La politica regionale condanna CasaPound: "Attacco alla democrazia"

Il mondo dei partiti del Friuli Venezia Giulia ha preso posizione sul grave episodio che lo stesso presidente dell'aula ha denunciato alla Questura del capoluogo giuliano. Parole dure sono arrivate sia dalla maggioranza che dall'opposizione.

La politica regionale condanna l'irruzione di CasaPound e mette nel mirino il partito di estrema destra. Dopo il blitz in Aula di Casapound mentre era riunita la VI commissione, il mondo dei partiti del Friuli Venezia Giulia ha preso posizione sul grave episodio che lo stesso presidente dell'aula ha denunciato alla Questura del capoluogo giuliano. Parole dure sono arrivate sia dalla maggioranza che dall'opposizione.

Le reazioni

Nicoli, Zanin, Piccin e Mattiussi di Forza Italia hanno definito il gesto "un attacco alla democrazia", invitando quindi alla moderazione dei toni e delle posizioni per un sano "confronto democratico". Anche il Pd Fvg, in una nota sottoscritta da Shaurli, Coppola, Pascolat, Famulari, Moretti e Martines, ha condannato il blitz, definendo i militanti di CasaPound "un manipolo di provocatori" che "ha usurpato i luoghi della partecipazione democratica". Per il Pd si tratta di "un un atto politico molto pericoloso" che "politicamente va respinto con forza da tutti". Dura anche la condanna del M5s che ha parlato di "violazione di un'istituzione" e di "atto violento e grave". Sul fatto si è espresso anche il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, che, riferendosi anche al commento di Calligaris, ha parlato di "tempi bui" e ha definito le parole di CasaPound "dichiarazioni farneticanti". Per il consigliere di Open Sinistra FVG Furio Honsell si tratta di un "gravissimo atto di intimidazione razzista e fascista, frutto della retorica che è stata cavalcata da una certa parte politica che cerca il facile consenso".

La denuncia

Dopo le parole, il Consiglio regionale è passato ai fatti, presentando una denuncia contro il militanti. La denuncia è stata confermata dalla Questura e, da quanto si apprende, il reato contestabile potrebbe essere l'interruzione di pubblico servizio, art. 340 del codice penale. E' inoltre emerso il problema di sicurezza all'accesso del Consiglio Regionale. Su questo punto il presidente Zanin ha sottolineato la necessità di intervento per far sentire protetto chiunque entri nell'edificio. Nel dettaglio, Zanin ha parlato di "controlli più mirati ed efficaci", di "metaldetector", di una necessaria installazione di tornelli e di porte di sbarramento lungo le scale.

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