Droga, armi e migranti nelle mani di 'ndrangheta e camorra: Fvg a rischio infiltrazione mafiosa

E' quanto sostenuto da un rapporto dell'Osservatorio regionale Antimafia guidato da Michele Penta. Le indagini partono soprattutto dal Veneto e finiscono per coinvolgere il territorio del Fvg. Porto di Trieste, Udine, rotta balcanica, ma anche le armi lungo il valico di Ugovizza. Uno scenario che preoccupa

"Stiamo registrando un sempre più incisivo coinvolgimento nel territorio del Friuli Venezia Giulia di attività criminali di stampo mafioso provenienti dal
confinante Veneto, dove è maggiormente radicata la presenza di tali consorterie". La nota di preoccupazione arriva da Michele Penta, coordinatore dell'Osservatorio regionale Antimafia che ha fatto il punto in merito alla situazione relativa all'usura e al riciclaggio di denaro illecito, la criminalità organizzata transfrontaliera e, in ultimo, la cessione delle attività criminali in subappalto.

Una posizione strategica

La posizione geografica della nostra regione - definita strategica - e gli investimenti sulle grandi opere infrastrutturali rappresentano, secondo Penta, alcune delle motivazioni per cui le mafie puntano al nostro territorio per investire gli ingenti capitali provenienti da attività come lo spaccio di droga e il traffico di armi, solo per citarne due esempi tra i più conosciuti. "Un'infiltrazione di carattere "prevalentemente finanziario che mette in pericolo l'economia sana del territorio e che non può essere sottovalutata" sottolinea il vertice dell'Osservatorio regionale. 

Quali sono le mafie operative in Fvg

L'assenza di procedimenti conclusi con condanne per reati di tipo mafioso potrebbe apparire come un successo, anche se potrebbe confondere l'analisi generale basata sulla relazione 2018-2019 dell'Osservatorio regionale. "Nello specifico - si legge nella nota -, viene ribadita la presenza ormai storica in
regione di soggetti e nuclei famigliari riconducibili a una criminalità operante nel settore degli investimenti finalizzati al riciclaggio e dediti al traffico di sostanze stupefacenti, armi, tabacchi e prodotti petroliferi, nonché a truffe, frodi fiscali ed estorsioni". 'Ndrangheta e camorra sono le organizzazioni criminali più attive, ma non mancano di certo mafia e sacra corona unita. 

Traffico di stupefacenti, valico di Ugovizza

Le operazioni antimafia sviluppatesi sul territorio del Friuli Venezia Giulia sono nate da indagini partite in Veneto e hanno visto il coinvolgimento di soggetti di origine albanese, afghana e pakistana, nell'area riconducibile alla criminalità balcanica e ai flussi migratori provenienti dalla rotta. Nel dettaglio, le attività finite nel mirino delle indagini sono il traffico di stupefacenti, di tabacchi e di merci contraffatte, in particolare nell'ambito del porto di Trieste e della zona di Udine. Secondo la nota, le armi invece passano attraverso il confine italo-austriaco di Ugovizza e non bisogna sottovalutare "l'aumento dei documenti
falsi e delle dichiarazioni di falsa identità connessi al flusso migratorio balcanico e alla tratta delle donne da avviare alla prostituzione. Un bacino prevalentemente gestito da sodalizi criminali transnazionali, transfrontalieri e spesso in subappalto".

Un patto criminale

L'Osservatorio regionale sospetta che "una tale presenza sia il frutto di un vero e proprio patto criminale con le consorterie nazionali di stampo mafioso, una sorta di appalto non certo gratuito". Per mettersi al riparo quindi bisogna coinvolgere le categorie industriali e commerciali "per verificare la validità delle difese poste in atto. È serio - secondo Penta - il pericolo legato all'utilizzo di capitali illeciti in un'economia sana ma che, per effetto di una grave mancanza di liquidità come nel periodo attuale, può facilmente finire nel mirino di usurai". 

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