La storia di Danny, operato al cuore a 12 anni: un commosso "grazie" a Cattinara e Burlo

La madre del ragazzo racconta una sanità dal volto umano, che spesso rimane nell'ombra e non viene ringraziata a dovere

Un intervento al cuore a soli 12 anni: una prova immensa da affrontare a questa età, ma anche una delle sfide quotidiane per il personale del Polo cardiologico di Cattinara. Una sfida affrontata e vinta, dove il cuore trionfa in tutti i sensi, arrivata alla nostra redazione da Linda, una madre che ha sentito l'urgenza di ringraziare tutti coloro che hanno salvato la vita a suo figlio, affinché «tutte le persone possano aver fiducia nella sanità».

Danny è un ragazzo che adora giocare a Basket e ogni anno si sottopone regolarmente alla visita del medico sportivo. Purtroppo una di queste non sarà la solita visita di routine: «Quest'anno a gennaio - Spiega Linda, la madre di Danny - il dottor Gombacci, medico straordinario, ha deciso di mandare nostro figlio al Polo cardiologico di Cattinara per avere un parere dal dottor Massimo Zecchin. Arrivati in ospedale siamo entrati nella stanza e il dottore ci ha spiegato che Danny doveva essere operato. Ci è stato spiegato con esattezza in cosa consisteva l'intervento, mettendoci davanti tutte le possibilità nel bene e nel male».

«Dopo un momento di sconforto da parte di mio figlio - continua Linda - il medico ha saputo confortarlo spiegandogli tutto di nuovo davanti un cuore 3D. Il momento più difficile per Danny è stato sentirsi dire che se l'intervento non fosse riuscito avrebbe dovuto abbandonare non solo il suo amato sport ma cambiare la sua vita. Per un ragazzino di 12 anni vi lascio immaginare la rabbia,la delusione e la paura».

Finché arriva il temuto giorno dell'intervento, e il racconto di Linda descrive ancora una volta quella sanità dal volto umano di cui sempre più di rado si sente parlare: «Mentre aspettavamo, alcune infermiere guardavano sorprese Danny colpite forse dalla sua tenera età e dal suo viso da bambino. Successivamente altre infermieri ci hanno accolto facendoci stare più tranquilli possibile e spiegandoci che saremo stati seguiti per tutta la durata dell'intervento e anche dopo. Qualche infermiera è venuta a salutare nostro figlio, poi l'abbiamo guardato mentre entrava in sala operatoria».

A metà dell'intervento, tuttavia, qualcosa sembra non andare secondo i piani: «Il medico è uscito e ci ha comunicato che purtroppo la situazione non era come prevista e che l'intervento non poteva essere portato a termine se non procedendo in altro modo. Quindi avremmo dovuto attendere ancora. Sono state le ore più lunghe della mia vita. Alla fine arriva il dottore è uscito con un sottile sorriso sulle labbra mantenendo la sua professionalità e ci ha detto: "Ce l'abbiamo fatta". Ci ha ripagato di tutto: sono riuscita solo ad abbracciarlo».

«L'intento di questa lettera - continua la signora Linda - è di poter scrivere i nomi del personale affinché tutte le persone possano aver fiducia in questi medici e tutto lo staff che ogni giorno svolgono un lavoro importante dove non sempre vengono ringraziati abbastanza. Il mio gesto è una piccolissima goccia nell'oceano ma spero arrivi nel cuore di tutti! Grazie!!! Ringrazio i dottori Massimo Zecchin, Elisabetta Bianco, Stefano Furlan (anestesista del Burlo), la caposala Daria Beltrame e poi Gabriella Malisano, Miranda Koni, Rosanna Cerutti, Elena Stricevich, Berbara e Giuliana. Grazie a tutte, siete state meravigliose!. Colgo l'occasione - conclude - per ringraziare i medici le infermiere del Burlo (reparto ortopedia), la società sportiva di basket Azzurra che hanno seguito passo dopo passo tutta la nostra avventura... Grazie Grazie Grazie!»

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