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Il giallo di via Verrocchio

Da quel maledetto 14 dicembre ad oggi: la cronologia di ciò che sappiamo sul caso Resinovich

Tutti i passaggi dalla giornata in cui sparisce Lilly fino ai test del Dna di Sebastiano, Claudio e il vicino di casa. Le persone sentite, il dolore della famiglia e tutto ciò che ha trasformato la sua scomparsa in uno dei casi di cronaca dell'anno

Sulla morte di Liliana Resinovich resta aperto il fascicolo d'indagine coordinata dal pubblico ministero Maddalena Chergia e condotta dalla Squadra Mobile di Trieste. La sessantatreenne triestina scompare dalla sua abitazione di via Verrocchio la mattina di martedì 14 dicembre. Il suo cadavere verrà ritrovato nel parco dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni 22 giorni dopo. Il fascicolo è aperto per sequestro di persona. Ad oggi 12 aprile non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Sebastiano Visintin, il marito di Liliana, ha chiesto all'avvocato Paolo Bevilacqua di occuparsi del caso come parte offesa. 

Di seguito pubblichiamo il resoconto di quanto avvenuto dalla serata di lunedì 13 dicembre fino ad 11 febbraio. Molte delle informazioni pubblicate le abbiamo riportate come sostenute dai protagonisti. Nella cronologia c'è da sapere che le perlustrazioni nelle zone impervie non partono immediatamente e che alcune mosse d'indagine sembrano giungere in ritardo (comunque potremmo non essere a conoscenza di alcuni retroscena investigativi) o quantomeno dopo molti giorni rispetto alla scomparsa di Liliana. Sono numerose le persone ascoltate dalla Mobile, compreso personale titolare delle attività alle quali Sebastiano forniva i suoi servizi di arrotino. 

Lunedì 13 dicembre

Sebastiano Visintin e Liliana Resinovich cenano da amici "in partenza". Durante la serata Sebastiano gira un video in cui si vede Liliana. Lei ha sempre lo sguardo abbassato. 

Martedì 14 dicembre

Sebastiano sostiene che Liliana si sia svegliata alle 6. Subito dopo Liliana avrebbe messo su una lavatrice. Sebastiano dice di essere uscito di casa verso le 8 per andare a fare alcune commissioni (ha un laboratorio artigianale di affilatura di coltelli e sostiene che quella mattina aveva cinque consegne da fare. Un lavoro che gli permette, secondo lui, di arrotondare il mese di pensione) e un giro in bicicletta per provare una GoPro nuova. 

Poco dopo le 8: Claudio Sterpin manda un messaggio WhatsApp al numero di Liliana. Il testo è "Cambg" che in molti osservatori propendono per essere l'acronimo di "Ciao amore mio buon giorno".  

Ore 8:22 Liliana telefona a Claudio Sterpin. Lei avrebbe detto: “Devo passare al negozio della Wind in via Battisti, arriverò a casa tua verso le 10”.

Ore 9:30 Il fratello Sergio manda un messaggio a Lilliana. "Buongiorno come xe? Oggi bel tempo, no me riva nessun messaggio. Dovarò protestar". Nessuno risponde. 

Ore 10:30 circa Claudio Sterpin telefona a Liliana per la prima volta. Nessuna risposta.

Ore 11:30 circa Claudio Sterpin telefona a Liliana per la seconda volta. Nessuna risposta.

Ore 12 circa Claudio Sterpin si reca al negozio della Wind in via Battisti. “Non l’abbiamo vista” così i dipendenti. 

Pomeriggio (imprecisato) Claudio Sterpin telefona a Liliana per la terza volta. Risponde il marito Sebastiano e la telefonata cade nel vuoto poco dopo. Claudio avvisa una coppia di vicini di casa di Sebastiano, entrambi ex rappresentanti delle forze dell'ordine. Anche Sergio nel pomeriggio telefona e risponde Sebastiano. Lì, in quel momento, c'è anche la coppia che è andata a sincerarsi della situazione. 

Ore 22:45 Sebastiano firma la denuncia di scomparsa di Liliana. Anche la coppia di amici che convince Sebastiano a presentare la segnalazione viene ascoltata. Nella denuncia Sebastiano menziona il cellulare di Liliana. Poi emergerà che ce ne sono due. 

Mercoledì 15 dicembre

Ore 9 Su suggerimento della coppia di amici di Sebastiano Claudio Sterpin si reca in questura a deporre spontanea testimonianza sul rapporto che aveva con Liliana. Viene ascoltato dalla Squadra Mobile. 

