Cronaca

Tragedia a San Giacomo: la vittima dell'esplosione è Luca Lardieri

Il giovane triestino viveva da solo all'interno dell'appartamento all'ultimo piano di via del Ponzanino ed era seguito da un amministratore di sostegno, oltre che dal Centro di Salute Mentale. "Non stava bene" queste le parole di chi lo conosceva da tempo. Esclusa la fuga di gas

Si chiamava Luca Lardieri il trentacinquenne triestino morto poco prima delle 13 nell’esplosione avvenuta in un appartamento all’ultimo piano di via del Ponzanino 3 a Trieste. Secondo gli elementi emersi a seguito della tragedia, il giovane abitava da solo ed era seguito da un amministratore di sostegno ed era in carico al Centro di Salute Mentale di via Gambini. Un passato ed un presente difficile in cui erano presenti problemi legati alle dipendenze. In gioventù aveva bazzicato negli ambienti vicini al mondo dello skate, dei graffiti e della breakdance. Verso la fine del primo decennio degli anni Duemila, Lardieri era rimasto coinvolto, assieme ad un altro giovane triestino, in un terribile incidente d’auto di ritorno dalla celebre discoteca di Isola, l’Ambasada Gavioli e dal quale, secondo le ricostruzioni, ne erano usciti vivi per miracolo. 

Lardieri aveva frequentato l’Istituto Galvani. La madre era residente in Emilia Romagna e i rapporti tra i due sembra non fossero particolarmente idilliaci. Proprio per questo motivo i Servizi gli avevano affidato un amministratore di sostegno, per poterlo aiutare nel quotidiano qui a Trieste. Per alcune persone che lo conoscevano, la situazione era particolarmente delicata da molto tempo. “Viveva chiuso in casa – così una conoscente – e se usciva era per andare a sottoporsi a terapia e poco altro. Sicuramente non stava bene”. Il quadro così complesso potrebbe quindi aver a che fare anche con la tragedia avvenuta nell’appartamento di San Giacomo.

È infatti da escludere che l’esplosione sia stata causata da una fuga di gas, visto che in cucina vi era solamente una cucina elettrica. Luca è stato trovato morto in camera da letto e il suo corpo parzialmente carbonizzato dalla violenta deflagrazione. Le cause del decesso sono ancora al vaglio del medico legale Fulvio Costantinides. Per quanto riguarda le ragioni della tragedia, il tutto potrebbe essere riconducibile al fatto che Lardieri, nella tarda mattinata, stesse trattando delle sostanze chimiche e che l’ambiente si sia progressivamente saturato, portando così ad un’improvvisa esplosione. I vigili del fuoco hanno infatti effettuato alcuni prelievi di sostanze dagli arredi dell’appartamento, elementi che verranno analizzati da un laboratorio e i cui risultati non si sapranno prima dell’inizio della settimana. “Sembrava dovesse essere trasferito – ha raccontato il proprietario dell’appartamento dove Lardieri viveva in affitto – ma non so dove”.

Il luogo della disgrazia è stato posto sotto sequestro, mentre due appartamenti vicini che hanno subito danni in seguito all’esplosione sono stati dichiarati inagibili. Gli occupanti del primo e del secondo piano di via del Ponzanino sono tutti rientrati nelle rispettive abitazioni. 

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