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Il triste anniversario degli 80 anni delle Leggi razziali: la vergogna d'Italia

Ricorre oggi 5 settembre l'anniversario della promulgazione del testo che emanava i primi provvedimenti per la "difesa della razza nella scuola fascista" che colpì la comunità ebraica italiana. Il 18 settembre 1938 Mussolini giunse a Trieste e le proclamò in una piazza Unità gremita di gente

La promulgazione delle Leggi razziali, provvedimenti che il fascismo decise di attuare nei confronti degli ebrei italiani il 5 settembre 1938, vede oggi il suo triste anniversario. Definite la "vergogna d'Italia", le leggi vennero promulgate proprio 80 anni fa a Roma con il primo testo che s'intitolava "Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista". Due giorni dopo, il 7 settembre, venne promulgato il testo che coinvolgeva direttamente la comunità ebraica italiana. Il titolo di quel testo era "Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri". Tredici giorni dopo, in una piazza Unità gremita di gente (e costretta a partecipare all'adunata di popolo vista la presenza di Benito Mussolini), il fascismo proclamò ufficialmente le Leggi razziali di fronte ai cittadini italiani. 

La nascita

L'inizio della scellerata e vergognosa operazione di epurazione del diverso in Italia nasce ufficialmente con la pubblicazione sul Giornale d'Italia in forma anonima del "Manifesto della razza", il 15 luglio 1938 e successivamente comparso sulla rivista "La difesa della razza" il 5 agosto dello stesso anno e firmato da 10 scienziati (se così si possono chiamare).

Chi firmò il manifesto

I firmatari furono: Lino Businco, docente di patologia generale, Università di Roma, Lidio Cipriani, docente di antropologia, Università di Firenze, Arturo Donaggio, docente di neuropsichiatria, Università di Bologna, nonché presidente della Società Italiana di Psichiatria, Leone Franzi, docente di pediatria, Università di Milano, Guido Landra, docente di antropologia, Università di Roma, Nicola Pende, docente di endocrinologia, Università di Roma, nonchè direttore dell'Istituto di Patologia Speciale Medica, Marcello Ricci, docente di zoologia, Università di Roma, Franco Savorgnan, docente di demografia, Università di Roma, nonché presidente dell'Istituto Centrale di Statistica, Sabato Visco, docente di fisiologia, Università di Roma, nonché direttore dell'Istituto Nazionale di Biologia presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Edoardo Zavattari, direttore dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Roma. 

Colpire gli ebrei

Le Leggi razziali colpirono violentemente la comunità ebraica italiana. Vennero controllate famiglie, singoli individui, attività commerciali, vennero imposti divieti di accesso a professioni, alle scuole pubbliche; venne dichiarato fuorilegge il matrimonio tra ebrei e italiani (in barba al fatto che gli ebrei erano italiani). Al registro civile inizia a comparire la dicitura "razza ebraica". Oltre 300 furono gli insegnanti costretti a lasciare la propria cattedra. Giornalisti, professionisti, accademici, giovani studenti, per tutti in Italia non ci fu più spazio. 

Il 18 settembre 

In quella data, di cui ricorrono gli 80 anni quest'anno, Benito Mussolini giunse a Trieste in visita ufficiale. Di fronte ad una piazza gremita di gente, proclamò ufficialmente le Leggi razziali. Da quel momento in avanti, gli ebrei iniziarono a subire la repressione fascista, primo passo verso la corrensponsabilità italiana, nella tragedia del genocidio del popolo ebraico, attuato dal nazismo tedesco durante la Seconda guerra mondiale. Una pagina triste di Storia da ricordare affinché non torni mai più. 

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