressione di una legittima critica politica).

Questa Procura ha attivato il giudizio, ritenendo che la "critica politica" fosse un'attività non rientrante nel mandato amministrativo di Sindaco e che le spese
di giudizio conseguenti a tale vicenda non potevano quindi essere fatte ricadere suicontribuenti dell'ente locale.

Sotto il diverso profilo dell'impatto quantitativo di tali spese impreviste sui bilanci deglI enti, deve essere sottolineata l'importanza che i rimborsi non siano esorbitanti ma restino limitati entro entità ragionevoli.

Per questo motivo la Procura ha citato in giudizio i componenti del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di una provincia, i quali avevano giudicato congrua una parcella di circa 158.000 euro, messa a carico di un Comune.

La Sezione Giurisdizionale Regionale sulla questione ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, non ritenendo sussistente il rapporto di servizio con l'Ordine degli Avvocati.

E' intenzione di questa Procura appellare la sentenza, ritenendo comunque sussistentenella vicenda rapporto di fatto.

Tra le citazioni più importanti depositate nel corso del 2012, deve essere indicata quella riguardante i fondi che la Regione Friuli Venezia Giulia aveva concesso a una Fondazione privata della storia della fotografia (un contributo complessivo di euro 600.000,00, suddiviso in quattro annualità di 150.000,00 per gli anni 2005, 2006, 2007 e 2008), per l'allestimento all'interno del Museo della Scienza di Trieste (un'esposizione, mai realizzata, di ricerca avanzata a carattere permanente, nella quale collocare contenuti scientifici da divulgare al grande pubblico, con la creazione di plurime aree tematiche) di un progetto museale multimediale fotografico anch'esso rimasto incompiuto.

Deve essere evidenziato che i contributi sono stati erogati dall'Amministrazione regionale senza effettuare nel corso dei quattro anni alcun controllo nemmeno a campione in merito all'effettivo utilizzo delle somme per le finalità cui erano destinate. Si è pertanto proceduto non solo nei con fronti della Fondazione privata che ha beneficiato dei contributi, ma anche nei confronti dei dirigenti regionali che li hanno erogati.

Un'altra citazione ha riguardato la distrazione di contributi pubblici erogati sul FondoTrieste per l'esecuzione dei lavori di ripristino e valorizzazione della Vecchia Diga di Trieste,assegnati ad un'associazione sportiva privata.

Tale associazione è risultata priva di veri associati e di organi validamente costituti, ma di fatto controllata da una persona, che è stata imputata penalmente dei reati di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640 bis c. p.) e di malversazione ai
danni dello Stato (all'art. 316 bis c. p).

Il soggetto, utilizzando abusivamente il titolo di presidente e legale rappresentante dell'inesistente associazione sportiva, aveva chiesto i benefici del Fond
o Trieste per la ristrutturazione di una sede sociale idonea, necessaria allo sviluppo della manifestazione "Nations Cup La Sfida", poi denominata "Trieste Challenge", traendo così in inganno l'ente pubblico finanziatore, sia sull'identità e le qualità del beneficiario (con la simulazione dell'esistenza di un'associazione senza scopo di lucro), sia sullo scopo cui sarebbe stato destinato il contributo (il vero scopo era gestire un'attività commerciale lucrativa con ristorazione, balneazione, intratteniment
i serali), realizzando opere a destinazione commerciale.

Nell'atto di citazione la Procura Regionale ha quantificato un danno di 405.000,00 euro.

Recentemente la Sezione Giurisdizionale Regionale della Corte dei Conti ha condannato il responsabile al pagamento dell'intera somma contestata.

Tre citazioni hanno riguardato incarichi e consulenze conferite nel passato dall'Agenzia per lo sviluppo del turismo regionale, denominata Turismo Friuli Venezia Giulia, con richieste di condanna al pagamento della somma complessiva di circa 517.000 euro (rispettivamente:185.000, 149.000 e 183.000).

In merito alla realizzazione dei lavori di riqualificazione di Piazza Libertà a Cormons è stata emessa una citazione per circa 362.000 euro, essendo stati riscontrati errori p
rogettuali ed esecutivi, che rendono necessaria una ripavimentazione.

Nel 2102 è stato emesso un invito a dedurre, in cui viene contestato il danno erariale di 629.000,00euro ad una persona, che era riuscita ad avere contributi non spettanti dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Trieste.
Questi, al fine di eludere la normativa regionale e le normative speciali degli enti citati, che riservano finanziamenti e contributi alle sole associazioni senza finalità di lucro (e comunque per lo svolgimento di iniziative il cui fine di pubblico interesse sia prevalente su quello privato e di solo lucro), aveva costituito delle associazioni fittizie, a nome delle quali aveva richiesto ed ottenuto dagli enti predetti contributi finalizzati allo svolgimento di varie manifestazioni ed eventi culturali.

