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Foto: Aiello

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Lavoratori dello spettacolo contro il nuovo Dpcm: Piazza Unità ancora "teatro" di proteste

I manifestanti sono stati riuniti dalle tre sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil per richiamare l'attenzione del Prefetto, in quanto "rappresentante" del Governo nazionale, sui disagi economici derivanti dal recente Dpcm

Dopo le manifestazioni dei ristoritori e i gestori dei locali, oltre che dei lavoratori dello sport, stavolta piazza Unità diventa "teatro" della protesta di attori, musicisti, cantanti e tutte le categorie che ruotano attorno al mondo dello spettacolo per segnalare la loro "assenza spettacolare". I manifestanti sono stati riuniti sotto questo slogan dalle tre sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil e alcuni hanno portato i loro strumenti musicali e cartelli per richiamare l'attenzione del Prefetto in quanto "rappresentante" del Governo nazionale sui disagi economici che potrebbero prospettarsi dopo il recente Dpcm del Governo Conte. Non solo gli iscritti ai sindacati in piazza, ma un invito aperto anche ai lavoratori autonomi e ai musicisti con partita iva.

Ancora una volta il Comune ha dato il proprio sostegno, come nelle tre manifestazioni precedenti, con la presenza dell'assessori Giorgio Rossi (cultura) e Serena Tonel (teatri), oltre a diversi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Assenti, a differenza delle altre occasioni, il presidente Fedriga e il sindaco Dipiazza. Portati in piazza dagli artisti (e dalle altre figure professionali dell'indotto) non soltanto i disagi della pandemia

con relativi provvedimenti anti contagio, ma anche annosi problemi quali la precarietà e le carenze degli inquadramenti contrattuali che riguardano tutte le categorie in questione. 

"Questa manifestazione – spiega Massimo albanesi di Fistel Cisl - serve a smuovere un mercato del lavoro che non ha più garanzie e un mondo del lavoro polverizzato che in regione occupa più di 7000 persone (dati Inps riferiti ai versamenti). Vogliamo chiedere un tavolo al ministero per rivedere il loro mondo del lavoro sia come dati di assunzione che come Inps, presso cui questi lavoratori hanno depositato circa cinque miliardi, pur non avendo in cambio tutele sulle malattie o sulla disoccupazione".

Secondo Riccardo Uccheddu (Slc Cgil Fvg) "c'è stato un percorso con la Regione che non ha portato a nessun risultato, oggi andiamo dal Prefetto, rappresentante del Governo nazionale, a portare le nostre istanze, affinché si faccia garante di questo confronto con la regione. Si chiede un cambiamento strutturale dell'inquadramento di questi lavoratori, perché siano tutelati non solo per periodi come questo ma anche per la discontinuità lavorativa che caratterizza il settore". 

Anche l'assessore Rossi sostiene quella che definisce "una categoria che nella mia esperienza ho visto dare più importanza alla passione per un lavoro straordinario che all'aspetto economico, ma che devono essere tutelati come gli altri. Sono artisti che ci permettono di rigenerarci con spettacoli e intrattenimento dopo un'intensa giornata di lavoro e ci ricordano che la cultura è spinta non solo sociale ma anche economica". "Spero che questo Governo – aggiunge Rossi - sia in grado di individuare le vere priorità di rischio, come gli assembramenti nei trasporti pubblici e il numero delle terapie intensive. Non ha senso colpire realtà controllate e disciplinate dal senso di responsabilità".

"I teatri si sono attrezzati per accogliere il pubblico in tutta sicurezza – precisa poi l'assessore Tonel -. Sembra un'ingiustizia e un accanimento perché il settore e il suo indotto sono in difficoltà. Molti hanno la partita iva e sono rimasti esclusi dai contributi di ristoro. Spero che il Governo abbia la prontezza di riflessi necessaria a ristorare la categoria e un indotto composto da tecnici, amministrativi, attrezzisti, operatori video e molti altri". 

Nella manovra di assestamento di bilancio approvata ieri dal Consiglio regionale, alla voce "cultura" sono stati stanziati quattro milioni di euro, mentre da parte del Comune "è stato fatto un sacrificio di non poco conto – ha dichiarato ancora Tonel - abbiamo deciso di non diminuire i contributi del 2020 per i teatri rispetto all'anno prima, nonostante le criticità. Purtroppo rimane la questione dell'indotto, che deve assolutamente essere considerato". In tutto, ricorda l'assessore ai teatri, il contributo per i teatri cittadini nel 2020 è di 2,2 milioni di euro: 1,7 per il Verdi, oltre 600 per il Rossetti e 50mila per la Contrada.

Presente in piazza anche Stefano Pace, il sovrintendente del teatro Verdi (che conta circa 250 dipendenti) il quale ha parlato delle difficoltà legate a una ripresa degli spettacoli in sicurezza, poi interrotta dopo il Dpcm in vista del significativo e repentino aumento dei contagi: "Abbiamo sempre lavorato con ottimismo e nell'ottica di una ripresa ma i fatti ci hanno ridimensionato. Continuiamo a lavorare per quando torneranno le condizioni adatte a tornare in scena. Il nostro pubblico ci ha dimostrato la voglia di tornare quindi continuiamo a progettare le nostre attività, anche se non è semplice".   

Non solo teatri ma anche artisti di vario genere in piazza, tra cui musicisti come il duo pop Indaco, poco più che ventenni. "Il nostro ultimo concerto è stato il 22 febbraio – hanno dichiarato -, e nella nostra situazione ci sono già altre centinaia di migliaia di persone in Italia. Siamo considerati lavoratori di serie Z. Ci manca tantissimo l'energia del palco, e insieme a noi ci sono tecnici, autisti, addetti al mixeraggio. Una macchina immensa che non viene compresa".

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