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Lavoro in Fvg: crollano le nuove assunzioni a tempo indeterminato, boom voucher

Nel primo trimestre 2016 le nuove assunzioni a tempo indeterminato in Friuli Venezia Giulia risultano in calo del 36,7% rispetto allo stesso periodo 2015 (4.620 da 7.299), una flessione più marcata di quella nazionale (-33,4%)

Nel primo trimestre 2016 le nuove assunzioni a tempo indeterminato in Friuli Venezia Giulia risultano in calo del 36,7% rispetto allo stesso periodo 2015 (4.620 da 7.299), una flessione più marcata di quella nazionale (-33,4%). Lo rileva un’indagine Ires Fvg su dati Inps curata dal ricercatore Alessandro Russo. La diminuzione più contenuta si registra in Lombardia (-29%); i risultati peggiori in Valle d’Aosta, Abruzzo e Umbria.

Dinamica fisiologica

Quella illustrata, avverte però Russo, è una dinamica fisiologica dopo la forte accelerazione di dicembre 2015, che in regione aveva fatto registrare quasi 8mila tra assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato che in un solo mese avevano usufruito della decontribuzione. A partire dal 2016 (con la legge di stabilità 2016, L. 208 del 28.12.2015) l’entità e la durata degli sgravi sono state notevolmente ridimensionate (gli importi massimi sono stati ridotti del 60%, da 8.060 a 3.250 euro, la durata è scesa da 3 a 2 anni).

Apprendisti e tempi determinati

Nei primi tre mesi del 2016 risultano invece stabili in regione le assunzioni a termine -0,3% (-1,7% nazionale) e quelle degli apprendisti (+1,3%, in Italia +0,1%) dopo un anno contrassegnato da una dinamica negativa. Sempre su base tendenziale (gennaio-marzo 2015/2016) sono poi in netto aumento le trasformazioni di rapporti di apprendistato (+63,2% in Fvg, a livello nazionale +20,3%) mentre diminuiscono quelle dei tempi determinati (-23,2%, media nazionale -31,4%).

Un elemento positivo è costituito dalla diminuzione delle interruzioni dei rapporti di lavoro, in calo del 9,1% in Fvg; per i soli rapporti di lavoro a tempo indeterminato tale dinamica si traduce in un saldo positivo pari a quasi +1.300 unità, anche se decisamente inferiore a quello registrato nel primo trimestre 2015 (+3.754 unità).

Nota
Si tenga presente che si tratta dei nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato attivati nel settore privato (esclusi i lavoratori domestici e gli operai agricoli) e negli Enti pubblici economici. Sono stati rilevati tutti i rapporti di lavoro attivati nel periodo, anche quelli in capo ad uno stesso lavoratore, con riguardo a tutte le tipologie di lavoro subordinato, incluso il lavoro somministrato e il lavoro intermittente. I dati sui nuovi rapporti di lavoro sono ancora provvisori e la fonte è costituita dai versamenti contributivi effettuati dalle imprese.

Il lavoro accessorio

Sempre nei primi tre mesi del 2016 prosegue la crescita del ricorso al lavoro accessorio sia in regione, sia con ritmi ancora più sostenuti a livello nazionale. Il numero di voucher venduti in Fvg nel primo trimestre 2016 si è avvicinato a 1,5 milioni, +33% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (quasi 360.000 in più). A livello nazionale l’incremento è stato pari al 45,6% (al primo posto la Sicilia con +75,6%), nell’insieme delle regioni del Nordest al 39,2%. Solo la Valle d’Aosta presenta un incremento inferiore a quello della nostra regione (+31,5%).

Voucher riscossi

Per quanto riguarda il fenomeno del lavoro accessorio, che nel 2015 ha riguardato quasi 1,4 milioni di persone a livello nazionale e più di 50mila in Fvg, una recente analisi (pubblicata il 16 maggio) condotta da Inps e Veneto Lavoro offre ulteriori interessanti elementi, sottolinea il ricercatore dell’Ires. «In particolare nel 2015 il Fvg si evidenzia come la regione in cui è risultato più alto il numero di voucher riscossi  per lavoratore (79 contro una media nazionale di 64, sempre con un valore nominale di 10 euro)».

Fvg a basso turnover

Per la maggior parte dei prestatori di lavoro accessorio il volume di voucher percepiti è modesto, soprattutto nelle regioni del Sud dove si attesta al di sotto delle 50 unità, pari in media a meno di 500 euro lordi procapite (375 euro netti).

In Fvg, dove il fenomeno del lavoro accessorio si è diffuso più rapidamente rispetto ad altre aree del Paese, nel 2015 si osserva la percentuale più bassa di lavoratori che per la prima volta nel 2015 sono stati retribuiti con i voucher. In sostanza la nostra regione presenta il turnover meno elevato a livello nazionale, in quanto oltre la metà dei prestatori avevano già conosciuto questa forma di lavoro in passato. Ai primi posti della graduatoria in questo caso si trovano soprattutto le regioni del Centro-Sud, dove ogni anno percentuali molto più alte di lavoratori vengono retribuiti per la prima volta con i voucher (ad esempio la Calabria e la Sicilia con oltre il 66%).

Lavoratori e imprese

In Fvg il 12% dei prestatori di lavoro accessorio nel 2015 erano pensionati (solo il Trentino Alto Adige presenta un valore maggiore, pari al 15%); inoltre il 35% aveva come unico reddito da lavoro i voucher (contro una media nazionale del 37%): o in quanto non aveva mai lavorato prima (13,3%) o in quanto non occupato in altra forma nello stesso anno, sebbene avesse già lavorato in precedenza (21,4%). In alcune regioni del Sud tale componente di lavoratori senza altro reddito si avvicina al 50%.

Infine il numero di committenti (prevalentemente imprese dei servizi) che hanno utilizzato i voucher in Fvg è stato di oltre 19.000 unità nel 2015, +7,5 % rispetto all’anno precedente.

Le nuove aperture di partite Iva

Nel primo trimestre 2016 in Fvg sono state aperte 2.730 nuove partite Iva, un significativo aumento rispetto allo stesso periodo del 2015 (+12%, contro una media nazionale del +10%), dopo un anno caratterizzato da una dinamica opposta (-12% nella nostra regione). Il mese di marzo ha comunque segnato un rallentamento di tale dinamica, dopo i netti incrementi del primo bimestre. A livello territoriale Gorizia presenta la crescita percentuale meno elevata (+5%).

Nota
Si ricorda che i dati statistici relativi all’apertura delle nuove partite Iva di imprese e professionisti sono quelli comunicati all’Amministrazione Finanziaria e memorizzati nelle banche dati dell’Anagrafe Tributaria.

L’analisi

L’aumento è stato determinato principalmente dalle maggiori adesioni al regime agevolato “forfetario”, incentivate dalle modifiche introdotte con la legge di stabilità 2016. Sempre a livello nazionale tale incremento ha riguardato principalmente i giovani under 35 (+20%) e la componente femminile (+21%); le giovani donne presentano quindi un incremento particolarmente elevato (+29% fino a 35 anni). Tra i settori gli aumenti più consistenti si osservano nel comparto dell’istruzione (+57%), nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+49%, che comprendono ad esempio consulenze di vario genere) e nell’assistenza sanitaria (+38%). Se dunque la forte decontribuzione messa in campo nel 2015 aveva favorito la costituzione di contratti di lavoro dipendente rispetto a rapporti di lavoro autonomo con partita Iva, il ridimensionamento degli sgravi nel 2016 sembra produrre un effetto opposto.

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