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Le lacrime di Sergio: "Lilly sepolta senza che la potessi riconoscere, perché?"

"Non so più a chi rivolgermi, ho chiesto un colloquio a tutti, dal capo della Mobile, al questore, tutti me l'hanno sempre negato. Ma cosa ho fatto per meritarmi questo? A chi devo chiederghe, al papa?"

TRIESTE – Nel caos causato dalle derive mediatiche, da un'escalation di egocentrismo e dalle reciproche accuse personali, c'è chi soffre in silenzio. Sergio Resinovich è tra i pochi protagonisti della vicenda che continua, nonostante tutto, a tenere la barra dritta. “Ormai ho metabolizzato - racconta a TriestePrima - ma sinceramente non capisco perché non abbiano voluto mostrarmela fin da subito". E' convinto che sua sorella Liliana abbia subito una violenza. Cerca una risposta che non arriva, Sergio. "Ho richiesto un colloquio con il capo della Squadra Mobile, con il questore, con il procuratore, ma niente, me l’hanno sempre negato. Ma cosa ho fatto di male per meritarmi questo? Ho combinato qualcosa? Non so più a chi rivolgermi, cosa devo chiederghe al papa?”. Di seguito l'intervista completa. 

Signor Resinovich, cosa le ha dato più fastidio in tutti questi dodici mesi?

“Alcuni tuoi colleghi giornalisti nel modo in cui hanno raccontato la vicenda, frutto di supposizioni sbagliate. Il clamore mediatico e la pressione, quello è stato molto difficile da accettare. Il fatto che oggi non ci sia nessuna risposta, allora è ancora più faticoso. Deciderà la Procura cosa fare, come andare avanti. Ma una cosa è certa: se sulla base delle informazioni trasmesse nell’autopsia si dice che Liliana è morta tra le 48 e le 60 ore precedenti al ritrovamento, allora mi devono dire dove è stata mia sorella per tutti quei giorni”.

Cosa non le quadra?

“Nessuno mi ha mai chiamato per il riconoscimento del corpo di mia sorella. Quando sono andato in questura mi hanno mostrato una fotocopia di una fotografia di Liliana, girata sul lato sinistro. Il lato destro, quello dove ci sono segni di violenza no. Perché non hanno voluto mostrarmela fin da subito? Lei ha subito sicuramente una violenza. Nell’autopsia c’è l’indicazione della lingua morsicata, come se avesse preso un colpo. E’ tutto documentato, ho firmato per presa visione. Poi non mi hanno fatto mai vedere le immagini delle telecamere della scuola di polizia di via Damiano Chiesa, o degli autobus in piazzale Gioberti. Ho richiesto un colloquio con il capo della Squadra Mobile, con il questore, con il procuratore, ma niente, me l’hanno sempre negato. Ma cosa ho fatto di male per meritarmi questo? Ho combinato qualcosa? Non so più a chi rivolgermi, cosa devo chiederghe al papa?”

Pensa di chiedere la riesumazione della salma?

“So che l’associazione Penelope potrebbe chiederla per poter svolgere un’ulteriore analisi autoptica da fare come va fatta. So che il dottore (Fulvio Costantinides ndr) è stato male e so anche che non è una cosa semplice, ma oggi è un anno che Liliana è scomparsa e penso che la Procura dovrà dare qualche notizia”.

Penelope punta a chiedere la riesumazione

Cosa l'ha deluso di più?

“Il marito (Sebastiano ndr), ormai lui per me è un ex cognato. Mi ha preso in giro per 32 anni, ma me sono accorto solo adesso. Ho visto che persona è, lui mi ha deluso. Poi, in successione, la conduzione delle indagini mi ha lasciato molto perplesso. Per carità, dalla Squadra mobile tutti simpatici e gentili, ma non ha operato come mi aspettavo. Io non credo al suicidio, sia chiaro, neanche se vedo. Io conoscevo benissimo Liliana, avevamo un rapporto speciale, ci raccontavamo tutto. Lei non mi aveva mai accennato al fatto che voleva andare a stare da Claudio”.

Come ha vissuto questo fatto?

“Ho sempre pensato che Claudio fosse una persona onesta e trasparente, in alcuni casi l’ho sentito raccontare dei fatti di cui eravamo a conoscenza solo io e Lilly, cose che neanche Sebastiano sa. Poi, man mano che il tempo passava, ho continuato a credere che non avesse motivo per nascondermi delle cose. Alcune affermazioni e commenti rilasciati alle televisioni mi hanno un po’ lasciato dei dubbi, ma non ha mai cambiato il suo pensiero di una virgola.

Pensa che Liliana possa esser venuta a conoscenza di qualcosa che non doveva sapere?

Io non ho mai giudicato, ma questa cosa che ultimamente giravano un sacco di contanti non mi batteva. Ho riflettuto tanto, sul perché girassero così tanti soldi, e tutt’ora mi dà da pensare. Gliel’ho anche riferito agli investigatori quando quest’estate sono andato in questura, hanno ascoltato la mia deposizione. Penso che lei avrà saputo qualcosa e qualcuno non voleva che lei sapesse di questo. È tutto da verificare, ma questo è il mio pensiero”.

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