Il giallo di via Verrocchio

Caso Resinovich, l'autopsia potrebbe svelare la verità: i fatti da quel maledetto 14 dicembre ad oggi

Tutti i passaggi dalla giornata in cui sparisce Lilly fino agli esiti sugli ultimi test, la clamorosa decisione del gip Luigi Dainotti di respingere la richiesta di archiviazione avanzata invece dalla procura giuliana e la riesumazione del cadavere della sessantatreenne disposta dagli inquirenti. Le persone sentite, il dolore della famiglia e tutto ciò che ha trasformato la sua scomparsa in uno dei casi di cronaca più seguiti nella storia dei gialli italiani

TRIESTE - La procura della Repubblica di Trieste ha disposto la riesumazione del cadavere di Liliana Resinovich, la donna triestina di 63 anni scomparsa da casa il 14 dicembre 2021 e ritrovata cadavere, all'interno di due sacchi neri nel parco dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, il 5 gennaio di due anni fa. Una decisione che per il marito Sebastiano è necessaria "per arrivare alla verità. Una volta fatto il lavoro su Liliana, mi aspetto il nulla osta per la cremazione e per poter spargere le ceneri in mare, com'era sua volontà". Per l'associazione Penelope, che cura gli interessi legali della famiglia di Liliana, la scelta è in linea con le richieste avanzate dalla difesa. "Vogliamo sapere quando è morta e se c'è stato raffreddamento". 

Si indaga per omicidio

Alcuni mesi fa era stato il gip del tribunale di Trieste Luigi  Dainotti a imprimere una svolta al caso. Il fascicolo di indagine (che rimane in mano al pubblico ministero Maddalena Chergia) oggi è aperto per omicidio volontario, ma in opposizione alla richiesta di archiviazione da parte della procura, il gip aveva disposto ben 25 richieste, tra cui indagare di più sui soggetti attenzionati fino ad oggi, oltre a nuovi spunti investigativi. A presentare l'opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla procura erano stati sia il marito di Liliana, Sebastiano, che il fratello Sergio e la nipote Veronica. Il 5 giugno scorso, a porte chiuse, il gip aveva ascoltato le parti per circa tre ore. Il caso, dopo la decisione del gip, va avanti e continua a tenere con il fiato sospeso l'Italia. L'opinione pubblica non ha mai creduto al suicidio, tesi che invece era stata portata avanti con decisione dalla Procura della Repubblica giuliana. Fino alla svolta. 

Lo speciale di TriestePrima a un anno dalla scomparsa: LEGGI

Il resoconto di quanto avvenuto

Di seguito pubblichiamo il resoconto di quanto avvenuto dalla serata di lunedì 13 dicembre 2021 fino ad oggi 11 giugno 2023. Molte delle informazioni pubblicate le abbiamo riportate come sostenute dai protagonisti. Nella cronologia c'è da sapere che le perlustrazioni nelle zone impervie non partono immediatamente e che alcune mosse d'indagine sembrano giungere in ritardo (comunque potremmo non essere a conoscenza di alcuni retroscena investigativi) o quantomeno dopo molti giorni rispetto alla scomparsa di Liliana. Sono numerose le persone ascoltate dalla Mobile, compreso personale titolare delle attività alle quali Sebastiano forniva i suoi servizi di arrotino. 

Lunedì 13 dicembre 2021

Sebastiano Visintin e Liliana Resinovich cenano da amici "in partenza". Durante la serata Sebastiano gira un video in cui si vede Liliana. Lei ha sempre lo sguardo abbassato. 

Martedì 14 dicembre

Sebastiano sostiene che Liliana si sia svegliata alle 6. Subito dopo Liliana avrebbe messo su una lavatrice. Sebastiano dice di essere uscito di casa verso le 8 per andare a fare alcune commissioni (ha un laboratorio artigianale di affilatura di coltelli e sostiene che quella mattina aveva cinque consegne da fare. Un lavoro che gli permette, secondo lui, di arrotondare il mese di pensione) e un giro in bicicletta per provare una GoPro nuova. 

Poco dopo le 8: Claudio Sterpin manda un messaggio WhatsApp al numero di Liliana. Il testo è "Cambg" che in molti osservatori propendono per essere l'acronimo di "Ciao amore mio buon giorno".  

