Cronaca

Lavoro, Flex (ex-Alcatel): 50 lavoratori a rischio

Preoccupazione da parte dei sindacati dopo l'ultimo tavolo d'incontro al Ministero dello Sviluppo economico del 26 maggio e il rischio paventato di una riduzione del numero dei lavoratori somministrati (precari, ndr) di 50 unità a fronte di una riduzione dei carichi produttivi

Foto di repertorio

Il 26 maggio si è svolto a Roma, presso il ministero dello Sviluppo Economico, l'incontro di verifica dell'accordo sottoscritto nel giugno scorso sulla cessione di ramo d'azienda dello stabilimento Alcatel Lucent di Trieste. All'incontro erano presenti per la Flextronics Fabrizio Magistrali, global account manager per Trieste, ed Eric Sislian, vice presidente e global manager.

Sono cinquanta i posti a rischio alla Flex di Trieste. Cinquanta famiglie che potrebbero pagare lo scotto di una riduzione dei carichi produttivi dopo la cessione dello stabilimento Alcatel-Lucent dello scorso anno alla statunitense Flextronics.

Attualmente sono impiegati nella sede triestina 698 tra uomini e donne, dei quali 406 hanno un contratto a tempo indeterminato e i rimanenti, poco meno di 300, hanno un contratto di somministrazione: un contratto precario.

Ed è proprio tra questi ultimi che si aggira lo spettro della riduzione di personale. Un impoverimento di risorse umane causato principalmente dalla riduzione da parte di Nokia di richiesta di produzione a fronte di trasferimenti di prodotti nelle sedi messicane e rumene.

Luca Vecchi, rappresentate sindacale interno per la sigla Uilm: «Parte della produzione sarà trasferita a Guadalajara, così come parte del collaudo Finale e delle Camere climatica verrà portato negli stabilimenti della Romania. In questa situazione l'azienda sta paventando una riduzione del personale con un probabile mancato rinnovo per 50 lavoratori somministrati».

Una preoccupazione a livello sindacale che abbraccia tutte le sigle presenti in azienda e si estende alle quasi 700 famiglie triestine che vedono a rischio il proprio posto di lavoro e, vista le opportunità economiche attuali presenti a Trieste, anche il proprio futuro. 

C'è da dire comunque, come riportato in un recente cominicato sindacale unitario FIOM-UILM-FIM, che «dopo l'acquisizione la Flextronics ha proceduto con circa tre milioni di investimento che sono stati spesi per sistemare i building e il magazzino e comprimere gli spazi di produzione per aumentare la capacità produttiva. Avere più spazi liberi vuol dire, per l'azienda, poter ambire ad un aumento della produzione manifatturiera. Sono in corso attività di ammodernamento dell'infrastruttura IT per completare la migrazione sull'infrastruttura Flextronics. Sono state assunte delle persone per rendere autonoma la struttura. Nel'Hr ora ci sono tre lavoratori, di cui due sono stati assunti dal bacino dei lavoratori in somministrazione, è stato assunto un responsabile IT e tre persone nel Finance. Si sono svolte 8000 ore di formazione. 

Il centro di eccellenza ottica muove i suoi primi passi. Sono in corso dei progetti innovativi rispetto alla realizzazione di switch ottici per datacenter, con la società Rockley Photonics: il centro di sviluppo è a Ottawa, il prodotto verrà ingegnerizzato a Trieste e la produzione dovrebbe partire a fine 2017. Poi è in corso un progetto con un partner italiano che fa ricerca e sviluppo sul WDM. La Flextronics sta cercando di realizzare a Trieste la sua strategia, ovvero diventare un'azienda in grado di realizzare tutto il ciclo di vita di un prodotto, dallo sviluppo alla produzione. Sull'acquisizione della Alcatel Lucent da parte di Nokia, la Flextronics è consapevole del fatto che la multinazionale finlandese ha la consuetudine di diversificare maggiormente i partner che realizzano la manifattura. Al momento l'accordo sottoscritto con la Alcatel Lucent rimane totalmente invariato, per i prodotti ottici è Flextronics ad avere l'esclusiva, sarà importante lavorare al meglio per fare in modo che Nokia aumenti il business verso Flex.

La Flextronics Romania, qualificata per partecipare a gare, ha vinto una gara sui contatori monofase Enel. A Trieste verrà realizzato l'ultima parte del ciclo produttivo, dal test alla certificazione, che saturerà 45/50 lavoratori fino ad aprile 2018. Questo nuovo cliente è molto importante per dimostrare che la Flextronics non è solo la fabbrica fornitrice della Nokia ma intende diversificarsi. L'obiettivo è partecipare anche ad altre gare Enel, che si sta proponendo come fornitore di infrastruttura ultrabroadband: partiranno presto le gare per gli armadi passivi per portare la fibra in 224 città italiane. Contemporaneamente alla saturazione dei 50 lavoratori ci sarà nel contempo la dissaturazione di cento, per effetto dell'accordo con Nokia, che prevede un calo dell'attività. Si ipotizza che a fine anno ci saranno circa 600-650 lavoratori saturi, e questo dipenderà anche dall'andamento del mercato. Purtroppo in questo momento Nokia non sta crescendo sui prodotti ottici. Auspichiamo che questa tendenza si inverta. 

Rispetto ai carichi di lavoro per il produttore locale di Ronchi dei Legionari, l'azienda conferma  di essere in ritardo perché fino ad ora si è concentrata sul sito produttivo di Trieste. Si impegna comunque a lavorare su questa parte dell'accordo per rispettarla.

Fim Fiom e Uilm, ritengono positivo aver effettuato la prima verifica dell'accordo presso il ministero dello Sviluppo Economico e convengono di procedere ad una nuova verifica in autunno. Ritengono però molto negativo il fatto che, nonostante l'acquisizione di nuovi clienti, non si prevede di mantenere lo stesso livello di saturazione e di occupazione per il prossimo anno, che calerà di circa 50 unità. È quindi necessario un maggiore sforzo da parte dell'azienda per occupare lo stesso numero di lavoratrici e lavoratori».

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