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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Un anno dalla scomparsa di Liliana

"E' passato un anno, continuo a vivere perché voglio delle risposte"

A un anno dalla scomparsa di Liliana Resinovich parla il marito: "Non mi hanno mai lasciato vedere il corpo, è la cosa più tremenda. Abbiamo nominato un consulente di parte per scoprire la verità"

TRIESTE - "E' passato un anno e ancora non abbiamo risposte. Non so se qualcuno le ha fatto male o se si sia suicidata, so solo che mi sono trovato, da un momento all'altro, a dover salutare mia moglie per sempre. Ho ancora questa immagine di lei che mi saluta alla finestra, è l'ultimo ricordo che ho di lei". Lo dichiara Sebastiano Visintin, il marito di Liliana Resinovich, a un anno dalla scomparsa della donna. Nella vigilia di questa triste ricorrenza Sebastiano chiede verità per sua moglie, un caso ancora senza risposte dopo dodici lunghi mesi.

"Ci sono questioni non chiare"

"Il momento più difficile per me - spiega Sebastiano - è stato quando hanno trovato il corpo. Ero in città che aspettavo di fare una diretta in Tv quando mi hanno detto che avevano trovato un corpo minuto, che poteva essere il suo. Mi sono precipitato lì, poi la polizia non mi ha permesso di vederla. Nemmeno dopo, nemmeno al suo funerale ho potuto salutarla, questa è stata la cosa più tremenda. Poi sono passati i mesi - continua -, si sperava in qualche risposta dalla Procura ma non è arrivato niente. La prima perizia diceva alcune cose, la seconda altre. Ci sono questioni non chiare che vanno comprese, per questo con il mio avvocato (Paolo Bevilacqua, ndr) abbiamo nominato il medico legale Raffaele Barisani per una consulenza di parte".

La deposizione in Procura: "Non posso parlare"

La scorsa settimana l'ex fotoreporter 73enne è stato chiamato a deporre in Procura in seguito al tardivo rinvenimento, a casa sua, di un gomitolo con una presunta somiglianza al cordino trovato intorno al collo della moglie. Un incontro, spiega Visintin "durato circa un'ora e mezza, ma non posso parlare per il segreto istruttorio". E' bene precisare che Sebastiano non è nel registro degli indagati, ancora vuoto a un anno dalla scomparsa della donna. "Abbiamo passato insieme 32 anni - conclude il marito -, una vita felice fatta di viaggi e moto e lunghi giri in bicicletta. E' dura vivere da soli con gli armadi pieni di tutte le sue cose, ti viene il crepacuore, ma cerchi di continuare con la tua vita. Ho continuato a fare le mie cose e cerco di andare avanti perché, prima o poi, spero di avere delle risposte".

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