La rivista Limes accende il dibattito sul "caso" Trieste

E' stata presentata questa sera in Stazione Marittima l'edizione di aprile della prestigiosa rivista diretta da Lucio Caracciolo. "Una volta presa Trieste, l'Italia si è dimenticata di questa città". Il dibattito sul ruolo triestino nella geopolitica mondiale

È stato presentato questa sera presso la stazione Marittima di Trieste l’ultimo numero del mensile di geopolitica Limes, dal titolo “Antieuropa – L’impero europeo dell’America”. Molti dei capitoli inseriti all'interno dell’edizione di aprile della prestigiosa rivista contengono riferimenti al capoluogo del Friuli Venezia Giulia, in virtù della sua importanza nel progetto cinese della via della Seta e di conseguenza del ruolo dello scalo giuliano nella “cintura” che legherà Pechino all’Italia.

Roma non capisce l'importanza nazionale di Trieste nella via della Seta

“La mia impressione è che l’Italia, una volta presa Trieste se ne sia completamente dimenticata” questo il pensiero di fondo di Lucio Caracciolo, direttore di Limes. All’interno del dibattito sulla “penetrazione” cinese in Italia e, in particolar modo, a Trieste, Caracciolo ha affermato che “in questa vicenda, al di là delle polemiche, si è manifestata un’inconsapevolezza reale nel vivere il momento. Roma probabilmente non capisce quanto questa storia debba rivestire un’importanza nazionale”.

“Questo caso – ha continuato il direttore di Limes – occuperà le pagine dei giornali per molto tempo e, anche se è stato notevolmente mediatizzato, Roma non sta gestendo tutto ciò come un attore specifico. Sono infatti due i fenomeni che hanno contraddistinto questa notizia: da un lato la nostra incoscienza e dall’altro un ritardo di informazione, le cui conseguenze non sono al momento visibili”. “Oggi il valore di questa zona sta riaffiorando – ha concluso Caracciolo citando il famoso discorso di Winston Churchill sulla Cortina di ferro – e anche gli americani si sono accorti dell’importanza di quest’area che va per l’appunto dall’Adriatico al Baltico.  

La storia americana è una storia (retorica) di successo

Mauro Bussani, professore ordinario di Diritto comparato all’Università degli Studi di Trieste è intervenuto nel dibattito mettendo l’accento sul sistema americano. “La storia americana è una storia realizzata anche grazie alla narrazione della retorica, creando un modello culturale che è la rappresentazione del successo. Essi stessi utilizzano un nemico globale che noi non siamo in grado di tradurre facilmente, se non siamo in possesso di una determinata capacità comparatistica”.

"Caos ma Trieste può ritrovarsi"

Laris Gaiser, analista geopolitico sloveno e giurista all’Università di Vienna ha affermato che “in giro c’è caos, complice anche l’assoluto scontro tra le potenze internazionali ma direi che possiamo essere ottimisti, perché Trieste in tutta questa confusione può ritrovare la sua opportunità”. “In una zona di scontro storico – ha continuato Gaiser – sta emergendo uno sminuzzamento della regione, a livello politico e nazionale che nell’ottica americana va bene per la possibilità del suo controllo, ma dall’altro invece può diventare una polveriera”. 

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