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Una storia di fantasmi: ecco "È andata male", il nuovo singolo di Lorenzo Fragiacomo

Il cantante triestino esce in questi giorni con un brano di denuncia che strizza l'occhiolino all'hip hop di vecchia data, con un James Joyce simbolico protagonista di un necessario labiale affinché la collettiva sordità torni finalmente ad ascoltare

 

Strizza l'occhiolino all'hip hop, mischiando i fantasmi del centro città ad un testo per buona parte recitato e "guidando" le anime spaesate dall'era del CoViD. Uscito in questi giorni sulle principali piattaforme digitali, "E' andata male" rappresenta il nuovo singolo del "barista cantante", il triestino Lorenzo Fragiacomo. Frutto di introspezioni al confine con l'allucinazione, il brano si muove tra le immagini del borgo Teresiano (luogo caro al cantautore), simbolico skyline di un pendolarismo in bilico, e l'invisibile presenza di una disumanità sottaciuta. 

Il teatro dell'assurdo, i fantasmi di Trieste

Le sassate ai gabbiani del crepuscolo ed il dorso di uno strano animale guardato a vista dalla statua di James Joyce - forse è proprio lui la bestia - svaniscono rapidamente, assorbite dalle quinte di uno spazio urbano abbandonato dall'uomo e dove sopravvive, "nella stanza del caffè", solo una donna dai lunghi dreadlock (le "dresde", alla triestina ndr), allegoria di una medusa tanto pietrificata nella sua esistenza, quanto perduta. 

Il labiale simbolo di una sordità collettiva

E' testo che denuncia, in un faticoso e risvegliato guizzo creativo - dov'è finita l'arte oggi come oggi, forse dimenticata da tutti, sicuramente dormiente in attesa di sogni migliori - l'era delle restrizioni, della criminalizzazione delle abitudini e di quel teatro dell'assurdo neanche s'aspettasse Godot. Ad indicare la mancata reazione e la presa di coscienza di un futuro grigio non è l'urlo strozzato di una imminente liberazione, né l'armonica melodia dagli acuti femminili: è un labiale simbolo della sordità collettiva che costringe le persone a leggere le distanze, senza possibilità di replica o di ascolto. Una sorta di ritorno agli anni Novanta, con tanto di pianoforte suonato nel chiaroscuro dei palazzi del centro. Un pezzo che ha la capacità di unire, più che di dividere. Che di questi tempi, è merce rara. A questo link il sito dove seguire Fragiacomo.  

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