Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

La nave scuola Palinuro a Trieste: da domani le visite guidate - FOTO

17.38 - Doppia missione per l'equipaggio: oltre all'addestramento, Trieste è l'ultima tappa della Campagna di informazione di “Marevivo”. Lunedì ripartirà ed eseguirà dei test per l'OGS

La Nave scuola della Marina Militare Palinuro è giunta questa mattina a Trieste, attraccata al Molo Bersaglieri, dove resterà fino a lunedì mattina: da domani, sabato 9 agosto e fino a domenica sera, sono previste delle visite guidate a bordo (orari esposito all'ingresso).

Il Palinuro è una “Nave Goletta”. Il termine indica che la nave è armata con tre alberi di cui quello prodiero, detto trinchetto, è armato con vele quadre, mentre gli alberi di maestra e di mezzana sono armati con vele di taglio (rande, frecce e vele di strallo). A questi alberi si aggiunge il bompresso, un quarto albero che sporge quasi orizzontalmente dall’estremità prodiera, anch’esso armato con vele di taglio (fiocchi). La superficie velica complessiva è di circa 1.000 mq., distribuiti su quindici vele. L'altezza degli alberi sul livello del mare è di 35 metri per il trinchetto, 34,5 metri per la maestra e di 30 metri per l’albero di mezzana. Lo scafo, così come gli alberi, è in acciaio chiodato ed è suddiviso in tre ponti. Sotto il ponte principale (detto di coperta) sono ubicati i locali di vita dell’equipaggio e degli Allievi, mentre sopra sono collocate le sovrastrutture del castello prodiero e del cassero poppiero. Sul cassero, all’estrema poppa, è situata la Plancia di Comando, invece al suo interno sono ubicati gli alloggi e i locali di vita degli Ufficiali e dei Sottufficiali, la cucina e il forno. Nave Palinuro svolge due compiti principali: offrire il supporto necessario alla formazione degli Allievi Sottufficiali e contribuire alla proiezione d’immagine della Marina Militare. Il primo obiettivo si realizza durante le campagne d’istruzione annuali, quando a bordo della nave imbarcano, in aggiunta all’equipaggio, gli Allievi della Scuola Sottufficiali di Taranto (Mariscuola Taranto). In questa occasione gli Allievi Marescialli affrontano diverse settimane di navigazione, per molti di loro si tratta della prima esperienza d’imbarco durante la quale sono sottoposti ad un intenso programma di formazione nel settore marinaresco, della sicurezza, condotta della navigazione e nell’ambito etico-militare. Il contributo promozionale e di proiezione d’immagine della Marina Militare si manifesta principalmente durante le soste nei porti nazionali ed esteri, durante le quali la Nave testimonia verso la popolazione e le Autorità locali le più antiche tradizioni della marineria italiana. Il motto di Nave Palinuro è “Faventibus Ventis”, “Con il favore dei venti”. Il suo porto di assegnazione è La Spezia.

La Palinuro è a Trieste – ha spiegato il comandante Filzi durante un incontro con il Sindaco Cosolini – per una doppia “missione”: accanto a quella più consueta dell’addestramento degli allievi presenti a bordo, la storica goletta sta assolvendo nel contempo a un’ampia funzione scientifica e di sensibilizzazione sui temi ambientali, anch’essa comprendente più aspetti e in collaborazione con diverse istituzioni e realtà culturali e di studio legate al mare. Quella di Trieste è infatti la quarta e ultima tappa della Campagna di informazione di “Marevivo” sulla direttiva europea “Marine Strategy” pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione. Una campagna itinerante, svolta in collaborazione con il CoNISMa–Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare, che ha lo scopo di sensibilizzare sulla salute del mare e migliorarne il futuro e che ha già toccato i porti di Genova, Napoli e Taranto.

Da lunedì, con la partenza dalla “Marittima” per dirigersi verso Ancona e quindi verso il Pireo, Palermo e Taranto, la nave svolgerà un altro delicato compito, stavolta prettamente di ricerca scientifica, per conto dell’OGS di Trieste (l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale), ovvero la raccolta di campioni di acqua di mare nelle diverse aree dell’Adriatico per stabilire qualità e tipologia delle acque e di alcune specie viventi, con particolare riferimento ai nuovi tipi di alghe che si stanno insediando e proliferano nel nostro mare.

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