Giovedì 16 dicembre

Ore 16:43 - Marina Pianella pubblica il primo appello su Facebook relativo alla scomparsa di Liliana. “Lilli è uscita di casa la mattina del 14 dicembre ed è scomparsa, zona San Giovanni di Trieste. Generalmente gira in bus, puó essere ovunque. Parlava che sarebbe andata in cimitero prima di Natale (il cimitero è il luogo dove ad agosto incontra, dopo tanto tempo, Claudio Sterpin). La polizia è stata allertata. Qualcuno l'ha vista? Aiutateci Vi prego condividete!!”. Il post fa 696 condivisioni. 

Venerdì 17 dicembre

Ore 19:50 Fulvio Covalero, amico di lunga data, informa la redazione di TriestePrima della scomparsa di Liliana. 

Domenica 19 dicembre 

Dal cellulare di Liliana vengono effettuate tre telefonate verso il numero di telefono di Claudio Sterpin. La prima è alle 14:29, poi ai 31 e l'ultima ai 32.  

Martedì 21 dicembre

Ore 11 circa TriestePrima pubblica la notizia della scomparsa. La redazione parla con la questura. Poi due telefonate: Soccorso Alpino e vigili del fuoco dicono di non essere a conoscenza della scomparsa della donna.   

Ore 19 circa TriestePrima pubblica la prima intervista mai realizzata da Sebastiano Visintin con gli organi di informazione. A realizzarla, nel pomeriggio, è Stefano Pribetti. 

Mercoledì 22 dicembre

In prima serata Chi l’ha visto lancia il suo appello televisivo e manda in onda la registrazione dell’intervista realizzata a casa di Sebastiano Visintin. La redazione ascolta in diretta la testimonianza del fratello di Liliana, Sergio Resinovich. La testimone di San Giovanni ( vedi 2 gennaio) va a deporre in questura. 

Giovedì 23 dicembre

Ore 14: 15 La Squadra Mobile acquisisce i due cellulari di Liliana e un estratto conto bancario rinvenuto in un cassetto di un comodino di camera sua. Viene ritrovata la borsetta con portafogli e occhiali all’interno di un armadio della camera da letto della coppia. E' la borsa con le mappe, di Alviero Martini. modello da poco meno di 200 euro.  

Venerdì 24 dicembre

Pomeriggio fino le 19 Partono alcune ricerche nella zona del Cacciatore, fino al Ferdinandeo. Vengono impegnati il Soccorso Alpino e i vigili del fuoco dopo una segnalazione di alcune grida. 

Domenica 26 dicembre

Fulvio Covalero pubblica sul suo profilo Facebook quanto segue: “Continuo a non credere al allontanamento volontario ma non volendo lasciare nulla di intentato staimattina scenderò da monte spaccato lungo la "strada romana" finoi alla stazione di Guardiella. Se martedì 14 dicembre non è stata vista scendere per via Damiano Chiesa potrebbe essere salita.ma ripeto, ci credo poco”. Quel giorno si incontra con Claudio Sterpin. 

Mercoledì 29 dicembre

Ore 9 fino alle 13 Partono ricerche di Liliana nella zona di via Capofonte fino a via Alfonso Valerio. 

Venerdì 31 dicembre 

Iniziano a girare le voci di una possibile testimone che avrebbe visto Liliana la mattina del 14 dicembre nella zona di San Giovanni. 

Domenica 2 gennaio 

La testimone è la fruttivendola di San Giovanni. La sua attività è in via San Cilino. "Lho vista la mattina del 14 dicembre tra le 8 e le 9 davanti al negozio, è passata velocemente, camminando con la testa bassa ed era vestita con abiti di colori scuri". Iva non ricorda se la sessantatreenne avesse con sé la borsetta, quella trovata nell'armadio della camera da letto qualche giorno dopo la sua scomparsa. Liliana porta la borsetta a sinistra. 

La sera poco prima delle 23 Fulvio Covalero apre la pagina Facebook Lilly. "Ho aperto questa pagina per concentrare qui tutte le informazioni e le testimonianze su Liliana Resinovich uscita da casa il 14 dicembre 2021 senza dare più notizie". 

Martedì 4 gennaio 

Claudio Sterpin esce allo scoperto dopo l'anonimato richiesto nelle prime settimane. "Temo sia successo qualcosa di brutto e di dover ricordare e basta. Se uno ha voluto nascondere qualcosa in Carso non lo trova più nessuno, ci sono tanti di quei buchi senza fondo per cui può sparire una persona per sempre". 

Mercoledì 5 gennaio 

In mattinata Claudio Sterpin si reca in questura. Lo stesso farà Sebastiano Visintin nel pomeriggio, tra le 14:25 e le 15:35. Poco dopo all'interno del parco dell'ex ospedale psichiatrico viene ritrovato il corpo di Liliana Resinovich. E' avvolto in due sacchi neri, uno alla testa e uno ai piedi. Le prime fonti raccolte da TriestePrima sul posto dicono che "il cadavere non puzza. Non sembra essere lì da tanto tempo". Grande spiegamento di forze. Arriva il medico legale Fulvio Costantinides e il pubblico ministero, Maddalena Chergia. Nessuno, al di fuori degli addetti ai lavori, vede il cadavere di Liliana. 

