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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

Cadavere di una donna in un sacco nero nel parco di San Giovanni: potrebbe essere Liliana

Per confermare c'è bisogno dell'esame autoptico ma le probabilità che il corpo sia quello della sessantatreenne scomparsa lo scorso 14 dicembre sono alte

Il cadavere di una donna che potrebbe corrispondere a quello di Liliana Resinovich era avvolto da due sacchi neri ed abbandonato in mezzo alla boscaglia fangosa della zona nordovest del parco di San Giovanni. In serata è stato il procuratore capo Antonio De Nicolo a far sapere che la probabilità che il corpo sia quello di Liilana è "molto alta, anche se non vi è la matematica certezza". Al momento del ritrovamento, avvenuto qualche minuto dopo le 16 di oggi 5 gennaio, il corpo si trovava in posizione fetale, con addosso un giubbotto di colore grigio. I sacchi neri, secondo una fonte raccolta sul posto da TriestePrima, "sembravano nuovi". Sul posto è giunto anche il magistrato di turno, la dottoressa Maddalena Chergia (tra le altre cose titolare proprio del fascicolo sulla scomparsa di Lilly). Il cadavere è stato portato via "come stava" ha commentato il medico legale, dottor Fulvio Costantinides che ha rimandato proprio alla procura il compito di riconoscere il corpo. 

Le ricerche nell'ex ospedale psichiatrico di Trieste erano partite intorno alle 14, quando viene messa in moto una massiccia operazione a seguito di una presunta segnalazione mattutina. Vigili del fuoco, carabinieri, guardia di finanza, polizia e Corpo forestale hanno quindi passato al setaccio tutta la scarpata tra la ciminiera e la chiesetta vicina all'entrata nord. Una zona molto inquinata, difficilmente accessibile perché priva di veri e propri sentieri. Una zona molto simile a quella dove il 25 luglio 2020 era stato ritrovato il corpo di Daniele De Filippi, giovane di 24 anni che era sparito da casa tre giorni prima. Una scarpata completamente abbandonata e recintata proprio perché inquinata, così da non lasciarla accessibile al pubblico. 

Tutto è da confermare e solo l'esito dell'autopsia dirà con certezza di chi è il cadavere ma il ritrovamento di un paio di occhiali simili a quelli che portava Liliana aggiunge un particolare sospetto al caso. Nella mattinata di oggi in questura era stato sentito l'amico di Liliana, Claudio Sterpin. L'uomo si era presentato in questura già la mattina del 15 dicembre scorso per raccontare la sua relazione con la donna. "Mi ha detto che sarebbe andata alla WindTre di via Battisti e che sarebbe arrivata a casa mia verso le 10". I due, dopo aver avuto una storia nei primi anni ottanta, si erano reincontrati qualche mese fa. Secondo quanto testimoniato proprio da Sterpin, Liliana avrebbe dovuto interrompere il matrimonio con Sebastiano il 16 dicembre, a tre giorni da quel 19 dicembre che rappresentava la prima volta che i due si erano incontrati. 

Nel pomeriggio, proprio mentre erano in corso le ricerche, è stata la volta di Sebastiano Visintin. Il marito di Liliana si è presentato in questura alle 14:30 ed è uscito qualche minuto dopo le 15:30. Visintin si è poi presentato sul luogo del ritrovamento del cadavere, accompagnato in macchina da due amici. "Nessuno mi ha contatto per un eventuale riconoscimento del corpo" così l'ex fotoreporter che ha deciso di giungere sul posto di sua iniziativa. "Spero di non trovare il corpo di Lilly. Se è lei resterà una traccia indelebile nel mio cuore. Non ho neanche più voglia di vivere" ha aggiunto, piangendo. La certezza la potrà dire soltanto l'esame autoptico, che la magistratura ordinerà a breve. [continua]

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