Cronaca

Svolta nel caso Lardieri: l'assassino ha ucciso e poi incendiato la casa, arrestato a Borgo San Sergio

Si tratta di un 27enne di origini dominicane che avrebbe ucciso il giovane triestino il 3 aprile, per poi rientrare nell'appartamento il giorno successivo appiccando l'incendio così da nascondere le tracce

Il 27enne di origini dominicane indagato per l'omicidio del giovane triestino Luca Lardieri l'avrebbe ucciso la sera del 3 aprile per poi tornare sulla scena del delitto il giorno dopo, dando fuoco all'appartamento per eliminare qualsiasi possibile traccia. La svolta nelle indagini condotte dalla Squadra Mobile della questura di Trieste e coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo giuliano è arrivata nella mattinata di oggi attraverso una nota "uscita" da via del Teatro romano. Il tutto sarebbe avvenuto, si legge nella nota, al culmine di una lite scaturita all’interno dell’appartamento della vittima. Il cittadino di origini dominicane (T.M. L.A. nato nel 1994 ndr) ha colpito con un fendente al collo Lardieri, morto dissanguato. Le indagini hanno portato ad una accurata ricostruzione del grave fatto di sangue scoperto nella tarda mattina di Pasqua solo a causa dell'esplosione conseguente all'incendio che si era sviluppato all'interno dell'appartamento di via del Ponzanino, nel rione di San Giacomo. 

Le testimonianze e l'incrocio delle celle telefoniche

Il corpo di Luca Lardieri era stato trovato sul letto dai vigili del fuoco, coperto da un piumone. Le numerose tracce di sangue rinvenute nelle stanze hanno fatto scattere l'ipotesi che dietro all'episodio si potesse nascondere altro. Il giovane dominicano avrebbe tentato di "occultare, mediante l'incendio, eventuali tracce lasciate". Durante l'autopsia, poi, l'emersione della ferita da taglio. Grazie alle testimonianze acquisite (nell'appartamento sussisteva un viavai continuo nell'ultimo periodo, oltre al fatto che Lardieri fosse solito ospitare diverse persone ndr), l'incrocio delle celle telefoniche dei cellulari in uso ai conoscenti della vittima, la Squadra Mobile è riuscita ad individuare la persona presente all’interno dell’appartamento negli attimi antecedenti la morte di Lardieri. 

L'omicidio e poi l'incendio

Proprio il giovane dominicano, ospite da qualche giorno nell'appartamento, è stato raggiunto da gravi indizi di colpevolezza. Secondo la ricostruzione dei fatti il delitto sarebbe stato consumato nelle prime ore di sabato 3 aprile al culmine di una discussione per futili motivi, allorché T. M. L.A., in preda all’ira, si sarebbe scagliato contro la vittima, colpendola con un coltello al collo. L’omicida avrebbe, quindi, lasciato l’abitazione, portando con sé i suoi effetti personali, nel corso della serata dello stesso giorno, facendovi ritorno la mattina del 4 aprile. E' in questa circostanza che è stato innescato l’incendio dei vari locali dell’appartamento con l’intento di eliminare eventuali tracce. 

Le accuse

Il 27enne è stato arrestato il 24 maggio e si trova nel carcere di via Coroneo. Dovrà rispondere dei reati di omicidio, incendio aggravato, sostituzione di persona, minacce aggravate, nonché di lesioni come conseguenza di altro delitto nei confronti di una condomina dello stabile di via Ponzanino 3 ferita dalla caduta dell’intonaco a seguito dell’incendio. T.M.L.A., una volta rintracciato dagli agenti mentre si aggirava nella zona di Borgo San Sergio, nel vano tentativo di eludere il controllo, ha declinato false generalità, presentandosi con il nome del fratello. Le indagini proseguono per completare la ricostruzione dell’accaduto.  

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