Venerdì 7 gennaio

La Procura conferisce l'incarico dell'esame autoptico al dottor Fulvio Costantinides. Né il fratello Sergio, né il marito di Liliana vengono convocati per il riconoscimento del corpo. La sera Fulvio Covalero organizza una passeggiata nel rione per ricordare Liliana. Per la conferma sul cadavere manca solo l'ufficialità. 

Sabato 8 gennaio 

Il dottor Fabio Cavalli esegue la Tac. Ufficialmente l'esame non produrrà elementi idonei ad orientare le indagini. 

Martedì 11 gennaio 

Il fratello Sergio e il marito Sebastiano riconoscono il corpo di Liliana. Gli esiti dell'autopsia dichiarano che è morta a causa di uno "scompenso cardiaco acuto". Questa la causa del decesso. Secondo il medico legale Fulvio Costantinides "non sono stati rilevati traumi da mano altrui atti a giustificare il decesso". 

Mercoledì 12 gennaio

Il magistrato titolare del procedimento, Sostituto Procuratore dott.ssa Maddalena Chergia, emette il nulla osta al seppellimento della salma. La Procura vieta la cremazione del corpo. 

Sabato 15 gennaio

Emerge il particolare della borsetta vuota rinvenuta nel luogo del ritrovamento del cadavere.  

Martedì 25 gennaio 

Al cimitero di Sant'Anna si svolgono i funerali di Liliana Resinovich. Partecipano poche persone, la cerimonia si svolge in forma privata. La navata si spacca in due, con Sebastiano da un lato (e fuori assediato dai cronisti) e il resto della famiglia dall'altra. I famigliari appendono uno striscione all'entrata del cimitero. 

Venerdì 28 gennaio 

Vengono disposti altri esami presso il Gabinetto della Polizia Scientifica di Padova. Vanno analizzate possibili impronte papillari latenti sia sui sacchi neri che su una bottiglia contenente del liquido. Anche lo stesso liquido va analizzato il 3 febbraio.   

Sabato 29 gennaio 

Fulvio Covalero si reca sul luogo del ritrovamento del corpo di Liliana e raccoglie la coperta termica rimasta lì dal 5 gennaio. La Squadra Mobile acquisisce il computer e il tablet di Liliana per successive copie informatiche utili alle indagini. Si scava nella vita informatica e social della sessantatreenne. 

Mercoledì 2 febbraio 

Claudio Sterpin viene sentito in questura a causa di una lettera, consegnata a Gabriella e Salvatore (i due vicini di casa di Sebastiano), dove all'interno avrebbe scritto la sua ricostruzione dei fatti. C'è irritazione negli ambienti investigativi per questo fatto. Emerge il particolare della borsa di Alviero Martini (quella ritrovata dalla polizia nell'armadio della camera da letto di Sebastino e Liliana) che la sessantatreenne non porta il giorno della scomparsa. La porta però fino a poco prima. L'occasione è un video pubblico su YouTube ed è la registrazione della conferenza di presentazione del libro sui 50 anni dell'associazione sportiva San Lorenzo, volume al quale ha contribuito fotograficamente Sebastiano. 

Giovedì 3 febbraio 

Presso il Gabinetto Interregionale della Scientifica di Padova vengono effettuati i primi esami non ripetibili. Si tratta  delle analisi sui due sacchi neri e sulla bottiglia, ritrovata vicino al corpo di Liliana il 5 gennaio. 

Martedì 8 febbraio 

Spunta un cordino, un guanto nero elastico e il prelievo del liquido da uno dei due sacchi neri. Sono queste le principali novità emerse nei giorni che precedono l'11 febbraio, data in cui presso la Polizia Scientifica di Milano verranno svolti ulteriori esami non ripetibili. La lista è corposa: c'è il reggiseno indossato da Liliana, i due "sacchetti Conad" trovati sulla testa della donna (che per la prima volta mostrano una marca), una canotta rosa, la mascherina chirurgica e le mutande. Verranno effettuati soprattutto tamponi. Questi test previsti rivelano una particolarità interessante. I reperti 1 e 9 sono i teli neri "per asporto rifiuti". Da uno dei due (non si sa se quello usato per parte superiore del corpo o quella inferiore) spunta la necessità per gli investigatori di effettuare un "prelievo liquido". Inoltre, tre delle quattro "operazioni tampone" (anche sul bordo, per individuare eventuali tracce) si concentrano proprio sul telo numero 1. Tamponature sono previste anche sulle chiavi di casa di Liliana (quelle di riserva), e sotto le unghie. Infine, tamponi anche per il tappo e il beccuccio della bottiglietta trovata vicino al corpo della Resinovich. 

