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Immigrazione, approvata dal Consiglio regionale la legge sull'integrazione

Sono stati 22 i voti favorevoli (Pd, Citt, Sel), 7 i contrari (M5S, LN, FdI/AN) e 2 gli astenuti (Ncd). FI, AR e alcuni consiglieri del Gruppo Misto non hanno partecipato al voto, dopo aver disertato per protesta anche il dibattito in Aula

È legge della Regione Friuli Venezia Giulia la proposta che contiene norme sull'integrazione degli stranieri immigrati. Il Consiglio regionale l'ha approvata con 22 voti favorevoli della maggioranza (Pd, Citt, Sel), 7 contrari (M5S, LN, FdI/AN) e 2 astenuti (Ncd). FI, AR e alcuni consiglieri del Gruppo Misto non hanno partecipato al voto, dopo aver disertato per protesta anche il dibattito in Aula. Prima del voto conclusivo erano stati approvati gli ultimi articoli su clausola valutativa, disciplina transitoria, abrogazioni, norme finanziarie ed efficacia della legge (dal primo gennaio 2016) e alcuni consiglieri avevano motivato le intenzioni di voto.

Il MoVimento 5 Stelle ha virato dall'astrensione alla contrarietà, come espresso da Ilaria Dal Zovo, perché questa legge non serve così come è stata fatta. Barbara Zilli (LN) ha rincarato la dose parlando di legge inutile, legge bandiera che non parla dell'unica cosa che sta a cuore ai cittadini, la sicurezza. Vigileremo sull'attuazione della legge e cercheremo di dare il nostro contributo all'emergenza - così Alessandro Colautti (Ncd) - nella consapevolezza che con quello che sta succedendo non possiamo far finta che la paura non esista. Ma non votiamo sì perché la riteniamo poco efficace, più vicina a un regolamento, a un atto amministrativo piuttosto che a provvedimento legislativo. Positivo invece il giudizio della maggioranza. Franco Codega (Pd) ha ricordato il complicato e lungo iter preparatorio, ma il risultato è una legge di rispetto, che rispetta le persone, valore che sta alla base della nostra società. Legge necessaria e utile per Pietro Paviotti (Citt), che risponde alle esigenze di chi viene qui a lavorare. Atto dovuto per Stefano Pustetto (Sel), che ci vede arrivare tra gli ultimi, ma che recupera percorsi che, almeno in parte, vengono già fatti e cerca di ampliarli e di migliorarli dove possibile.

A chiudere l'assessore Gianni Torrenti. Mancava una legge organica sull'immigrazione che avesse contenuti attuali e oggi ce l'abbiamo. Il testo è arrivato in Aula in un contesto temporale difficile, che avrebbe potuto influire sul suo esame. Invece il tema è stato affrontato senza correre dietro agli umori, guardando alle reali necessità, e di ciò va dato merito a chi ci ha lavorato.

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