Ore 8:22 Liliana telefona a Claudio Sterpin. Lei avrebbe detto: “Devo passare al negozio della Wind in via Battisti, arriverò a casa tua verso le 10”. 

Ore 9:30 Il fratello Sergio manda un messaggio a Lilliana. "Buongiorno come xe? Oggi bel tempo, no me riva nessun messaggio. Dovarò protestar". Nessuno risponde. 

Ore 10:30 circa Claudio Sterpin telefona a Liliana per la prima volta. Nessuna risposta.

Ore 11:30 circa Claudio Sterpin telefona a Liliana per la seconda volta. Nessuna risposta.

Ore 12 circa Claudio Sterpin si reca al negozio della Wind in via Battisti. “Non l’abbiamo vista” così i dipendenti. 

Pomeriggio (imprecisato) Claudio Sterpin telefona a Liliana per la terza volta. Risponde il marito Sebastiano e la telefonata cade nel vuoto poco dopo. Claudio avvisa una coppia di vicini di casa di Sebastiano, entrambi ex rappresentanti delle forze dell'ordine. Anche Sergio nel pomeriggio telefona e risponde Sebastiano. Lì, in quel momento, c'è anche la coppia che è andata a sincerarsi della situazione. 

Ore 22:45 Sebastiano firma la denuncia di scomparsa di Liliana. Anche la coppia di amici che convince Sebastiano a presentare la segnalazione viene ascoltata. Nella denuncia Sebastiano menziona il cellulare di Liliana. Poi emergerà che ce ne sono due. 

Mercoledì 15 dicembre

Ore 9 Su suggerimento della coppia di amici di Sebastiano Claudio Sterpin si reca in questura a deporre spontanea testimonianza sul rapporto che aveva con Liliana. Viene ascoltato dalla Squadra Mobile. 

Giovedì 16 dicembre

Ore 16:43 - Marina Pianella pubblica il primo appello su Facebook relativo alla scomparsa di Liliana. “Lilli è uscita di casa la mattina del 14 dicembre ed è scomparsa, zona San Giovanni di Trieste. Generalmente gira in bus, puó essere ovunque. Parlava che sarebbe andata in cimitero prima di Natale (il cimitero è il luogo dove ad agosto incontra, dopo tanto tempo, Claudio Sterpin). La polizia è stata allertata. Qualcuno l'ha vista? Aiutateci Vi prego condividete!!”. Il post fa 696 condivisioni. 

Venerdì 17 dicembre

Ore 19:50 Fulvio Covalero, amico di lunga data, informa la redazione di TriestePrima della scomparsa di Liliana. 

Domenica 19 dicembre 

Dal cellulare di Liliana vengono effettuate tre telefonate verso il numero di telefono di Claudio Sterpin. La prima è alle 14:29, poi ai 31 e l'ultima ai 32.  

Martedì 21 dicembre

Ore 11 circa TriestePrima pubblica la notizia della scomparsa. La redazione parla con la questura. Poi due telefonate: Soccorso Alpino e vigili del fuoco dicono di non essere a conoscenza della scomparsa della donna.   

Ore 19 circa TriestePrima pubblica la prima intervista mai realizzata da Sebastiano Visintin con gli organi di informazione. A realizzarla, nel pomeriggio, è Stefano Pribetti. 

La prima intervista mai concessa da Sebastiano

Mercoledì 22 dicembre

In prima serata Chi l’ha visto lancia il suo appello televisivo e manda in onda la registrazione dell’intervista realizzata a casa di Sebastiano Visintin. La redazione ascolta in diretta la testimonianza del fratello di Liliana, Sergio Resinovich. La testimone di San Giovanni ( vedi 2 gennaio) va a deporre in questura. 

Giovedì 23 dicembre

Ore 14: 15 La Squadra Mobile acquisisce i due cellulari di Liliana e un estratto conto bancario rinvenuto in un cassetto di un comodino di camera sua. Viene ritrovata la borsetta con portafogli e occhiali all’interno di un armadio della camera da letto della coppia. E' la borsa con le mappe, di Alviero Martini. modello da poco meno di 200 euro.  

Venerdì 24 dicembre

Pomeriggio fino le 19 Partono alcune ricerche nella zona del Cacciatore, fino al Ferdinandeo. Vengono impegnati il Soccorso Alpino e i vigili del fuoco dopo una segnalazione di alcune grida. 