Venerdì 11 febbraio 

Alle 9 sono stati effettuati i test a Milano. Il fratello di Liliana, tramite l'avvocato trevigiano Luigi Fadalti, ha depositato via Pec e presso la Procura giuliana un promemoria dall'impianto accusatorio. Nel testo, sul quale gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, c'è la versione dei fatti secondo il Resinovich. Secondo la famiglia Liliana è stata uccisa. 

Lunedì 14 febbraio 

Parenti ed amici si sono dati appuntamento sulla tomba di Liliana per commemorare il triste anniversario della sua scomparsa. Oggi ricorrono esattamente due mesi da quel maledetto 14 dicembre. "Se al terzo mese dopo la sua scomparsa saremo ancora in alto mare sono pronto a chiamare a raccolta le televisioni sulla tomba di Liliana. Ci metteremo con lo striscione e chiederemo verità e giustizia" queste le parole di Claudio Sterpin. Nel pomeriggio Sergio Resinovich revoca l'incarico all'avvocato Fadalti. Non era andata giù l'uscita televisiva in cui Fadalti aveva rivelato alcuni dettagli del promemoria. 

Mercoledì 16 febbraio 

Emerge la rivelazione dei codici del conto corrente di Liliana che li avrebbe nascosti, dietro ad un quadro nella camera da letto di via Verrocchio, all'insaputa di Sebastiano. Un "piccolo" particolare è che quel foglietto, secondo a quanto sostiene il fratello Sergio, è sparito. Durante la trasmissione Chi l'ha visto spunta la figura del figlio di Sebastiano, Piergiorgio. "Con Liliana avevamo un rapporto neutro - dice il figlio - saluti e rispetto, non la vedo da tre anni. Ovviamente sono sconvolto, è un mese che non dormo. Nessuno sa niente, non siamo noi Csi - continua - è un mese che non dormo. E' una cosa ufologica per tutti. Siamo il giallo del 2022, siamo in tutto il mondo, in Sudamerica, in Giappone". La famiglia Resinovich affida l'incarico all'associazione Penelope. I legali saranno Federica Obizzi e Nicodemo Gentile. "Sergio ha avuto bisogno di parlare con la Procura. Ha raccolto delle confidenze dalla sorella e le ha consegnate in modo sincero. Sono elementi di fatto, non c'è nessun movente, sono elementi grezzi che la Procura poi andrà ad elaborare. Non ci sono indagati". 

Venerdì 18 febbraio

L'associazione Penelope nomina i consulenti che lavoreranno all'autopsia psicologica. Si tratta della genetista Marina Baldi, del medico legale Alberto Furlanetto e della laziale Gabriella Marano, criminologa e antropologa forense. I legali: "Si inizia prima possibile". Nel frattempo interviene anche il questore Irene Tittoni: "Caso molto complesso, stiamo lavorando". 

Giovedì 10 marzo

Il procuratore capo di Trieste, Antonio De Nicolo parla di "piccoli progressi. Le forze in campo stanno facendo il massimo. Sono in contatto quotidiano con loro, ma fino a quando il quadro non ci è chiaro abbiamo deciso di autoconsegnarci al silenzio". 

Sabato 12 marzo 

Sul cordino che stringeva i due sacchetti intorno al collo di Liliana sono state trovate tracce del suo dna. Sullo stesso cordino sono stati trovati residui di Dna ma "troppo deboli per essere ricondotti ad un'altra persona". Nel frattempo alcuni organi di informazione parlano del suicidio come la pista sempre più concreta.  

Martedì 22 marzo 

L'esito degli esami tossicologici dice che Liliana nei momenti precedenti al decesso non aveva assunto né droghe, né farmaci. Le indagini proseguono. 

Giovedì 7 aprile 

In occasione della puntata del 6 aprile di Chi l'ha visto la celebre trasmissione afferma che su uno dei sacchi neri in cui è stato ritrovato il corpo di Liliana sia stata rilevata un'impronta. Gli investigatori nel frattempo sono al lavoro sulle suole delle scarpe per rilevare una eventuale presenza di terriccio del boschetto dell'ex Opp a San Giovanni, e capire se la donna abbia raggiunto il luogo con le sue gambe o se vi sia stata portata in seguito. 

Sabato 9 aprile

La Procura smentisce la presenza di un'impronta su uno dei sacchi neri. Inoltre, il Dna ritrovato sul cordino non è né di Sebastiano (il marito), né di Claudio (l'amico) e né del vicino di casa. Tutti e tre, infatti, erano stati sottoposti a test. 

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