menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Lavoratori della Ferriera in piazza: "Oltre 250 persone in cassa integrazione"

Presidio in piazza Unità con le sigle sindacali Usb, Failms, Uilm, Cisl e Cgil, che hanno poi avuto un confronto con il Prefetto, al termine del quale è arrivata immediatamente la convocazione da parte del Ministero per un tavolo di aggiornamento

Certezze per i lavoratori della Ferriera, alcuni dei quali si trovano tuttora in cassa integrazione, e un piano chiaro e definito per una reindustrializzazione dell'area a freddo dopo sei mesi dalla firma dell'accordo di programma. È quanto chiesto dalle sigle sindacali Usb, Failms ,Uilm e Cgil, che hanno oggi radunato in piazza Unità decine di manifestanti. I rappresentanti sindacali hanno poi avuto un confronto con il Prefetto, al termine del quale è arrivata immediatamente la convocazione da parte del Ministero per un tavolo di aggiornamento sulla situazione. L'incontro ministeriale è previsto per martedì 19 alle ore 15.

“Noi abbiamo definito un percorso che è gestito dall'accordo di programma – spiega Sasha Colautti (Usb) - che pone degli obbiettivi e un quadro di responsabilità precise da parte delle istituzioni.  Ci sono 250-300 lavoratori in cassa integrazione che attendono risposte e non possono essere declassati a "vertenza di serie B" solo perché lasciati a bagno maria dentro gli ammortizzatori sociali. Come USB abbiamo posto con forza la necessità che si concretizzi un tavolo permanente di verifica a livello nazionale e che non è accettabile il silenzio istituzionale quando invece sono proprio queste ad aver in capo responsabilità verso noi ed i lavoratori. Il prefetto ha condiviso le nostre preoccupazioni e si è impegnato a trasmetterle".

“Sono passati sei mesi dalla fine dell'accordo di programma – specifica poi Antonio Rodà (Uilm) -, quello che va velocemente sono le demolizioni dell'area a caldo per far posto alla piattaforma logistica, quello che non va con la stessa velocità è il discorso sulla reindustrializzazione dell'area a freddo e di tutte le altre parti della Ferriera, che sono indispensabili per riassorbire tutti i lavoratori che oggi sono in cassa integrazione. Vogliamo portare questo tipo di riflessione alle istituzioni e all'azienda e ottenere risposte dal Mise e vogliamo capire quando partiranno gli investimenti industriali e quando si parlerà concretamente di rientro dei lavoratori perché a oggi sono ancora delle incognite”.

Il problema riguarda anche i lavoratori dell'indotto, come specifica Cristian Prella (Failms): “Uno dei problemi più gravi in questo momento, perché manca un coordinamento e perché abbiamo delle ditte di Trieste che sono costrette ad abbandonare i lavoratori e abbiamo dei dipendenti delle ditte esterne che stanno portando altra gente: questo per noi è inaccettabile. Uno dei temi che porteremo dal Prefetto è l'idea di creare un coordinamento per gestire queste situazioni”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Utenze

Canone Rai: come richiedere l'esenzione per l'anno 2021

social

Blue Monday: oggi è il giorno più triste dell'anno

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Veicoli Commerciali

    Mezzi pesanti: regole e limiti di velocità

  • Scuola

    Metodo di studio: i consigli per memorizzare in poco tempo

Torna su

Canali

TriestePrima è in caricamento