Domenica 26 dicembre

Fulvio Covalero pubblica sul suo profilo Facebook quanto segue: “Continuo a non credere al allontanamento volontario ma non volendo lasciare nulla di intentato staimattina scenderò da monte spaccato lungo la "strada romana" finoi alla stazione di Guardiella. Se martedì 14 dicembre non è stata vista scendere per via Damiano Chiesa potrebbe essere salita.ma ripeto, ci credo poco”. Quel giorno si incontra con Claudio Sterpin. 

Mercoledì 29 dicembre

Ore 9 fino alle 13 Partono ricerche di Liliana nella zona di via Capofonte fino a via Alfonso Valerio. 

Venerdì 31 dicembre 

Iniziano a girare le voci di una possibile testimone che avrebbe visto Liliana la mattina del 14 dicembre nella zona di San Giovanni. 

Domenica 2 gennaio 2022

La testimone è la fruttivendola di San Giovanni. La sua attività è in via San Cilino. "Lho vista la mattina del 14 dicembre tra le 8 e le 9 davanti al negozio, è passata velocemente, camminando con la testa bassa ed era vestita con abiti di colori scuri". Iva non ricorda se la sessantatreenne avesse con sé la borsetta, quella trovata nell'armadio della camera da letto qualche giorno dopo la sua scomparsa. Liliana porta la borsetta a sinistra. 

La sera poco prima delle 23 Fulvio Covalero apre la pagina Facebook Lilly. "Ho aperto questa pagina per concentrare qui tutte le informazioni e le testimonianze su Liliana Resinovich uscita da casa il 14 dicembre 2021 senza dare più notizie". 

Martedì 4 gennaio 

Claudio Sterpin esce allo scoperto dopo l'anonimato richiesto nelle prime settimane. "Temo sia successo qualcosa di brutto e di dover ricordare e basta. Se uno ha voluto nascondere qualcosa in Carso non lo trova più nessuno, ci sono tanti di quei buchi senza fondo per cui può sparire una persona per sempre". 

Mercoledì 5 gennaio 

In mattinata Claudio Sterpin si reca in questura. Lo stesso farà Sebastiano Visintin nel pomeriggio, tra le 14:25 e le 15:35. Poco dopo all'interno del parco dell'ex ospedale psichiatrico viene ritrovato il corpo di Liliana Resinovich. E' avvolto in due sacchi neri, uno alla testa e uno ai piedi. Le prime fonti raccolte da TriestePrima sul posto dicono che "il cadavere non puzza. Non sembra essere lì da tanto tempo". Grande spiegamento di forze. Arriva il medico legale Fulvio Costantinides e il pubblico ministero, Maddalena Chergia. Nessuno, al di fuori degli addetti ai lavori, vede il cadavere di Liliana. 

Venerdì 7 gennaio

La Procura conferisce l'incarico dell'esame autoptico al dottor Fulvio Costantinides. Né il fratello Sergio, né il marito di Liliana vengono convocati per il riconoscimento del corpo. La sera Fulvio Covalero organizza una passeggiata nel rione per ricordare Liliana. Per la conferma sul cadavere manca solo l'ufficialità. 

Sabato 8 gennaio 

Il dottor Fabio Cavalli esegue la Tac. Ufficialmente l'esame non produrrà elementi idonei ad orientare le indagini. 

Martedì 11 gennaio 

Il fratello Sergio e il marito Sebastiano riconoscono il corpo di Liliana. Gli esiti dell'autopsia dichiarano che è morta a causa di uno "scompenso cardiaco acuto". Questa la causa del decesso. Secondo il medico legale Fulvio Costantinides "non sono stati rilevati traumi da mano altrui atti a giustificare il decesso". 

Mercoledì 12 gennaio

Il magistrato titolare del procedimento, Sostituto Procuratore dott.ssa Maddalena Chergia, emette il nulla osta al seppellimento della salma. La Procura vieta la cremazione del corpo. 

Sabato 15 gennaio

Emerge il particolare della borsetta vuota rinvenuta nel luogo del ritrovamento del cadavere.  

