Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

La Mostra sul Paron, Nereo Rocco, grande Evento Culturale Sportivo del 2012

“Nereo Rocco. La leggenda del paròn”: una folla di persone, parenti, amici, conoscenti, giornalisti sono intervenute, a Palazzo Gopcevich, alla presentazione della mostra dedicata all’uomo simbolo dello sport e della triestinità a livello...

"Nereo Rocco. La leggenda del paròn": una folla di persone, parenti, amici, conoscenti, giornalisti sono intervenute, a Palazzo Gopcevich, alla presentazione della mostra dedicata all'uomo simbolo dello sport e della triestinità a livello internazionale .

"Una mostra di grande portata - ha sottolineato il Sindaco Roberto Cosolini - che vuole celebrare il più genuino e importante ambasciatore di Trieste e della sua immagine nel mondo, ancora oggi , e che la sua città non può e non vuole dimenticare".

Non c'è sportivo italiano, probabilmente, che non conservi impressa nel cuore l'immagine del giovane Cesare Maldini, mentre, nel mitico stadio di Wembley - correva l'anno 1963 - leva al cielo la prima coppa europea vinta da un club italiano: il Milan di Nereo Rocco. L'immagine inconfondibile del "Paròn" si moltiplica nei molti altri scatti rubati a bordo campo, o al fianco dei suoi "figli" putativi, primo fra tutti il golden boy Gianni Rivera, o ritratto all'uscita dei mille tunnel delle sue partite, inappuntabile in giacca a cravatta oppure, in pieno inverno, accollato nei suoi paltò d'ordinanza, il borsalino calcato sulla fronte e lo sguardo già rapito dalle geometrie delle squadre in campo.

Fotografie, riprese e filmati d'epoca - molti dei quali ritrovati nello scrigno prezioso di Rai Teche - ma anche oggetti personali, appunti, articoli, testimonianze delle vita così intensa di Rocco e dei suoi incontri sempre così ricchi di sanguigna umanità, saranno le trame portanti della mostra multimediale Nereo Rocco.

La leggenda del Paròn, l'affettuoso omaggio di Trieste al grande tecnico, allestito a cent'anni esatti dalla nascita di Rocco, il 20 maggio 1912: quando, all'anagrafe, Nereo faceva ancora Rock, eredità di una famiglia di origine viennese. Sarà un allestimento fortemente emozionale, denso di sensazioni, tutt'altro che didascalico e ricco di momenti ludici e gioiosi, dove riecheggeranno a grandi lettere le frasi più celebri di Rocco.

Un itinerario interattivo e coinvolgente: il modo migliore per creare un forte contatto con gli spazi e il contesto del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste, dove il percorso espositivo sarà ospitato da martedì 15 maggio fino al 31 luglio 2012. Un contesto espositivo di altissima suggestione, straordinaria testimonianza del patrimonio di architettura portuale-industriale di Trieste, che dopo l'esperienza dei mesi scorsi con Biennale Fvg sarà nuovamente aperto al pubblico, grazie alla collaborazione della Società Portocittà Srl, concessionaria della riqualificazione dell'area del Porto Vecchio di Trieste.

Il cuore storico della città accoglie dunque una delle personalità in cui Trieste ha saputo meglio riconoscersi, perché Rocco fu protagonista di una storia senza eguali, densa di episodi, aneddoti e rivelazioni di cui neppure i più accaniti tifosi del Paròn sono talvolta a conoscenza. L'evento è ideato e promosso per iniziativa dell'Associazione Regola d'Arte e del Comune di Trieste, in collaborazione con Rai Teche e con la Regione Friuli Venezia Giulia - Turismo Fvg, con il patrocinio della FIGC - Federazione Italiana Giuoco Calcio, dell'Aiac - Associazione Italiana Allenatori Calcio (fondata, fra gli altri, dallo stesso Nereo Rocco) e del Coni Fvg, con la fondamentale collaborazione della famiglia Rocco, e in particolare dei figli Tito e Bruno Rocco. Un importante contributo di materiali, testimonianze e memoria arriverà anche dall'adesione dei club che Nereo Rocco ha allenato, nel corso di una lunga e intensa carriera tecnica: Triestina, Treviso, Padova, Milan, Torino e Fiorentina.

Nereo Rocco è il personaggio più affascinanti della storia del calcio italiano del dopoguerra. Certamente, quello che ha tramandato di sè il ricordo più vivo e vitale, malgrado siano passati trentatre anni dalla sua scomparsa. Ma la memoria del Paròn è intatta, le sue indimenticabili battute vengono ripetute dai suoi cultori come se fossero state appena pronunciate. Un ricordo talmente vivo da sembrare una presenza. Ricostruita nei libri del suo più autorevole biografo, lo scrittore e giornalista Gigi Garanzini, la leggenda del Paròn sarà ripercorsa a partire dagli esordi triestini, dapprima in maglia da mezz'ala e poi come allenatore dell'Unione degli anni ruggenti. Una carriera che si è dispiegata verso Padova, che ha transitato anche a Treviso, Torino e Firenze, e che si è consacrata nella Milano rossonera dei grandi trionfi dei primi e degli ultimi anni Sessanta.

Una storia custodita oggi da "vestali" d'eccezione, come Gianni Rivera, Fabio Cudicini, e Cesare Maldini, o come Giovanni Trapattoni che, nel ricordare il calcio di Nereo Rocco, spesso ammonisce: «se si parla del calcio degli anni '60, bisogna ricordare le tante strade non asfaltate e le auto di Formula Uno che non arrivavano ai 200 orari». E questa mostra vuole essere, infatti, l'occasione per uno sguardo sul calcio e la sua incredibile evoluzione: non un viaggio nostalgico e retrospettivo, ma l'opportunità di ritrovare, percorrendo La leggenda del Paròn, le radici di una vicenda umana e sportiva che non si può circoscrivere al calcio, e allo sport, perché sottende ben altre implicazioni storiche, sociali e culturali. Non mancheranno gli eventi collaterali a supporto della proposta espositiva: talk show, incontri e presentazioni.

ufficio stampa Comune di Trieste

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