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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

L'antimafia chiude la due giorni triestina: "Segnali di infiltrazione, livello di allerta resta alto"

La commissione parlamentare ha concluso le audizioni. Grande interesse per il super software messo a punto dall'Autorità Portuale in termini di controllo. "Abbiamo chiesto di acquisirlo per estenderlo anche ad altre amministrazioni". I soldi del Pnrr fanno gola alle mafie. "Non esistono isole felici". Da decenni in Fvg presente il clan Ricciardi

Le audizioni triestine della Commissione parlamentare antimafia hanno evidenziato la necessità di mantenere alto il livello di allerta per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia ed in particolar modo per il suo capoluogo. La due giorni dei parlamentari è servita per fare il punto della situazione in vista della pioggia di risorse finanziarie che attraverso il Pnrr verranno distribuite sul territorio. Si parla di oltre un miliardo e 200 milioni di euro ma, secondo il senatore del MoVimento Cinque Stelle Marco Pellegrini, potrebbero superare quella cifra e scatenare gli appetiti delle mafie. "Non c'è un radicamento - così il pentastellato - ma segnali di infiltrazione ci sono". 

Il porto

Le audizioni hanno riguardato tutti i vertici delle forze dell'ordine triestine. I parlamentari sono rimasti particolarmente colpiti dalle informazioni condivise dalla Guardia di Finanza e dalla collaborazione della stessa con l'Autorità Portuale. Proprio la relazione del presidente Zeno D'Agostino ha impressionato la Commissione. "Ci ha illustrato alcuni interessanti strumenti informatici per poter gestire e controllare le operazioni in porto e che abbiamo chiesto di acquisire per poterli estendere anche ad altre amministrazioni" così hanno riferito i parlamentari. Il principale scalo italiano per movimentazione è stato il vero protagonista della visita della Commissione. 

Il software che fa gola alla Commissione

Lo strumento messo in campo dall'Autorità Portuale è un software di elevata precisione che permette di vigilare, in ambito portuale, sulle società e sui soggetti terzi. La possibilità è quella di vedere i flussi economico-finanziari gestiti dall'appalto e contestualmente applicare un protocollo stringente sulle realtà che operano. Il software è stato tenuto a battesimo nel periodo in cui veniva realizzata la piattaforma logistica. "Un sistema tecnologico che permette al gruppo interforze di entrare nei computer e nei database di chi appalta, monitorando gli accessi ai cantieri, la situazione legata alle forniture e, più in generale, per riuscire a vigilare" così Zeno D'Agostino.  

"Non esistono isole felici"

Le criticità sul fronte del personale della Direzione Distrettuale Antimafia "sono in linea con quelle riscontrate in altre zone d'Italia" così i parlamentari. Per quanto riguarda le interlocuzioni con le autorità slovene, croate e bosniache, in termini di presenza mafiosa nel racket dell'immigrazione, la Commissione ha fatto sapere che "c'è piena collaborazione. Il problema è quando ci troviamo a fare i conti con paesi lontani sui quali la nostra giurisdizione non può intervenire direttamente anche per il fatto che queste persone (i trafficanti ndr) si nascondono molto bene. E' un obiettivo da perseguire". In conclusione, il deputato del Partito Democratico Nicola Pellicani ha detto che "bisogna entrare nell'ottica che non ci sono isole felici, le mafie sono fenomeni economici che investono dappertutto. Gli interessi sono soprattutto nel campo dell'edilizia, dell'immobiliare, del commercio e ci sono dei segnali molto chiari. La presenza c'è". 

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