Martedì 25 gennaio 

Al cimitero di Sant'Anna si svolgono i funerali di Liliana Resinovich. Partecipano poche persone, la cerimonia si svolge in forma privata. La navata si spacca in due, con Sebastiano da un lato (e fuori assediato dai cronisti) e il resto della famiglia dall'altra. I famigliari appendono uno striscione all'entrata del cimitero. 

Venerdì 28 gennaio 

Vengono disposti altri esami presso il Gabinetto della Polizia Scientifica di Padova. Vanno analizzate possibili impronte papillari latenti sia sui sacchi neri che su una bottiglia contenente del liquido. Anche lo stesso liquido va analizzato il 3 febbraio.   

Sabato 29 gennaio 

Fulvio Covalero si reca sul luogo del ritrovamento del corpo di Liliana e raccoglie la coperta termica rimasta lì dal 5 gennaio. La Squadra Mobile acquisisce il computer e il tablet di Liliana per successive copie informatiche utili alle indagini. Si scava nella vita informatica e social della sessantatreenne. 

Mercoledì 2 febbraio 

Claudio Sterpin viene sentito in questura a causa di una lettera, consegnata a Gabriella e Salvatore (i due vicini di casa di Sebastiano), dove all'interno avrebbe scritto la sua ricostruzione dei fatti. C'è irritazione negli ambienti investigativi per questo fatto. Emerge il particolare della borsa di Alviero Martini (quella ritrovata dalla polizia nell'armadio della camera da letto di Sebastino e Liliana) che la sessantatreenne non porta il giorno della scomparsa. La porta però fino a poco prima. L'occasione è un video pubblico su YouTube ed è la registrazione della conferenza di presentazione del libro sui 50 anni dell'associazione sportiva San Lorenzo, volume al quale ha contribuito fotograficamente Sebastiano. 

Giovedì 3 febbraio 

Presso il Gabinetto Interregionale della Scientifica di Padova vengono effettuati i primi esami non ripetibili. Si tratta  delle analisi sui due sacchi neri e sulla bottiglia, ritrovata vicino al corpo di Liliana il 5 gennaio. 

Martedì 8 febbraio 

Spunta un cordino, un guanto nero elastico e il prelievo del liquido da uno dei due sacchi neri. Sono queste le principali novità emerse nei giorni che precedono l'11 febbraio, data in cui presso la Polizia Scientifica di Milano verranno svolti ulteriori esami non ripetibili. La lista è corposa: c'è il reggiseno indossato da Liliana, i due "sacchetti Conad" trovati sulla testa della donna (che per la prima volta mostrano una marca), una canotta rosa, la mascherina chirurgica e le mutande. Verranno effettuati soprattutto tamponi. Questi test previsti rivelano una particolarità interessante. I reperti 1 e 9 sono i teli neri "per asporto rifiuti". Da uno dei due (non si sa se quello usato per parte superiore del corpo o quella inferiore) spunta la necessità per gli investigatori di effettuare un "prelievo liquido". Inoltre, tre delle quattro "operazioni tampone" (anche sul bordo, per individuare eventuali tracce) si concentrano proprio sul telo numero 1. Tamponature sono previste anche sulle chiavi di casa di Liliana (quelle di riserva), e sotto le unghie. Infine, tamponi anche per il tappo e il beccuccio della bottiglietta trovata vicino al corpo della Resinovich. 

Venerdì 11 febbraio 

Alle 9 sono stati effettuati i test a Milano. Il fratello di Liliana, tramite l'avvocato trevigiano Luigi Fadalti, ha depositato via Pec e presso la Procura giuliana un promemoria dall'impianto accusatorio. Nel testo, sul quale gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, c'è la versione dei fatti secondo il Resinovich. Secondo la famiglia Liliana è stata uccisa. 

Lunedì 14 febbraio 

Parenti ed amici si sono dati appuntamento sulla tomba di Liliana per commemorare il triste anniversario della sua scomparsa. Oggi ricorrono esattamente due mesi da quel maledetto 14 dicembre. "Se al terzo mese dopo la sua scomparsa saremo ancora in alto mare sono pronto a chiamare a raccolta le televisioni sulla tomba di Liliana. Ci metteremo con lo striscione e chiederemo verità e giustizia" queste le parole di Claudio Sterpin. Nel pomeriggio Sergio Resinovich revoca l'incarico all'avvocato Fadalti. Non era andata giù l'uscita televisiva in cui Fadalti aveva rivelato alcuni dettagli del promemoria. 

