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Cronaca

Sgombero in porto: minacce social al poliziotto che ha dato l'ordine, ma i No Green Pass sbagliano tutto

Nella giornata di ieri 19 ottobre l'ordine era stato dato da Fabio Soldatich, dirigente della polizia di frontiera mentre la "bestia" se l'è presa con Leonardo Boido, capo di gabinetto. Non si escludono azioni da parte della postale

Denunciano gli organi di informazione responsabili, secondo loro, di fornire informazioni false ma quando mettono in moto la bestia social che dovrebbe andare a "colpire" un determinato bersaglio sbagliano mira. Il caso coinvolge direttamente il capo di gabinetto della questura di Trieste, Leonardo Boido ed è successo nella giornata di ieri 18 ottobre. Poco dopo le 8 le forze di polizia giungono al varco 4 del porto giuliano. Tira aria di sgombero dell'area e alla testa dei poliziotti c'è il dirigente della polizia di frontiera, Fabio Soldatich. Ad un certo punto e dopo aver tentato "ogni forma di mediazione" compresa l'affermazione "in nome della legge disperdetevi", viene dato l'ordine di sgombero. Da qui in poi succede quello che sappiamo e che anche noi di TriestePrima ha documentato in tutte le sue fasi fino a tarda sera. 

Poi, come spesso accade nella polarizzazione digitale, scatta la macchina social che vuole individuare la persona da colpire. E allora ecco che Soldatich, non si sa come, diventa Leonardo Boido, capo di gabinetto della questura di Trieste. E' a lui, infatti, che vengono rivolte le minacce e le accuse di essere responsabile dell'ordine di sgombero. "Devi essere processato davanti alla corte internazionale dei diritti umani" (La Gaxeta del Popolo Veneto) fino al post di tale Annie Vivanti che prende la fotografia di Boido e delle figlie e scrive: "Stasera vai a casa e fai vedere il filmato ai tuoi figli, bestia pezzente". La questura fa sapere di essere a conoscenza del tutto. Non si escludono segnalazioni all'autorità giudiziaria da parte della polizia postale. 

  

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