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Lavoro e Ferriera: lettera aperta dei lavoratori licenziati

«Siamo gli ultimi “rimasugli umani” triestini del tracollo industriale ed economico del gruppo Lucchini, parecchi di noi presentano patologie professionali»

Alcuni ex lavoratori, un tempo impiegati nella Ferriera di Servola e ora licenziati, indirizzano alla proprietà e alla Regione una lettera aperta ai media e alle istituzioni, di cui riportiamo il testo integrale.

«Siamo gli ultimi “rimasugli umani” triestini del tracollo industriale ed economico del gruppo Lucchini che, dopo due anni di cassa integrazione, sono stati licenziati il 22 marzo u.s., perdendo di fatto anche quel misero ammortizzatore che, per lo meno, ci garantiva un minimo di sopravvivenza. Abbiamo volutamente usato il termine “rimasugli” in quanto parecchi di noi presentano patologie più o meno severe, alcune delle quali acquisite in anni di attività lavorative nella siderurgia locale, rimasugli di cui le ora le nuove proprietà non sanno che farsene, forse perché non riuscirebbero più a spremerli come vorrebbero; quindi per molti di noi ci potrebbe non essere la riassunzione, nonostante le tanto decantate “nuove attività” quali laminatoio e logistica ed i corsi di formazione frequentati, come previsti nell’Accordo di Programma».

«L’accordo di programma fu l’atto che permise l’acquisizione dell’impianto di Servola da parte delle nuove proprietà, con tutte le agevolazioni connesse , dall’esonero dagli oneri di bonifica, al recupero crediti vantati dalla Servola S.p.A. su Elettra ed alla risoluzione anticipata del CIP 6, a cospicua parte dei fondi regionali del programma “Rilancimpresa” per il SIN Trieste , fino agli ammortizzatori sociali per una quota di personale e alle concessioni decennale dell’Autorizzazione integrata ambientale e trentennale della banchina».

«Tra i “rimasugli umani” c’è anche Luigi Pastore, ex sindacalista della sigla autonoma Failms, ammalato di linfoma polmonare , a cui oltretutto per detta patologia è stata riconosciuta la malattia professionale. La nostra riassunzione in stabilimento prevista entro il 31.12.2016, cioè ormai quattro mesi or sono e non ancora avvenuta, era inoltre ratificata in un documento del 23 settembre 2014, sottoscritto dalle principali sigle sindacali , dagli amministratori della Siderurgica Triestina , dall’Associazione ndustriali e dalla Regione FVG quale garante e massima fautrice dell’accordo di programma».

«Il verbale di tale Accordo è a disposizione di chi ne fosse interessato. Riteniamo che in uno Stato di Diritto i patti vadano rispettati, particolarmente quando sono in gioco i destini di tante persone che ben difficilmente riuscirebbero a reinserirsi nel mondo lavorativo, sia per motivi anagrafici che di salute. Cara Proprietà vogliamo ricordarLe gli impegni presi e non mantenuti, ed a questo appello ci vediamo costretti ad aggiungere anche la Regione Fvg, affinché onori il suo ruolo di garante, cosa finora non avvenuta , nonché i firmatari tutti dell’accordo di programma».

«I lavoratori firmatari di questa lettera aperta, incolpevolmente ed arbitrariamente espulsi dalla speranza di quel ricollocamento previsto nel verbale del citato accordo sindacale, intendono far valere le loro istanze in ogni sede, assistiti dall’Avvocato Nicola Sponza e con il supporto del sindacato Failms, ribadendo che la dignità non ha prezzo».

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