Mercoledì 16 febbraio 

Emerge la rivelazione dei codici del conto corrente di Liliana che li avrebbe nascosti, dietro ad un quadro nella camera da letto di via Verrocchio, all'insaputa di Sebastiano. Un "piccolo" particolare è che quel foglietto, secondo a quanto sostiene il fratello Sergio, è sparito. Durante la trasmissione Chi l'ha visto spunta la figura del figlio di Sebastiano, Piergiorgio. "Con Liliana avevamo un rapporto neutro - dice il figlio - saluti e rispetto, non la vedo da tre anni. Ovviamente sono sconvolto, è un mese che non dormo. Nessuno sa niente, non siamo noi Csi - continua - è un mese che non dormo. E' una cosa ufologica per tutti. Siamo il giallo del 2022, siamo in tutto il mondo, in Sudamerica, in Giappone". La famiglia Resinovich affida l'incarico all'associazione Penelope. I legali saranno Federica Obizzi e Nicodemo Gentile. "Sergio ha avuto bisogno di parlare con la Procura. Ha raccolto delle confidenze dalla sorella e le ha consegnate in modo sincero. Sono elementi di fatto, non c'è nessun movente, sono elementi grezzi che la Procura poi andrà ad elaborare. Non ci sono indagati". 

Venerdì 18 febbraio

L'associazione Penelope nomina i consulenti che lavoreranno all'autopsia psicologica. Si tratta della genetista Marina Baldi, del medico legale Alberto Furlanetto e della laziale Gabriella Marano, criminologa e antropologa forense. I legali: "Si inizia prima possibile". Nel frattempo interviene anche il questore Irene Tittoni: "Caso molto complesso, stiamo lavorando". 

Giovedì 10 marzo

Il procuratore capo di Trieste, Antonio De Nicolo parla di "piccoli progressi. Le forze in campo stanno facendo il massimo. Sono in contatto quotidiano con loro, ma fino a quando il quadro non ci è chiaro abbiamo deciso di autoconsegnarci al silenzio". 

Sabato 12 marzo 

Sul cordino che stringeva i due sacchetti intorno al collo di Liliana sono state trovate tracce del suo dna. Sullo stesso cordino sono stati trovati residui di Dna ma "troppo deboli per essere ricondotti ad un'altra persona". Nel frattempo alcuni organi di informazione parlano del suicidio come la pista sempre più concreta.  

Martedì 22 marzo 

L'esito degli esami tossicologici dice che Liliana nei momenti precedenti al decesso non aveva assunto né droghe, né farmaci. Le indagini proseguono. 

Giovedì 7 aprile 

In occasione della puntata del 6 aprile di Chi l'ha visto la celebre trasmissione afferma che su uno dei sacchi neri in cui è stato ritrovato il corpo di Liliana sia stata rilevata un'impronta. Gli investigatori nel frattempo sono al lavoro sulle suole delle scarpe per rilevare una eventuale presenza di terriccio del boschetto dell'ex Opp a San Giovanni, e capire se la donna abbia raggiunto il luogo con le sue gambe o se vi sia stata portata in seguito. 

Sabato 9 aprile

La Procura smentisce la presenza di un'impronta su uno dei sacchi neri. Inoltre, il Dna ritrovato sul cordino non è né di Sebastiano (il marito), né di Claudio (l'amico) e né del vicino di casa. Tutti e tre, infatti, erano stati sottoposti a test. 

Giovedì 21 aprile 

Spunta la presenza di una presunta lettera che Liliana avrebbe scritto ma che sarebbe svanita nel nulla. Gli inquirenti continuano il lavoro sul fascicolo ufficialmente aperto per sequestro di persona. Nell'indagine non ci sono indagati. Non vi sono conferme sulla lettera.  

Giovedì 26 aprile 

Nel giorno in cui Liliana avrebbe compiuto 64 anni viene depositata la consulenza botanica. "I reperti analizzati sembrano indicare un probabile legame con la vegetazione e suolo del ritrovamento e delle vie di accesso ad esso. Sembra plausibile che il materiale aderente alle scarpe, in particolare quello della scarpa destra, sia stailo raccolto dalla Resinovich Liliana sul lastricato pedonale che costeggia l'ultimo tratto di via Weiss prima dell'imbocco al sito di ritrovamento.

