Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

La nostra lettera di solidarietà a Giovanni Taormina, il collega della Rai minacciato

Dopo la notizia del grave episodio che ha coinvolto il giornalista del servizio pubblico, le redazioni di Udine Today e Trieste Prima hanno voluto esprimere la netta presa di posizione e di condanna nei confronti dell'accaduto. Siamo contro le intimidazioni, stiamo con Giovanni. Piaccia oppure no

È di ieri 11 aprile la notizia delle minacce al collega della sede regionale del Friuli Venezia Giulia, Giovanni Taormina, recapitate attraverso una busta dentro la quale erano stati inseriti due proiettili. Il grave episodio, segnalato dall’Assostampa della nostra regione, ha scatenato la reazione anche del mondo politico. Da Massimiliano Fedriga fino all’opposizione, buona parte dei partiti ha espresso solidarietà al giornalista del servizio pubblico, condannando in maniera decisa l’attacco intimidatorio nei suoi confronti.

Scriviamo queste righe perché sentiamo il bisogno di prendere posizione anche noi come TriestePrima. Il lavoro quotidiano di chi svolge la nostra stessa professione è basato sulla professionalità e sull’impegno per far emergere la verità, concetto alla base del giornalismo. Essa è l’obiettivo che tutti noi abbiamo, nei confronti dei nostri lettori e della comunità in cui il nostro ruolo è importante, se non addirittura fondamentale.

Chi come Giovanni ha svolto con dedizione e passione – e con la schiena diritta, come si puntualizza in questi casi – merita l’attenzione del mondo del giornalismo e di tutta la società civile. Alcuni servizi realizzati sul traffico di stupefacenti presente nella città di Udine e un ulteriore lavoro sui pentiti di mafia a Monfalcone, presumibilmente non sono andati giù a qualcuno – l’episodio ha prodotto un’azione immediata degli inquirenti, che hanno aperto un’indagine per far luce sul fatto di cronaca.

E allora ci vien da dire che Giovanni ha avuto ragione a perseguire quella pista. L’informazione libera e puntuale diventa scomoda per chi rappresenta il malaffare, la criminalità organizzata e qualsivoglia deviazione della legalità. Il metodo subdolo delle intimidazioni, delle minacce, delle fotografie cerchiate come ad indicare un obiettivo, si manifesta proprio quando un giornalista fa il suo lavoro. Raccontare la verità, senza filtri.

L’indagine andrà avanti e sappiamo che la magistratura farà tutto ciò che è in suo possesso per giungere all’individuazione dei responsabili. Il campanello d’allarme pesa come un macigno in Friuli Venezia Giulia, tradizionalmente una terra che si riteneva “oasi felice” e distante dalle infiltrazioni criminali e da un clima di tensione che purtroppo, in altre regioni italiane, aleggia ancora oggi, nel 2019.

Evidentemente i rischi e i pericoli che in Regione si potrebbero correre, come ribadito in diverse occasioni dalla magistratura e dalla politica, sono reali. Ieri, i commenti e le reazioni dei partiti sono stati di unanime condanna, con la spia che si è accesa. È un puntino luminoso che lampeggia, ad indicare che bisogna prendere una direzione autentica di monitoraggio e di azione. Non se lo può permettere il paese, né tantomeno la nostra regione.

Per questo abbiamo deciso assieme ai colleghi di UdineToday di prendere posizione. Siamo giornalisti, raccontiamo la quotidianità. Siamo contro i proiettili, siamo contro le minacce e contro le intimidazioni. Stiamo con Giovanni. Piaccia, oppure no.

Le redazioni di Trieste e Udine

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