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Lega Nord: " Contrari a Fusione Acegas-Hera. A Rischio Posti di lavoro"

Riceviamo da Pierpaolo Roberti segretario provinciale della Lega Nord e pubblichiamo: Roberti: «Lega Nord contraria alla fusione Acegas-Hera»Perplessità sul versante occupazionale da parte di Polidori«La fusione tra Acegas ed Hera è un’operazione...

Riceviamo da Pierpaolo Roberti segretario provinciale della Lega Nord e pubblichiamo:

Roberti: «Lega Nord contraria alla fusione Acegas-Hera»
Perplessità sul versante occupazionale da parte di Polidori

«La fusione tra Acegas ed Hera è un'operazione profondamente sbagliata, che priva Trieste di un'importante risorsa.»
Il segretario provinciale della Lega Nord Pierpaolo Roberti conferma la propria criticità nei confronti della cessione di Acegas Aps. «La Lega Nord è sempre stata contraria all'operazione -spiega-, ritenendo che il controllo dei servizi essenziali erogati ai cittadini debba essere detenuto dalle amministrazioni locali: il Comune di Trieste oggi detiene il 50,01% della holding Acegas Aps, mentre domani si ritroverà appena il 5 o 6% delle quote Hera. Un pugno di mosche che, all'atto di definire qualunque strategia aziendale, penalizzerà il nostro territorio a tutto vantaggio dell'Emilia Romagna.»

«Le rassicurazioni sull'equa rappresentatività di Trieste nel nuovo Cda sono insufficienti nel momento in cui si sa già che il direttore generale verrà espresso da Hera, figura a cui presumibilmente spetteranno le nomine dirigenziali e che determinerà l'accentramento dei centri decisionali in Emilia. A questo si somma il rischio che gli appalti, di cui sono oggi beneficiari molti artigiani giuliani, finiscano - in ragione del maggior peso dei Comuni emiliani- in mano alle cooperative rosse.»

«L'abbiamo già detto e lo ribadiamo: la fusione tra le due multiutilities è un'azione politica voluta dal Partito Democratico per estendere la propria influenza nel Nordest, disponendo di una rilevante riserva di poltrone per gli uomini di fiducia. Un gioco talmente palese -insiste Roberti- da aver determinato non solo la contrarietà dei partiti di centrodestra, ma anche di Sel, Fes e Idv in tutti i Comuni interessati.»

«La Lega Nord darà il massimo in ogni sede per bloccare la fusione -conclude il segretario provinciale-: mi auguro che le altre forze politiche contrarie e i loro esponenti negli enti pubblici e nelle società controllate profondano il medesimo impegno nella stessa direzione.»

Anche Paolo Polidori, capogruppo della Lega Nord in Provincia e consigliere d'amministrazione di Acegas Aps, pur ammettendo i vantaggi che la fusione potrà apportare agli azionisti, esprime perplessità in relazione alle ricadute occupazionali.
«Riconosco che l'incorporazione di Acegas Aps produrrà delle economie di scala che con ogni probabilità beneficeranno i titolari di azioni della società. Tuttavia, in qualità di rappresentante nominato dal Comune di Trieste e dunque di fatto dai cittadini, non posso esimermi dal sollevare qualche dubbio su altri aspetti dell'operazione.»

«Quando sono entrato in Acegas -spiega Polidori-, ho sposato la filosofia aziendale che imponeva il mantenimento della maggioranza delle quote in seno all'amministrazione comunale: ciò che è avvenuto all'atto della fusione con Aps non si riproporrà invece con Hera e il peso specifico di Trieste sarà ridotto a una percentuale inferiore al 10%.

Le conseguenze che ne derivano producono incertezze che cercherò di chiarire alla prossima seduta del Consiglio di amministrazione.»
«In particolare, la permanenza della sede legale a Trieste è tutta da verificare: l'assemblea degli azionisti è sovrana e se deciderà di spostarla, avendo a disposizione i numeri per superare lo scoglio della maggioranza qualificata, sarà liberissima di farlo, determinando ricadute non indifferenti a livello di introiti fiscali per il Friuli Venezia Giulia.»
«Nessun patto tra gli azionisti potrà inoltre fornire adeguate garanzie sull'impiego di forza lavoro locale: nell'ottica della razionalizzazione dei servizi e del contenimento della spesa -spiega ancora Polidori-, le cooperative di maggiori dimensioni e con più peso contrattuale avranno la meglio sulle piccole realtà territoriali, con il concreto rischio di bloccare di fatto l'assunzione di triestini.»


«Sono sorpreso -conclude Polidori- che gli stessi sindacati che spesso si sono resi protagonisti di battaglie ideologiche e ultraconservatrici non abbiano spiccicato parola in merito alla fusione Acegas-Hera, disinteressandosi così del futuro lavorativo di un numero rilevante di persone.»

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