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Trieste a "8 e ½" su La7, Cosolini: «Città in salute anche durante la crisi»

Trieste è il comune che dipende meno dai finanziamenti dello stato: è il risultato di uno studio del sito "Openpolis", rilanciato ieri sera in un servizio di Paolo Pagliaro all'interno del programma di La7 8 e 1/2, condotto da Lilli Gruber

Trieste è il comune che dipende meno dai finanziamenti dello stato: è il risultato di uno studio del sito "Openpolis", rilanciato ieri sera in un servizio di Paolo Pagliaro all'interno del programma di La7 8 e ½?, condotto da Lilli Gruber. Tra le città virtuose, il capoluogo giuliano si colloca al primo posto grazie al solo 2% di fabbisogno romano, bene anche Venezia con il 6% e Messina con il 7%. Tra le città più dipendenti dallo stato si annoverano Palermo con il 36%, Roma con il 20% e Torino con il 15%.

Tale classifica potrebbe però essere rivoluzionata a causa della cancellazione della TASI, che farà aumentare di molto la dipendenza dallo stato. L'autosufficienza, stando a quanto dichiarato dal giornalista, è direttamente collegata alle buone amministrazioni delle città virtuose. In questo caso il sindaco dovrebbe essere solamente un buon manager, mentre invece nelle città più dipendenti dagli aiuti statali, è necessario un primo cittadino che abbia buoni rapporti politici con il Governo.

Non nasconde la sua soddisfazione il sindaco Cosolini: «Ieri sera la trasmissione 8 e ½, su La7, ha riconosciuto l’ottima salute del bilancio di Trieste - spiega in un post pubblicato sulla sua pagina facebook. Abbiamo, infatti, la migliore autonomia finanziaria d'Italia, dipendendo da Roma solo per il 2% della spesa, grazie anche all’appartenenza ad una Regione a statuto autonomo. È stato un periodo molto difficile per l’economia internazionale, che ha messo in difficoltà molte famiglie e anche molte città che si ritrovano a dover tagliare servizi o a destare preoccupazione nei cittadini per il futuro».

«Trieste - continua -  invece può vantare un’ottima salute dei suoi conti, grazie ad un’attenta e più equa gestione delle finanze a partire, come già raccontato, dai tagli degli stipendi nei Cda delle partecipate. 
A Trieste non abbiamo tagliato nessun servizio, anzi abbiamo aumentato la spesa per il sostegno alle fasce deboli, abbiamo aumentato i posti negli asili e continuiamo a migliorare i servizi ai cittadini. La nostra gestitone del debito è fra le migliori d’Italia, e rispettiamo sempre le scadenze nei pagamenti alle aziende e alle ditte che ci forniscono servizi». 

«Il rispetto del patto di stabilità - conclude Cosolini -  ci ha obbligato a rimandare molti lavori pubblici ma ci ha anche permesso di risparmiare le sanzioni (in cui saremmo altrimenti incorsi) e dunque di aumentare ulteriormente la nostra capacità di spesa per interventi sul territorio di Trieste: siamo infatti la migliore stazione appaltante di lavori pubblici della regione degli ultimi anni con buona ricaduta sulle aziende del nostro territorio, basti pensare all’importante piano per la sicurezza negli Edifici Scolastici cominciato nel 2013, o al Grande piano di Strade e Marciapiedi e al piano per le Aree Verdi iniziati a partire dal 2014 e che si concluderanno nel 2016. Questo ci rende ottimisti per il nostro futuro, per la salute di molte aziende della città, per il continuo miglioramento dei servizi al cittadino e per la salvaguardia della nostra qualità della vita».

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