Dirimente la presenza di una samara di acero aderente alla parte anteriore della suola, che per aderire deve essere stata calpestata su una superficie rigida, come ad esempio quella della pietra del camminamento a fianco di via Weiss. Così vale per altri frammenti dei reperti, come l'ala del frutlo di tiglio. Nel periodo del ritrovamento, in corrispondenza di giorni di maltempo e ventosi, questo tipo di materiale vegetale si accumula comunemente sulla strada e sul camminamento prospiciente, ed è stato rilevato anche durante i sopralluoghi effettuati in febbraio ed aprile. Anche la foglia di edera rinvenuta nel reperto è compatibile con l'abbondanza di edera presente in sito, specie della quale sembra essere presente anche un abbozzo di frutto incastrato nella suola della scarpa sinistra, anche se poco riconoscibile.

Il materiale raccolto dalle scarpe sembra quindi indicare ragionevolmente un calpestamento del suolo di Resinovich Liliana del sito e delle vie di accesso allo stesso. Elementi di incertezza sono legati al cattivo stato di conservazione di alcuni frammenti vegetali, che tolti dalla scarpa sono stati messi in una provetta umida e non hanno mantenuto la forma originale. Ulteriore conferma potrebbe essere ricercata con I`utilizzo di tecniche molecolari (Dna vegetale) per stabilire con maggior confidenza l'attribuzione alle specie presenti in loco. Per completezza si aggiunge che le specie rinvenute nel boschetto e quindi sulle scarpe del cadavere sono compatibili con altri siti presenti nel comprensorio di San Giovanni ma anche con altri siti urbani di Trieste. Tuttavia, Ia combinazione dei frammenti vegetali e di suolo ritrovati costituiscono un elemento di unicità che suggerisce la conclusione che Resinovich Liliana possa aver percorso i tratti della via di accesso al sito in cui è siato ritrovato il corpo privo di vita. 

Da via Verrocchio all'ex ospedale psichiatrico: è questo il percorso di Liliana Resinovich? 

Venerdì 27 aprile 

"No comment". Arriva l'ordine di non parlare con gli organi di informazione. Il suggerimento parte dagli inquirenti e arriva al consulente informatico Nicola Chemello, incaricato di analizzare, dopo oltre quattro mesi, il contenuto dei telefoni cellulari di Liliana Resinovich. Tra i protagonisti di questa vicenda sono tanti i profili Facebook da analizzare e, in alcuni casi, sembrano riferirsi alla stessa persona; infatti, è come se in questa storia fossero tante, forse troppe, le vite da vivere e da analizzare. 

Sabato 21 maggio 

Nuove rivelazioni sul caso e sui rapporti tra Liliana e Claudio. In uno dei due cellulari appaiono le ricerche "come divorziare senza avvocato" e "quanto tempo per ottenere un divorzio". La donna avrebbe anche cercato online un appartamento dai 40 ai 60 metri quadrati a Trieste. Emerge poi un dettaglio significativo, vale a dire il numero di chiamate effettuate dalla Resinovich verso il marito e verso l'amante. Cinquecento nel primo caso, oltre 1000 con Sterpin. 

Venerdì 27 maggio

"In relax pensando a domani, AM". Sono queste le ultime parole, in codice (e dove AM sta per "amore mio"), di un messaggio spedito da Liliana Resinovich a Claudio Sterpin il giorno prima della scomparsa. Era il 13 dicembre, Lilly era probabilmente in sauna insieme al marito Sebastiano e si stava rilassando pensando all'appuntamento del giorno dopo. Parole che contrastano con l'ipotesi del suicidio. Nel frattempo spunta la richiesta sempre più pressante del fratello Sergio alla Procura di poter visionare gli ultimi fotogrammi di Liliana, ripresi dalle telecamere nella zona di San Giovanni, elemento determinante per capire i movimenti della donna il giorno della sua scomparsa. Finora, stando a quanto dichiarato da Sergio Resinovich, nessun parente sarebbe stato chiamato a riconoscere quelle immagini. 

Sterpin dovrà chiarire perché non ha parlato prima delle cantine e delle soffitte

Mercoledì 13 luglio 

Domani ricorrono i sette mesi dalla scomparsa di Liliana. Interpellato da TriestePrima, l'avvocato Nicodemo Gentile ha fatto sapere che non ci sono novità. "Siamo in attesa delle ultime consulenze" ha affermato. 

