Cronaca

Lavoro, dalla Regione fino a 10.000 euro ai giovani per formazione all'estero

Beneficeranno del contributo i professionisti entro i 35 anni d'età. L'intensità del contributo sarà graduata in base al volume d'affari

La Regione finanzierà, fino ad un massimo di 10 mila euro, i giovani professionisti residenti o aventi sede legale o operativa in Friuli Venezia Giulia che abbiano sostenuto spese per la formazione all'estero finalizzata all'accrescimento delle proprie competenze. Lo ha stabilito la giunta regionale, approvando quest'oggi su proposta dell'assessore alla Formazione Loredana Panariti, una delibera in cui vengono definiti requisiti, criteri e modalità per l'accesso ai contributi.
Il regolamento prevede un sostegno per promuovere la formazione all'estero presso organismi di formazione accreditati, enti o strutture pubbliche e private, ordini professionali, accademie, scuole o università. L'intento è quello di rafforzare e di aggiornare, in termini di eccellenza e di qualità, le competenze e le abilità individuali dei giovani professionisti, promuovendo la competitività e riducendo i rischi di obsolescenza professionale.

Beneficiari dell'intervento saranno quindi i professionisti di età non superiore ai 35 anni, che svolgono l'attività in forma individuale, associata o societaria, regolarmente iscritti a ordini o collegi professionali o a un'associazione di professioni non organizzate in ordini e collegi. I contributi potranno coprire le spese di iscrizione al percorso formativo nonché l'acquisto di testi connessi alla frequenza. A ciò si aggiungono le spese di viaggio e quelle accessorie al soggiorno, definite in modo forfettario, nonché le spese di istruttoria per l'ottenimento di fideiussioni, rilasciate nell'interesse del professionista beneficiario da banche o istituti assicurativi.
Le spese ammesse potranno essere riferite sia a costi da sostenere sia a quelli già sostenuti nei 24 mesi precedenti la data di abilitazione professionale. L'intensità del contributo sarà graduata in base al volume d'affari ovvero al totale dei componenti positivi del reddito.


«La Regione - spiega Panariti - riconosce il potenziale imprenditoriale dei liberi professionisti, i quali sono un motore dell'economia basata sulle conoscenze e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. L'apporto intellettuale che contraddistingue questo settore conferisce alle libere professioni un rilevante potenziale di creazione di nuovi posti di lavoro competitivi».

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