Martedì, 16 Luglio 2024
Il caso continua

Caso Resinovich, tre opposizioni all'archiviazione, il fascicolo sulla scrivania del gip

La consegna delle migliaia di pagine al giudice Luigi Dainotti avverrà, come confermato dal procuratore De Nicolo, "in mattinata". Le opposizioni sono quelle del fratello Sergio, della nipote Veronica e del marito Sebastiano. "Non ci vorranno due giorni ma neanche due anni"

TRIESTE – “Il fascicolo con l’integrazione delle tre opposizioni alla richiesta di archiviazione planerà questa mattina sulla scrivania del giudice per le indagini preliminari Luigi Dainotti. Poi ci vorranno i tempi tecnici, ma non c’è un scadenza predefinita”. La strada che conduce al bivio sulla morte di Liliana Resinovich è ancora lunga, ma nel frattempo sono scaduti i termini per opporsi formalmente alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Maddalena Chergia. Le opposizioni in totale sono tre, vale a dire quella presentata dal fratello Sergio (assistito dall’avvocato Nicodemo Gentile), dalla nipote Veronica (assistita dall’avvocato Federica Obizzi) e quella del marito Sebastiano (assistito dall’avvocato Paolo Bevilacqua).

"Non sarà questione di due giorni, ma neanche due anni"

Per ovvie ragioni il giudice per le indagini preliminari non ha ancora iniziato a leggere il fascicolo e non si sa se sul suo tavolo giacciano fascicoli “arretrati”. Affinché Dainotti analizzi il caso che continua a tenere l’opinione pubblica italiana con il fiato sospeso (oltre 2600 le pagine che compongono l’indagine) ci vorrà diverso tempo. “Non sarà questione di due giorni, ma neanche di due anni” ha fatto sapere il procuratore capo Antonio De Nicolo, raggiunto telefonicamente da chi scrive. Nel frattempo, le opposizioni puntano a tenere viva l’attenzione e ad evitare che il caso venga derubricato come suicidio. Le conclusioni a cui è giunta la procura (qui le ragioni) è che Liliana Resinovich si sia suicidata. Per il fratello Sergio, la nipote Veronica e il marito Sebastiano invece le cose vanno approfondite ancora. Si parla della tesi del congelamento del corpo, ma anche degli insetti che comparirebbero sulle dita della sessantatreenne triestina, ritrovata cadavere all’interno di due sacchi neri, il 5 gennaio 2022. Tutti elementi che, secondo gli avvocati, non possono essere associati alla tesi del suicidio. [continua]

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