Gli artifici e i raggiri, come risulta dal procedimento penale, erano inoltre consistiti: nell'uso di fatture false, talvolta gonfiate artificiosamente, in alcuni casi anche apponendo firme false, al fine di documentare le spese sostenute; nel reiterato utilizzo, in diverse occasioni, delle stesse fatture, da presentare per la rendicontazione ad enti diversi, al fine di ottenere più volte e per la medesima manifestazione il contributo; nell'omettere agli enti erogatori che, in talune circostanze, aveva già ottenuto somme da soggetti privati, acquisendo pertanto più volte fondi per il medesimo evento.

Nel corso del 2012 sono state sviluppate alcune importanti istruttorie.


In presenza di una relazione di un ispettore dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica della Ragioneria Generale dello Stato, inerente alla verifica amministrativo-contabile, che è stata eseguita sulla gestione del "Commissario delegato per l'emergenza determinatasi nel settoredel traffico e dellamobilità nell'asse autostradale corridoio V dell'autostrada A4 tratto Quarto d'Altino-Trieste e del raccordo Villesse-Gorizia", questa Procura Regionale ha aperto, come attodovuto, un'istruttoria in merito ad alcuni rilievi sollevati dall'ispettore, ed ha nel frattempo acquisito le controdeduzioni del Commissario preposto all'ampliamento dell'autostrada, per le valutazioni di competenza.

E' in fase conclusiva una complessa inchiesta sull'effettiva utilizzazione di ingenti finanziamenti pubblici a favore di un'associazione pubblica e di un'organizzazione privata, finalizzati alla ristrutturazione e all'allestimento dell'immobile da adibire a Museo della Scienza nella città di Trieste.

A seguito dell'accertamento di gravi irregolarità contabili protrattesi per diversi anni con appropriazioni di denaro pubblico per circa 370.000 euro ad opera del funzionario responsabile del servizio finanziario di un Comune, è stato formulato un primo invito a dedurre nei confronti del medesimo, che nel frattempo ha rimborsa
to circa 130.000 euro.
Il funzionario inoltre aveva fatto assumere la figlia dal Comune, con contratto a tempo determinato, ma aveva continuato a retribuirla per alcuni mesi anche dopo la cessazione dell'incarico e quindi in mancanza di effettive prestazio ni lavorative.

Il danno accertato di 21.600,00 euro è stato rimborsato dall'interessato nel corso dell'espletamento dell'istruttoria fino alla concorrenza di euro 19.540,00 euro.

E' stato emesso un secondo invito a dedurre per la parte residua del danno.

Un'istruttoria è stata aperta su di un funzionario della Regione, il quale per molti anni si era impossessato di denaro pubblico, mediante prelievi di somme, che lo stesso giustificava con la necessità di fare pagamenti in contanti.

In merito a tali fatti di appropriazione protratta nel tempo di denaro pubblico da parte difunzionari, è fermo intendimento di questa Procura verificare come sia stato possibile che talisottrazioni siano avvenute in modo sistematico e impudente.

Un'istruttoria è stata di recen te aperta in merito ad un danno di circa 100.000 euro perirregolari archiviazioni dei verbali di accertamento emessi in materia annonaria dal Corpo Intercomunale della Polizia Municipale dei Comuni di Pordenone e Roveredo in Piano.

Un'altra istruttoria è stata aperta, con la collaborazione della Guardia di Finanza Nucleo di Polizia Tributaria di Udine, a seguito degli accertamenti penali della Procura della Repubblica di Udine in merito ai lavori effettuati nelle lagune di Marano e di Grado, mediante la gestione commissariale dello stato di emergenza, dichiarato in ordine alla situazione socio-ambientaleche si sarebbe determinata nelle predette lagune.

Sono affluiti in tale gestione circa 93 milioni di euro dal 2002 al 2012, di cui circa 61 milioni erogatidalla Regione Friuli Venezia Giulia direttamente o tramite mutui, con rate a suocarico,e circa 32 milioni erogati dalloStato tramite i Ministeri competenti.

I lavori sono consistiti prevalentemente in opere di dragaggio dei fanghi, classificati come rifiuti speciali, con conseguenti maggiori costi rispetto a quelli di dragaggio dei fanghi normali.

I lavori di dragaggio e conferimento dei fanghi, previo trattamento di quelli considerati inquinanti, erano giustificati da unaasserita situazione di esteso
inquinamento (chesembrerebbe in realtà limitato ad alcune parti delle lagune), per cui si rendevano necessari interventi di bonifica e ripristino ambientale.

Questa Procura Regionale resta in attesa dell'esito degli accertamenti penali per effettuare le valutazioni di propria competenza in merito all'esistenza di danni erariali e delle relative responsabilità patrimoniali.

