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Arresti di latitanti / Duino-Aurisina

Condannati in Italia, fuggono verso est: Trieste, l'imbuto dove finiscono i latitanti

Sono poco meno di 60 i ricercati che l'Arma dei carabinieri ha tratto in arresto, per quanto riguarda il tratto di confine orientale della provincia di Trieste, nel 2022. Numeri in linea con l'anno precedente. L'identikit? Ha 42 anni, è uomo, proviene dalla Romania e, nel trenta per cento dei casi, è stato condannato per furto. A volte finisce in manette anche 20 anni dopo aver commesso i fatti

TRIESTE - Ha 42 anni, è uomo, è di cittadinanza romena e nel trenta per cento dei casi è stato condannato da un tribunale italiano per il reato di furto. È questo l’identikit del latitante che i carabinieri di Trieste hanno tratto in arresto nel territorio della provincia giuliana nel 2022. I numeri dell’anno in questione, un arresto ogni sei giorni, sono in linea con quelli dell’anno precedente, confermando come la frontiera orientale d’Italia sia interessata quotidianamente dal fenomeno illegale.

I numeri dell'anno precedente

L’anno scorso sono stati poco meno di 60 i latitanti finiti in manette a ridosso del capoluogo regionale ed arrestati dai militari dell'Arma. Cinquanta le persone di nazionalità romena, ma non mancano cittadini albanesi, italiani e indiani. Quarantasette gli uomini, undici le donne, che hanno concluso la loro fuga il più delle volte nel carcere del Coroneo, a Trieste. Se nel trenta per cento dei casi il reato è quello di furto, al secondo posto si trovano otto condanne per rapina, sei per inottemperanza del divieto di ritorno e cinque per violenza. Scarsi i numeri invece per quanto riguarda reati vicini al traffico di droga, come pure la violenza sessuale o le truffe.

I numeri del 2021, ecco il report

I primi mesi del 2023

Per quanto riguarda i primi 130 giorni del 2023 invece sono 26 i latitanti arrestati dai carabinieri lungo il confine e in occasione di attività di controllo del retrovalico. Molto spesso le persone ricercate dalle autorità italiane vengono rintracciate dai militari dell’Arma diversi anni dopo aver commesso i fatti. La motivazione va ricercata anche e soprattutto nei tempi della giustizia italiana. Nel marzo dell’anno scorso un trentacinquenne di nazionalità romena è stato arrestato, 15 anni dopo la denuncia per furto, mentre si trovava a bordo di un pullman che trasportava decine di profughi ucraini. Nel dicembre del 2022, un uomo di 50 anni è finito in manette dopo che vent’anni prima era stato denunciato per ben 10 volte in altrettanti mesi, per aver violato il divieto di ritorno. I latitanti non puntano ad oltrepassare i confini nazionali a bordo di pullman di linea. A volte i ricercati tentano anche di raggiungere i paesi del nord Europa. E’ il caso un indiano di 76 anni, condannato in Nigeria per truffa, e fermato all’aeroporto di Ronchi poco prima di imbarcarsi sul volo per Londra. 

I numeri del 2022 sono riferiti principalmente ad arresti messi a segno dall'Arma dei carabinieri e, nella maggior parte dei casi, dalla stazione di Duino Aurisina. Sono stati estrapolati analizzando i comunicati stampa inviati agli organi di informazione e che non necessitano l'autorizzazione da parte della Procura della Repubblica. Nel report non sono presenti i dati per quanto riguarda le operazioni effettuate dalla polizia di frontiera. 

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