Manca l'ambulanza e muore d'infarto

L'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, commenta: «Sento anche umanamente il bisogno di unirmi al dolore della famiglia Tuan, ma questa tragedia si è verificata mentre ancora è in piedi l'organizzazione precedente. La riforma sanitaria è necessaria»

Mercoledì scorso ha perso la vita Erik Tuan, come riporta UdineToday, per un ritardo nei soccorsi. Un malore al cuore che gli è stato fatale: mezz'ora di attesa per l'ambulanza che non ha potuto raggiungere prima il 47enne di Ponteacco, frazione di San Pietro al Natisone, perché già impegnata a Udine per un altro paziente. Dall'Azienda ospedaliero universitaria udinese è arrivata una nota giovedì sera: «La disponibilità di una sola ambulanza nel turno pomeridiano a Cividale era del tutto eccezionale e legata a una contingente carenza di personale per causa di malattie».

L'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telescacommenta l'evento: «Sento anche umanamente il bisogno di unirmi al dolore della famiglia Tuan e di impegnarmi, in prima persona, ad avviare un'attenta analisi e una riflessione sull'accaduto per fare in modo che mai più possano succedere fatti simili. Nessuna parola, nessuna spiegazione e nessuna motivazione potranno essere di conforto a chi ha visto un proprio caro perdere la vita in un modo così drammatico».

«Alla moglie, alla figlioletta, ai genitori di Erik esprimo il mio più profondo cordoglio», ha affermato l'assessore. In merito poi alle accuse che quanto accaduto sia in qualche modo connesso alla recente riforma sanitaria, l'assessore Telesca sottolinea come sia «sbagliato e pretestuoso collegare questo fatto al riordino della sanità». Al contrario «la riforma sanitaria non solo non c'entra ma anche a seguito di ciò che è accaduto si dimostra sempre più necessaria, perché prevede il potenziamento dell'assistenza nei territori anche attraverso l'adozione della rete dell'emergenza. Abbiamo previsto più mezzi e una loro migliore dislocazione. Abbiamo previsto una più razionale distribuzione delle risorse», precisa.

E aggiunge: «chi oggi vuol far credere che tutto dipenda dal riordino della sanità sa bene che finora a Cividale nulla è ancora cambiato perché l'attuazione della riforma è prevista nel corso di quest'anno». Di conseguenza «questa tragedia si è verificata mentre ancora è in piedi l'organizzazione precedente alla riforma stessa e quindi ci spinge ad accelerarne l'attuazione proprio per evitare che possano ripetersi drammi come la morte di Erik». In sostanza l'assessore regionale alla Salute spiega «con rammarico ma la verità è questa» che «questa tragedia è da circoscrivere all'interno della gestione ospedaliera delle emergenze».

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«Ogni ruolo presuppone un'accettazione di responsabilità. Di fronte all'improvvisa assenza di quattro infermieri nello stesso servizio, nell'ambito dell'Azienda si è assunta la decisione di non far partire un mezzo. Decisione giusta? Sbagliata? Ogni giorno chi dirige i grandi ospedali si trova a fronteggiare le più diverse situazioni e a fare delle scelte. Per quanto ci riguarda, la Regione ora dovrà valutare a fondo quanto accaduto per accertare eventuali responsabilità. Non servirà a riportare in vita Erik. Non servirà a ridare un marito, un padre, un figlio. Ma dovrà servire a far sì che la morte di Erik rimanga un unico, tragico fatto isolato».

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