Di recente è stata aperta un'inchiesta sulla gestione dei contributi a carico del bilancio del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, previsti dall'art. 3 della legge regionale 5 novembre 1973 n. 54, corrisposti mensilmente ai gruppi consiliari per l'esercizio delle lorofunzioni.

Deve essere precisato che in aggiunta a tali contributi ogni gruppo usufruisce, comunque, ai sens i dell'art. 2 della legge regionale 28 ottobre 1980 n. 52, di una sede, di un ufficio di rappresentanza all'interno dei locali della Regione nelle circoscrizioni in cui sono rappresentati, nonché dell'arredamento e dell'attrezzatura di tali sedi, delle spese per l'allacciamento degli apparecchi telefonici, nonché quelle di cancelleria, per canoni, conversazioni o servizi telefonici.

I gruppi possono avvalersi per la stampa,in ciclostile o in fotocopia dei documenti, delle attrezzature del Consiglio Regiona le (art. 3). Alle segreterie di ciascun gruppo consiliare è assegnato il personale entro certi limiti numerici (art. 4).

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza Nucleo di Polizia Tributaria Gruppo Tutela Spesa Pubblica di Trieste, hanno riguardato le spese di rappresentanza del 2011, che incidevano in modo sproporzionato, illogico ed irrazionale sulla dotazione complessiva dei contributi assegnati ai gruppi consiliari.

Si è avuto modo di verificare che tali spese erano supportate quasi sempre soltanto da scontrini o ricevute fiscali, senza l'indicazione delle circostanze e dei motivi, che le rendevanonecessarie, nonché le generalità e la qualifica dei soggetti esterni per cui le stesse erano effettuate.

Tale carenza documentale è stata riscontrata intutti i gruppi consiliari, i quali si sono, comunque, differenziati sia per l'entità delle spese di rappresentanza sostenute, sia per la percentuale dell'incidenza delle medesime in rapporto alla dotazione complessiva.

Nei rendiconti presentati alla Presidenza del Consiglio Regionale alcuni gruppi non hanno indicato tutte le spese riferibili ai singoli componenti. Un gruppo ha conservato, alla rinfusa, scontrini, ricevute e fatture, senza alcuna indicazione delle persone cui andavano imputate. Un
gruppo, invece, ha indicato tutte le spese riferibili ai singoli consiglieri.

A seguito di tali risultanze questa Procura ha emesso gli inviti a dedurre nei confronti di tutti i presidenti dei gruppi consiliari, affinché possano fornire chiarimenti sulla regolarità delle spese di rappresentanza, di cui sono comunque responsabili, riservandosi di formulare ulteriori inviti nei confronti dei singoli consiglieri per spese irregolari che risultassero loro attribuite.

A prescindere dall'assenza pressoché generalizzata de ll'indicazione dei motivi giustificativi delle spese (prevalentemente consumazioni per una o per più persone in bar e ristoranti nel territorio nazionale, ma anche all'estero) sussistono, al momento, forti perplessità sull'attinenza di alcune spese alle fi
nalità di rappresentanza (quali quelle effettuate in gioielleria, in pelletteria, in armeria, in farmacia, in macelleria, in profumeria, dal gommista,
in istituti di bellezza, in negozi di scarpe, di mobili, di lampadari, di casalinghi, nonché in negozi in località estere).

Questa Procura resta comunque in attesa dei necessari chiarimenti che possano ricondurre a regolarità in tutto o in parte le spese effettuate.

Nel terminare questa relazione voglio esprimere il mio ringraziamento alla Guardia di Finanza e in particolare ai Nuclei di Polizia Tributaria di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia per l'impegno e la professionalità con cui svolgono le numerose e complesse indagini affidate da questa Procura Regionale.

Un particolare ringraziamento al Gen. Franco Melicchio, che, lascia il servizio persopraggiunti limiti di età, dopo aver svolto un'apprezzata attività di accertamento nel settoredella tutela della spesa pubblica a supporto di questa Procura Regionale.

Rivolgo un ringraziamento anche all'Arma dei Carabinieri e in particolare al NucleoAntisofisticazioni per la collaborazione data in alcune delicate inchieste riguardanti settori diloro competenza.

Esprimo la mia gratitudine ai colleghi, Magistrati della Procura Regionale, che svolgono con impegno e grande professionalità la loro attività istituzionale. Estendo il mio
ringraziamento a tutto il personale amministrativo della Procura Regionale, che svolge un importante e apprezzato lavoro di supporto e di assistenza all'attività dei magistrati.
Ringrazio il Collegio, le Autorità e tutti gli ospiti per aver ascoltato questa relazione.

Sig. Presidente Le chiedo di dichiarare aperto, nel nome del Popolo Italiano, l'anno giudiziario 2013 della Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale Regionale per il Fri
uli Venezia Giulia.



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