Martedì 9 agosto

Secondo la perizia disposta dalla Procura, eseguita da Fulvio Costantinides e dal radiologo Fabio Cavalli, Liliana Resinovich si è suicidata ed è morta 2-3 giorni prima del ritrovamento del corpo, il 5 gennaio scorso nel parco dell'ex ospedale psichiatrico di Trieste. La perizia non è stata ancora depositata in Procura.

Sabato 13 agosto

Secondo Gabriella Marano, Psicologa Consulente di Sergio Resinovich, fratello di Liliana, la perizia della Procura non chiarisce diverse questioni legate alla morte di Liliana Resinovich. Tra queste, l'anomalo contenuto della borsa, alcuni aspetti legati all'orologio e le ragioni del suicidio "con modalità tra l'altro roboanti, a pochissima distanza da casa, dopo aver consumato la stessa colazione della mattina della scomparsa". La consulente dunque annuncia: "Aspetteremo il deposito formale della consulenza e, una volta acquisiti tutti gli atti dell'indagine, faremo le nostre valutazioni".

Lunedì 28 novembre

Sebastiano Visintin, il marito di Liliana Resinovich, è stato ascoltato per un'ora e mezza dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Trieste. Al centro della convocazione di lunedì 28 novembre ci sarebbe, secondo quanto riportato, un "gomitolo trovato in un cassetto a casa di Sebastiano Visintin così simile al cordino legato attorno al collo di Liliana". Materiale che, secondo quanto detto nel servizio, non sarebbe saltato all'occhio in un primo momento, ma sarebbe comparso molto tempo dopo. Il cordino, inoltre, sarebbe stato consegnato agli investigatori proprio da Sebastiano. Secondo quanto trapela, gli investigatori avrebbero ripercorso tutte le sue dichiarazioni "per cogliere eventuali contraddizioni, una riesamina della sua versione dei fatti". 

Lilly è stata picchiata, l'inchiesta da rifare

Giovedì 22 dicembre 

L'avvocato della famiglia Resinovich, Federica Obizzi, ha potuto visionare le fotografie del cadavere della Resinovich e sostiene la presenza di una "popolazione di insetti" che al contrario non appaiono nella consulenza medico-legale depositata da Costantinides e Cavalli in Procura. "Se il dato entomologico fosse stato individuato, non sarebbe stato opportuno inserirlo proprio nella relazione finale, per confutare o confermare la datazione della morte della povera Liliana?" queste le parole della legale. 

Martedì 21 febbraio 2023

Dopo 427 giorni di indagini la Procura della Repubblica chiede l'archiviazione del caso. La tesi della pm Maddalena Chergia e del procuratore capo Antonio De Nicolo, è che Liiliana Resinovich si è suicidata

Venerdì 24 marzo 

Il fascicolo di indagine, integrato dalle richieste di opposizione del marito Sebastiano, del fratello Sergio e della nipote Veronica, plana sulla scrivania del gip Luigi Dainotti. Nel giro di qualche giorno si apprende che il gip ascolterà le parti il 5 giugno. 

Lunedì 5 giugno 

Dopo circa tre ore nelle quali sono state ascoltate le opposizioni, il gip Luigi Dainotti ha comunicato agli avvocati il rinvio della decisione "tra la fine di questa e l'inizio della prossima settimana". La decisione è attesa nella giornata di lunedì 12 giugno. 

Martedì 13 giugno 

Il gip del tribunale di Trieste Luigi Dainotti ordina nuove indagini e respinge la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura giuliana. Venticinque punti (alcuni convincono gli investigatori, altri un po' meno), con l'iscrizione nel fascicolo dell'ipotesi di reato per omicidio volontario. E' questa la svolta che il gip ha voluto imprimere sul caso che continua a tenere con il fiato sospeso l'Italia intera. Le indagini - coordinate sempre dalla pubblico ministero Maddalena Chergia - continuano ad essere affidate alla Squadra mobile della questura di Trieste. 

