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Venerdì, 1 Luglio 2022
La famiglia Resinovich

Due mesi senza Lilly, sulla tomba solo amici e parenti: "Vogliamo verità"

Un decina di persone, tra cui ex colleghe di Liliana ed amici più stretti, si sono ritrovate davanti alla sua tomba. Presente anche la famiglia con Claudio Sterpin. Assente, invece, il marito Sebastiano

Nessuno crede al suicidio, tutti vogliono giustizia e verità. Nel giorno che segna i due mesi esatti dalla scomparsa di Liliana Resinovich gli amici e i parenti l'hanno ricordata con una breve commemorazione organizzata sulla tomba dove è stata sepolta.Un momento di grande commozione e di tristezza ha accompagnato la loro presenza. Ex colleghe, gli affetti più intimi, il fratello Sergio e la cugina Silvia, ma anche Claudio Sterpin e gli amici Gabriella e Salvatore. Assente, invece, il marito Sebastiano. 

La pioggia durante la commemorazione

Dopo la ricostruzione che il fratello Sergio Resinovich ha voluto far pervernire agli inquirenti sotto forma di una sorta di accusatorio promemoria, le persone più care a Liliana hanno vissuto il ricordo lontano dalle telecamere. Un momento privato, bagnato dalla pioggia e che è servito per riunire le forze e i pensieri. "La Bora ha fatto sparire la foto che avevo appoggiato sulla sua tomba - racconta Silvia Radin, raggiunta telefonicamente da TriestePrima - ma Liliana è sempre con noi". Tra i pesanti j'accuse lanciati in questi due mesi e le indagini condotte dalla Squadra Mobile della questura, il fascicolo non ha alcun indagato.  

Da quel maledetto 14 dicembre ad oggi: la cronologia degli eventi

"Al terzo mese verremo qui a chiedere giustizia"

"Se al terzo mese dopo la sua scomparsa saremo ancora in alto mare sono pronto a chiamare a raccolta le televisioni sulla tomba di Liliana. Ci metteremo con lo striscione e chiederemo verità e giustizia" così Claudio Sterpin, a fianco della cugina Silvia. E' un momento in cui si sta accumulando tensione, tra le parti. La lettera dell'ottantadueenne in cui sarebbero stati fatti i nomi dei presunti responsabili (lettera che non è piaciuta agli ambienti investigativi), poi il testo-verità di Sergio, in cui si azzardarebbe addirittura un movente di natura economica. Tutti passaggi che a livello generale (cioè senza accusare nessuno) Sterpin sostiene di aver già menzionato durante la prima deposizione in questura e durata circa tre ore, la mattina del 15 dicembre.  

Solo la verità

"Cerchiamo solo di collegare i fili - sottolinea la cugina -, non vogliamo accusare nessuno. Non capiamo però il perché di andare a raccontare tante bugie in televisione". Se dal punto di vista delle indagini il momento è cruciale (attesi gli esiti del tossicologico, come pure quelli degli esami non ripetibili effettuati dalla Polizia Scientifica sia a Padova che a Milano), in casa Resinovich il periodo è di grande sofferenza emotiva. "Siamo una famiglia normale e semplice, ho sentito tante e troppe cattiverie" ha concluso la Radin. Vogliono solo verità per Liliana. Niente di più.  

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