Mafia, Serracchiani: «Notevole aumento in Fvg da contrastare il prima possibile»

Secondo i dati delle denunce per estorsione forniti dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre negli ultimi 5 anni queste sarebbero aumentate del 125,4 per cento (+79 denunce) in regione

«I numeri purtroppo parlano chiaro, e seppure non altissimi in termini assoluti, mostrano un aumento notevole dell'attività mafiosa nella nostra regione: questo fenomeno va contrastato finché non ha ancora innervato a fondo il tessuto produttivo».
Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, commentando i dati delle denunce per estorsione forniti dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre, in base ai quali negli ultimi 5 anni le denunce in Fvg sarebbero aumentate del 125,4 per cento (+79 denunce).

«Che le nostre terre fossero da tempo infiltrate da parte delle organizzazioni criminali - ha continuato la presidente - era stato chiarito di recente dalla relazione della Direzione Investigativa Antimafia. Le caratteristiche di questa presenza devono far alzare il livello di guardia non solo delle Autorità giudiziarie e investigative, che stanno svolgendo un apprezzabile e giustamente discreto lavoro. Ma è anche tra i cittadini e soprattutto tra le categorie che serve massima vigilanza e, se del caso, pronta denuncia: è dal nostro tessuto che devono essere prodotti gli anticorpi».

Per Serracchiani «l'avanzata della criminalità, iniziata con gli strumenti tradizionali dell'usura e rafforzatasi con l'attività del riciclaggio, ora può radicarsi con l'estorsione. Un salto di qualità che implica minacce, possibili violenze, paura, tutti presupposti per un controllo del territorio da cui finora siamo stati liberi. Questa non è una prospettiva immaginabile né accettabile per il Friuli Venezia Giulia, una regione che sta riprendendo a crescere contando su forze sane».
«Per quanto nelle competenze della Regione, abbiamo attivato e attiveremo ancora protocolli di legalità a protezione dei grandi appalti pubblici, e confermiamo piena collaborazione - ha concluso Serracchiani - con la Procura della Repubblica e con tutti gli organi preposti alla prevenzione e alla repressione».

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