Ipotesi omicidio e le 25 richieste del gip: ecco perché il caso non è chiuso

Martedì 13 giugno 

Le nuove indagini disposte dal gip Luigi Dainotti sul caso della morte di Liliana Resinovich dovranno far luce anche sulla soffitta di via Slataper 22 e sul vano magazzino all'interno del cortile di via Giulia 34, indicati da Claudio Sterpin come "luoghi di incontro" tra lui e la sessantatreenne triestina. L'ex atleta triestino aveva dichiarato la loro esistenza solamente lo scorso 21 aprile, attraverso il deposito di una memoria difensiva sul caso. Il gip, nella lunga lista di richieste funzionali alle nuove indagini, chiede che Sterpin chiarisca "dettagliatamente" cosa avveniva in quegli immobili e, soprattutto, motivi le ragioni per le quali "non ne abbia originariamente fatto menzione agli inquirenti". 

Lunedì 24 luglio 

L'antropologa forense Cristina Cattaneo, luminare a livello nazionale, è stata incaricata di redigere la perizia medico-legale sulla morte di Liliana. Si tratta di una delle più importanti figure della medicina legale in Italia e si è occupata dei casi di Yara Gambirasio, di David Rossi e Stefano Cucchi, i resti di Elisa Clasps, delle vittime delle 'Bestie di Satana' e da ultimo quello di Saman Abbas. Tra gli altri esperti coinvolti nella nuova indagine, il professor Vittorio Fineschi, ingaggiato dal fratello di Liliana, Sergio, mentre il vedovo di Liliana, Sebastiano Visintin, ha chiamato l'ex generale di Ris Luciano Garofano. 

Quelle intercettazioni "meritevoli di approfondimento"

Sabato 26 agosto

TriestePrima avanza nuovi dubbi sul caso. Dopo la lettura dei documenti di indagine alcune perplessità rimangono. Per quale motivo nella lista richiesta alla Trieste Trasporti non vi è traccia della telecamera della linea 12? E quelle della guardia di finanza per analizzare vicolo dei Roveri? La "strisciata" con la postepay in casino a Lipica, gli amici bosniaci che non piacevano a Liliana e i tanti contanti prelevati. A questo link la lista completa

Venerdì 27 ottobre 

Emergono alcune intercettazioni che, secondo gli addetti ai lavori, farebbero "alzare le orecchie". Sono i legali del fratello Sergio a riferire di alcune intercettazioni "meritevoli di approfondimento", già emerse durante la fase di opposizione alla richiesta di archiviazione. Intercettazioni che vedrebbero la presenza di una interlocuzione estranea ai fatti, tuttavia raggiunta da informazioni "interessanti" su fatti di vita vissuta dai protagonisti. Il marito Sebastiano: "L'unica foto in cui Liliana è insieme a Claudio è quella che ho scattato io, sulle rive". 

Mercoledì 13 dicembre 

A distanza di due anni dalla scomparsa di Liliana la trasmissione televisiva Chi l'ha visto diffonde un video dei momenti immediatamente successivi al ritrovamento del cadavere della sessantatreenne. Il personale di polizia (presente la Squadra mobile e la Scientifica, oltre al pubblico ministero Maddalena Chergia, vigili del fuoco e il medico legale Fulvio Costantinides) ripete più volte che non c'è "nessun odore, ma come mai?". "E' stato fatto tutto male" dice Sergio Resinovich commentando il video. 

"Spero che con la riesumazione si arrivi alla verità, poi aspetto il nulla osta per cremarla"

Mercoledì 3 gennaio 

La procura della Repubblica di Trieste dispone la riesumazione del cadavere di Liliana. L'attività non ripetibile è stata segnalata come "opportuna" dalla consulente Cristina Cattaneo. Il pubblico ministero Maddalena Chergia, titolare del fascicolo di indagine, aperto per omicidio, ha stabilito che l'operazione dovrà passare attraverso la convocazione (e successivamente alle attività di consulenza previste) di alcuni esperti "chiamati a svolgere tali delicate operazioni". La data di tale incontro, come fa sapere la procura, è stabilita verso la fine del mese di gennaio. Il marito: "Spero si arrivi alla verità, poi aspetto il nulla osta per cremare mia moglie". L'associazione Penelope: "Accolta la nostra istanza difensiva, vogliamo sapere quando è morta Liliana e se c'è stato un raffreddamento del corpo". 

Le parti sono in attesa di conoscere i risultati dell'autopsia e dei test che la dottessa Cattaneo ha svolto. [continua]

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